Il 24 settembre si è finalmente riunita la Commissione mista Welfare, costituita dopo la richiesta avanzata dalla FABI BI lo scorso maggio.
Nei mesi scorsi avevamo raccolto segnalazioni di colleghe, colleghi e pensionati e avevamo chiesto che il funzionamento del nuovo piano welfare gestito da Edenred fosse esaminato nella sede prevista dagli accordi sindacali. Prezzi, commissioni, qualità del servizio, funzionamento del portale e possibilità effettiva di utilizzare il credito erano alcuni dei temi che avevamo indicato prima dell’incontro.
La prima riunione ha consentito finalmente di mettere sul tavolo dati concreti sull’utilizzo del welfare e sul funzionamento della rete dei fornitori, ma anche di riportare alla Banca le difficoltà che continuano a emergere nell’esperienza quotidiana degli utenti.
I numeri del nuovo piano welfare
La Banca ha presentato i dati relativi al primo anno del nuovo contratto. Al 31 dicembre 2025, su circa 13.000 beneficiari, il 59% aveva utilizzato almeno uno dei servizi. La differenza tra le diverse platee resta però molto significativa: ha utilizzato il welfare l’84% dei dipendenti, contro appena il 27% dei pensionati. Nel complesso è stato utilizzato il 52% degli importi messi a disposizione.
Prevalgono nettamente rimborsi e previdenza, che rappresentano il 66% delle richieste, mentre gli acquisti diretti si fermano al 34%. Tra i singoli servizi domina il rimborso delle spese di istruzione (50,8%), seguito dai partner online (16,5%) e dai viaggi (12%).
Quadro Generale e Tasso di Utilizzo
| Indicatore | Valore |
| Beneficiari totali | ~ 13.000 persone |
| Utilizzatori del servizio (almeno 1 volta) | 59% |
| Budget totale utilizzato | 52% |



Le semplificazioni hanno prodotto effetti
Nel 2025 l’utilizzo del credito disabilità è aumentato del 148% rispetto alla media annuale 2021-2024 e quello destinato all’istruzione del 44%. Il credito pensionati è sostanzialmente stabile (+1%), mentre quello libero registra un -17%, dato che la Banca ha ricondotto anche all’effetto della scadenza del precedente contratto.
È un risultato importante anche per una ragione più generale: quando si eliminano vincoli e si rende il welfare più semplice da utilizzare, il credito viene effettivamente utilizzato di più. È un’indicazione da tenere presente anche in vista dei prossimi interventi sul sistema.
Commissioni e prezzi: i controlli confermano che il problema esiste
Uno dei temi che la FABI BI aveva posto già prima della riunione della Commissione riguardava le fees (commissioni) e i prezzi applicati attraverso il portale. Su questo punto sono stati illustrati i risultati del Mystery Client, il sistema utilizzato per controllare il comportamento dei fornitori.
Nel 2025 sono state prese in esame circa 2.000 strutture; 1.600 sono state effettivamente verificate. L’86% è risultato conforme, ma il 14% non conforme. Sono state inviate 224 diffide e, al termine dei controlli, 20 partner sono stati eliminati dalla rete. Nel 2026 il controllo è proseguito su un nuovo campione: a settembre era stato contattato il 93% delle circa 2.000 strutture previste e, tra le 814 già verificate, l’89% risultava conforme e l’11% non conforme.
Durante il confronto è stato chiarito che, quando viene riscontrato un comportamento non conforme, il fornitore viene nuovamente verificato e, se la violazione persiste, può essere escluso dalla rete.
Un portale ancora troppo complicato
Nel corso della riunione sono state riportate diverse difficoltà segnalate dagli utenti:
- usabilità del portale;
- funzionamento non sempre intuitivo;
- qualità non uniforme delle risposte del call center e difficoltà nella gestione di alcune pratiche.
Particolarmente critica resta l’esperienza da smartphone e il passaggio, per alcuni servizi, verso altri siti e interfacce.
La Banca ha riferito che nel 2026 Edenred ha rafforzato il servizio di assistenza, creando una knowledge base comune per gli operatori e un team dedicato ai casi più complessi. Sono inoltre state avviate consulenze individuali di 30 minuti, rivolte sia ai dipendenti sia ai pensionati.
Spese per i figli: una novità importante
È stata anticipata una modifica che dovrebbe ampliare la possibilità di utilizzare il credito istruzione. A seguito di un recente interpello dell’Agenzia delle Entrate, la Banca sta lavorando per consentire il rimborso anche quando la spesa è stata sostenuta dal coniuge.
Come FABI BI abbiamo chiesto di verificare se sia possibile adottare un’impostazione ancora più ampia, riferita all’altro genitore, anche nei casi di genitori separati o non conviventi. La risposta della Banca è stata interlocutoria: il perimetro è ancora in corso di approfondimento con i consulenti fiscali e l’intenzione dichiarata è quella di verificare quanto sia possibile estenderlo nel rispetto delle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Viaggi: attenzione alle modalità di utilizzo del credito
Abbiamo inoltre portato in Commissione una questione segnalata da alcune agenzie di viaggio e da colleghi che in passato le utilizzavano attraverso il welfare. Il problema riguarda la possibilità di utilizzare il credito quando questo non copre l’intero costo del pacchetto turistico e le conseguenze fiscali delle modalità con cui eventualmente viene frazionato il pagamento.
Abbiamo chiesto un approfondimento anche perché alcune agenzie che in precedenza erano utilizzabili attraverso il welfare oggi risulterebbero presenti soltanto nell’area delle convenzioni, con conseguente minore visibilità per gli utenti.
Mobilità sostenibile: una proposta da sviluppare
Nel confronto è stata avanzata anche la proposta di ampliare gli strumenti dedicati alla mobilità sostenibile, valutando forme di rimborso per biciclette e altre soluzioni e, in prospettiva negoziale, anche un eventuale credito specifico. Attualmente il portale consente già il rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico e offre alcuni servizi collegati alla mobilità, ma un eventuale credito dedicato richiederebbe un passaggio negoziale.
Pensionati: il dato resta troppo basso
Il 27% di pensionati che utilizza il welfare merita un approfondimento specifico. Durante la Commissione è stato evidenziato che il problema non riguarda soltanto l’assistenza o la familiarità con il portale: il credito dei pensionati è vincolato a un numero limitato di causali e questo ne riduce concretamente le possibilità di utilizzo.
La Commissione ora deve diventare uno strumento operativo
Questa prima riunione ha avuto soprattutto il merito di mettere finalmente insieme numeri, controlli e segnalazioni degli utenti. Alcuni dati mostrano miglioramenti: cresce l’utilizzo dei crediti sui quali sono state introdotte semplificazioni, l’assistenza è stata rafforzata e il sistema di controllo dei fornitori sta producendo verifiche ed esclusioni.
Restano però questioni aperte: commissioni e differenze di prezzo, qualità e semplicità del portale, utilizzo molto basso da parte dei pensionati, ampliamento dei servizi e maggiore uniformità dell’assistenza. Sono, in buona parte, proprio i temi sui quali avevamo chiesto l’attivazione della Commissione.
La FABI BI continuerà quindi a utilizzare questa sede per portare casi concreti e proposte di miglioramento, verificando soprattutto se gli interventi annunciati produrranno risultati percepibili da colleghe, colleghi e pensionati.
Perché il punto resta quello che avevamo indicato prima dell’incontro: il valore del welfare non è quello scritto nel portafo