La risposta dell’Amministrazione è arrivata a inizio settembre, oltre tre mesi dopo la nostra richiesta e lascia ancora aperte molte delle questioni sollevate.
Nel frattempo, la Banca ha avviato il percorso per il rinnovo della certificazione EDGE sulla parità di genere e sull’inclusione, invitando il personale a partecipare al relativo sondaggio.
È quindi un buon momento per tornare alla domanda posta a maggio: a che punto siamo davvero?
La trasparenza retributiva non riguarda soltanto il livello degli stipendi. Riguarda anche avanzamenti, incarichi, valutazioni, opportunità professionali e tutti quei meccanismi attraverso i quali, nel corso degli anni, possono formarsi differenze economiche e di carriera.
Per questo, con la nota del 25 maggio, avevamo rivolto alla Banca una serie di domande precise sull’attuazione della Direttiva UE 2023/970 e della normativa nazionale di recepimento.
Chiedevamo quali attività fossero già state avviate, quale calendario fosse previsto, quali analisi fossero state condotte sui differenziali retributivi e sulle carriere e se i dati fossero stati disaggregati per genere, grado, percorso professionale, struttura e incarico.
Chiedevamo inoltre trasparenza sui criteri di valutazione, sugli avanzamenti, sull’attribuzione degli incarichi e sulle componenti accessorie della retribuzione, insieme a un confronto con le Organizzazioni Sindacali.
E chiedevamo un confronto con le Organizzazioni Sindacali.
Una risposta è arrivata. Le risposte ancora no
Nel merito, la Banca comunica di stare conducendo le “necessarie attività di analisi e approfondimento” per valutare le iniziative da adottare al fine di garantire il rispetto degli obblighi di pubblicazione, trasmissione e trasparenza dei dati retributivi.
Ma sulle questioni che avevamo posto le indicazioni restano molto generali. Non sappiamo quali analisi siano già state avviate, chi le stia conducendo, quale sia il calendario interno, quali dati siano già disponibili e se siano già stati esaminati eventuali differenziali nelle progressioni, negli avanzamenti, negli incarichi e nelle componenti accessorie della retribuzione.
La Banca richiama inoltre alcuni elementi ancora in via di definizione: gli atti del Ministero del Lavoro relativi, tra l’altro, alla nozione di “stesso lavoro” e “lavoro di pari valore” e alle modalità di comunicazione dei dati all’organismo di monitoraggio, oltre al termine del 7 giugno 2027 previsto per la raccolta di determinati dati da parte dei datori di lavoro con almeno 250 dipendenti.
Sono elementi rilevanti per l’attuazione dei nuovi obblighi normativi, ma che non impediscono di analizzare già oggi ciò che accade all’interno della Banca: carriere, progressioni, distribuzione degli incarichi, componenti accessorie della retribuzione e opportunità professionali.
La Direttiva europea risale al 2023 e ha lasciato un arco temporale significativo per prepararsi alla sua applicazione. Per questo continuiamo a chiedere quali verifiche siano già state effettuate e quali risultati abbiano prodotto.
L’esperienza dei congedi parentali, sui quali la Banca non si è ancora adeguata nonostante il tempo trascorso dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni, rende questa domanda ancora più concreta.
Le scadenze fissano il termine per adempiere agli obblighi. Il tempo che le precede serve anche a predisporre procedure, analizzare i dati, verificare gli impatti, informare il personale e confrontarsi con le Organizzazioni Sindacali.
E alcuni strumenti di trasparenza, come riconosce la stessa Banca, sono già disponibili oggi.
Trasparenza: diritti già esercitabili e dati ancora da conoscere
Un passaggio della risposta merita particolare attenzione.
La Banca conferma che i dipendenti possono chiedere informazioni sui livelli retributivi medi, distinti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore e che tali informazioni devono essere fornite per iscritto entro due mesi.
Esistono quindi già oggi strumenti concreti di trasparenza retributiva. Sarebbe utile che l’Amministrazione spiegasse con chiarezza al personale come esercitare questi diritti, con quali modalità e attraverso quali canali.
Restano invece meno chiare le informazioni sulle carriere. Nella nostra lettera avevamo chiesto dati e criteri relativi ad avanzamenti, valutazioni, incarichi, componenti accessorie della retribuzione e distribuzione delle opportunità professionali.
Sono elementi essenziali perché eventuali differenze retributive non nascono soltanto dallo stipendio finale: possono costruirsi nel tempo attraverso percorsi di carriera, responsabilità attribuite, incarichi e possibilità di accesso alle diverse opportunità.
Proprio in queste settimane la Banca ha inoltre invitato il personale a partecipare al sondaggio per il rinnovo della certificazione EDGE, lo standard internazionale dedicato alla parità di genere e all’inclusione.
Il sondaggio raccoglie percezioni, esperienze e valutazioni delle persone che lavorano in Banca. I dati consentono invece di verificare come incarichi, progressioni, responsabilità e opportunità siano effettivamente distribuiti.
Per comprendere davvero la situazione servono entrambe le prospettive: quella di chi vive l’organizzazione e quella che emerge dai dati.
Su come funziona EDGE, su cosa misura e sul significato della certificazione ottenuta dalla Banca d’Italia torneremo con un approfondimento specifico.
Qui resta una domanda più semplice: quali dati sulla distribuzione delle opportunità professionali sono già disponibili e quali risultati mostrano?
Le questioni ancora aperte
Rispetto alle domande poste a maggio, oggi sappiamo che la Banca ha avviato approfondimenti, riconosce il diritto individuale di accesso ad alcune informazioni retributive e intende analizzare i dati.
Sappiamo anche che, conclusi gli approfondimenti, si dichiara disponibile a un “confronto informativo” con le Organizzazioni Sindacali sulla metodologia utilizzata e sui risultati dell’analisi.
È un’apertura positiva, ma resta da capire quale contenuto concreto avrà il confronto e se alle rappresentanze dei lavoratori sarà riconosciuto uno spazio anche nella valutazione dei risultati e delle eventuali misure correttive.
Restano inoltre senza risposta diverse questioni: quali analisi siano già state concretamente effettuate; quali dati siano stati utilizzati; se siano emerse differenze nelle progressioni e negli incarichi; se siano state individuate aree di rischio; quali criteri verranno resi maggiormente trasparenti; quale calendario si sia data l’Amministrazione.
Per questo il tema resta aperto.
Accogliamo l’invito della Banca a contribuire a rendere migliore il nostro ambiente di lavoro. Crediamo che questo richieda ascolto, trasparenza, dati accessibili e criteri verificabili.
Il Vice Direttore Generale conclude il proprio messaggio richiamando il dovere di lasciare la Banca migliore di come l’abbiamo trovata.
È un obiettivo che condividiamo. Per questo continueremo a chiedere risposte su ciò che la Banca sta facendo, sui risultati che emergono e sui criteri attraverso i quali vengono costruite ogni giorno carriere e opportunità professionali.