Mentre nelle sale riunioni di Roma si discute animatamente di tagli ai costi e di “sacrifici” in nome della sostenibilità aziendale, un episodio curioso riemerge dalle pieghe della burocrazia, gettando più di un’ombra sui principi di parsimonia tanto proclamati.

Durante i 13 mesi di confronto sulla riforma della rete territoriale, il mantra è stato sempre lo stesso: ottimizzare, ridurre, responsabilizzare. Ogni euro conta, ogni spesa va giustificata. O almeno così si dice.

Eppure, per una riunione strategica tenutasi a Firenze, l’azienda ha preso una decisione a dir poco singolare: far trasportare dalla sede di Roma l’intero tavolo direzionale della sala rosa, un’imponente struttura da una trentina di posti. Un’operazione logistica complessa e, come è facile immaginare, tutt’altro che economica.

Viene spontaneo chiedersi come si concili la severità dei richiami al risparmio con una spesa del tutto evitabile per un oggetto che, in fondo, resta un elemento d’arredo.

Non è solo una questione economica: è una questione di coerenza e rispetto.

Quel tavolo, forse considerato irrinunciabile dai vertici, è diventato un costoso “elefante viaggiante” delle relazioni sindacali. Un elefante che, invece di restare a Roma, ha viaggiato in prima classe, a spese di tutti.

In tempi in cui si invoca trasparenza e responsabilità sociale, l’episodio resta un monito: quando si predica la virtù del risparmio, le azioni devono parlare la stessa lingua delle parole.
Altrimenti, anche un semplice tavolo può diventare l’intruso perfetto nella foto.

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6 risposte

  1. Complimenti per l’ottimo articolo e la riflessione che ne consegue. Quando si ritornerà al tavolo della trattativa per la riforma della carriera operativa occorrerà sottolineare che, a proposito di coerenza, non si può porre come premessa “il contenimento dei costi” SOLO quando si parla di operativi mentre quando la trattativa ha come oggetto la riforma dell’area manageriale la stessa premessa scompare come d’incanto!!!

    1. Grazie Antonio, per questa condivisione. Siamo certi che l’Amministrazione debba procedere velocemente alla riforma della carriera operativa e debba investire seriamente sul personale. La FABI BI continuerà nella sua difesa dei diritti e della dignità di tutti i colleghi.

    2. caro Antonio, magari i risparmi fossero riservati ai soli operativi! Anche l’area manageriale ha figli e figliastri

      1. Cara Rita, sicuramente bisogna rivedere anche la situazione dell’Area manageriale con un’attenzione particolare per gli Expert e i Consiglieri e i meccanismi di selezione che si sono mostrati fallimentari. Quello che tu dici è ben rappresentato dalla forbice che si va sempre più ampliando tra i Direttori e gli altri

  2. Credo che ogni dipendente abbia visto simili esempi di sperpero e di inutili spese soprattutto in circostanze che interessano il personale della carriera direttiva. Per questo nessuna riforma della carriera operativa deve essere firmata senza un sostanziale aumento stipendiale certo e progressivo di tutto il personale operativo considerando anche che i pensionamenti ne hanno ridotto il numero e aumentato le loro mansioni o i carichi di lavoro

    1. Sicuramente la base di partenza deve essere economica, da cio non si può prescindere, ma è in gioco anche la dignità della carriera di tutti e sicuramente dei giovani. La FABI BI farà sicuramente la sua parte di grazie anche ai vostri suggerimenti.

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