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La nuova polizza sanitaria costa molto di più, alla Banca e a chi si cura. Alcune tutele diventano solo possibili e i dati per valutarla non ci sono stati forniti. Ecco perché non abbiamo firmato, in quattordici punti con numeri e documenti.
Il contributo per la polizza sanitaria parte da una base più alta del 43% per chi lavora e del 55% per chi è in pensione; la spesa della Banca è già cresciuta del 41%. Un aumento così può essere giustificato. Per verificarlo servono i dati che la Banca ha usato e non ci ha mostrato.
Oggi chi lavora non paga nulla per un day hospital in rete. Dal 2027 pagherà 200 euro: la riduzione da 300 a 200 è uno sconto su un aumento. Ecco gli scontrini di oggi e del 2027, voce per voce, con qualche conto fatto insieme.
Oggi i grandi interventi non hanno scoperto e chi lavora non paga gli interventi ambulatoriali. L’accordo del 7 ottobre non cita questi casi: lo deciderà un capitolato che non abbiamo visto.
I 200 euro in più di welfare valgono solo per il 2025 e il 2026. Avevamo chiesto alla Banca di impegnarsi a mantenerli; nell’accordo si dice solo disponibile a «valutare», senza date. I costi della polizza, invece, sono scritti e partono dal 1° luglio 2027.
La copertura dopo gli 85 anni resta una garanzia, il pacchetto DSA finisce tra le migliorie. Chi il 1° luglio 2027 avrà già compiuto 85 anni non potrà aderire: secondo le nostre stime, tra 400 e 1.000 persone con i familiari.
Il pacchetto per i disturbi specifici dell’apprendimento è finito tra le migliorie, solo a rimborso. Secondo le nostre stime costerebbe al massimo circa 6.000 euro l’anno. Proponiamo di garantirlo nel welfare, con risorse aggiuntive e limiti più ampi.
Sei migliorie annunciate, nessuna garantita: ci saranno solo quelle offerte dalla Cassa che vince. Intanto i massimali sono fermi dal 2018, mentre i prezzi delle prestazioni salgono.
I familiari che pagano verseranno il 15% in più di oggi e il 55% in più dei primi tre anni del contratto. Genitori sotto i 65 anni e familiari di chi è in pensione pagano la stessa cifra, con limiti di età molto diversi: su quali dati?
Le ultime proposte della Banca sulla polizza sanitaria contengono alcuni ritocchi, mentre l'impianto resta quello che abbiamo analizzato a settembre. Il testo può ancora cambiare: per questo commenteremo la versione definitiva. Poi faremo i conti, voce per voce, con i documenti.
Ad aprile vi abbiamo raccontato di una famiglia che da mesi viveva con la pioggia in casa, in un alloggio SIDIEF. Oggi la causa si è chiusa con un accordo e i lavori sono iniziati, ma con i temporali di settembre l'acqua entra più di prima. Nel nostro aggiornamento, le immagini girate nelle scorse settimane.
La Banca d’Italia ha risposto alla richiesta FABI sulla trasparenza retributiva e sull’attuazione della Direttiva UE 2023/970. Tra approfondimenti ancora in corso, scadenze future e diritti già esercitabili, restano da chiarire i dati sulle carriere, sugli incarichi e sulle opportunità professionali.
Primo bilancio sulla gestione Edenred in Commissione Welfare: l'84% dei dipendenti usa il servizio contro il 27% dei pensionati. FABI BI analizza i controlli sui fornitori, le criticità del portale e propone soluzioni per migliorare l'assistenza.
Guida alla Commissione Alloggi della Banca d'Italia: composizione, ruolo della FABI BI, criteri di assegnazione e frequenza delle gare. Un organismo di garanzia per tutelare le esigenze abitative di colleghe e colleghi.
Quando leggiamo che una decisione è stata “discussa con i sindacati”, sappiamo davvero che cosa è successo? Un’informativa non è una trattativa e una consultazione non significa che la decisione sia stata condivisa. Nel nuovo episodio di Capire il sindacato spieghiamo quali poteri hanno davvero le parti nelle diverse sedi.