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Il perché di un no · 5/11
Una garanzia confermata, centinaia di persone fuori.
In questa scheda: fino a quando si resta coperti · chi può entrare · proviamo a fare i conti · chi resta fuori
Home / APPROFONDIMENTI / Over 85: tutela certa per alcuni, esclusione per altri
Il perché di un no · 5/11
Una garanzia confermata, centinaia di persone fuori.
In questa scheda: fino a quando si resta coperti · chi può entrare · proviamo a fare i conti · chi resta fuori
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Immaginate due tessere sanitarie. La prima scade il 30 giugno successivo al vostro 85° compleanno: da quel giorno non vale più. La seconda vale fino alla scadenza del contratto, qualunque sia la vostra età.
Con la seconda tessera, se compite 85 anni nel primo anno di contratto, restate coperti anche nel secondo. Se il contratto viene prorogato, anche nel terzo: fino a 87 anni.
Nell’accordo del 2021 la regola era uscire dalla polizza il 30 giugno successivo all’85° compleanno. Restare coperti fino alla fine del contratto era una miglioria da premiare in gara: la Cassa che ha vinto l’ha offerta, e il capitolato 2022-2025 la prevede.
Nell’accordo del 18 aprile 2025 restare coperti fino alla fine del contratto è diventato una garanzia, insieme al pacchetto per i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), per bambine e bambini fino a 10 anni. Quella gara, però, è andata deserta.
Nell’accordo del 7 ottobre resta una garanzia. Il pacchetto DSA no: è finito tra le migliorie, e ci sarà solo se lo offrirà la Cassa che vincerà la gara (scheda 6).
L’accordo del 2021 permetteva anche a chi era in pensione e non era iscritto di entrare nella polizza, purché sotto gli 85 anni. Secondo noi questo può aver favorito una selezione avversa: quando l’ingresso è libero, tende a entrare chi prevede di curarsi di più, e la spesa cresce per tutte e tutti. L’accordo del 2025 ha chiuso questa porta, e quello del 7 ottobre la tiene chiusa: chi è in pensione può aderire solo se è già assicurato e se al 1° luglio 2027 non ha ancora compiuto 85 anni (vedi sotto, «Chi resta fuori»).
Quante persone in pensione sono assicurate, e che età hanno? I dati li ha la Banca, e li chiediamo dal novembre 2024 (scheda 9). Abbiamo quindi fatto una stima nostra, con i dati forniti in passato dalla Banca e con le statistiche ufficiali. Sono ordini di grandezza.
Over 85: chi resta coperto più a lungo. Ogni anno circa 150 persone assicurate compiono 85 anni. Con la regola del 2021 uscirebbero dalla polizza il 30 giugno successivo. Con quella nuova restano coperte fino alla fine del contratto, che dura due anni, e fino al terzo se c’è la proroga.
Quanto costa in più alla Banca, per ogni nucleo. Nella polizza la Banca paga 4.505 euro di contributo. Fuori dalla polizza verserebbe comunque il contributo in denaro per le spese sanitarie, da 2.000 a 2.700 euro per le pensioni dirette (vedi sotto, «Il contributo per chi è fuori»). La differenza è di circa 2.000 euro a nucleo.
| Over 85 che restano coperti | Nuclei | Persone | Costo in più per la Banca nell’anno |
|---|---|---|---|
| Secondo anno | circa 80 | circa 130 | circa 160.000 € |
| Terzo anno, solo se c’è la proroga | circa 155 | circa 260 | circa 310.000 € |
| Totale in più sull’intero contratto | circa 160.000 € circa 470.000 € con la proroga |
||
Nel primo anno non c’è costo in più: con la vecchia regola chi compie 85 anni esce comunque a fine anno. Persone: titolari e familiari. Nel terzo anno si sommano chi ha compiuto 85 anni nel primo anno ed è ancora in vita, ormai sugli 87, e chi li ha compiuti nel secondo. Stime nostre, ordini di grandezza.
Pacchetto DSA. Tra i figli di chi lavora in Banca, le bambine e i bambini tra 8 e 10 anni con una certificazione DSA sono circa 20. Anche se tutte e tutti usassero l’intero massimale di 300 euro, cosa poco realistica, la spesa sarebbe di circa 6.000 euro l’anno (scheda 6).
Over 85 · garanzia
circa 160.000 €
costo in più per la Banca nel secondo anno
DSA · solo miglioria
al massimo 6.000 €
l’anno, se la Banca desse il contributo direttamente alle famiglie
Le due cifre misurano cose diverse. Per gli over 85 è il costo in più che la Banca sostiene per mantenere la copertura. Per il DSA non sappiamo come una Cassa valuterebbe il rischio e il prezzo di questa copertura: sappiamo però quanto costerebbe, al massimo, darla direttamente alle famiglie. Gli ordini di grandezza non sono nemmeno paragonabili.
Con quali valutazioni le due tutele sono state trattate in modo così diverso?
In breve, come abbiamo stimato
Sono ordini di grandezza. Più sotto i dettagli; il foglio di calcolo è disponibile su richiesta.
Un’avvertenza. Avremmo voluto fare questi conti con i numeri veri: quante persone sono assicurate, di che età, quanto spendono. Non li abbiamo, perché la Banca non li ha forniti (scheda 9). Abbiamo lavorato con quello che avevamo: dati del passato, statistiche ufficiali e ipotesi che riteniamo ragionevoli e che abbiamo dichiarato. Restano ipotesi, e ci scusiamo per eventuali imprecisioni. Se la Banca renderà disponibili i dati, correggeremo volentieri le nostre stime.
Sugli 85 anni l’accordo fissa due regole, e vanno in direzioni opposte.
Per entrare
Bisogna avere meno di 85 anni il 1° luglio 2027. Chi li ha già compiuti non può aderire al nuovo piano, e con il titolare resta fuori tutto il nucleo.
Per restare
Chi è dentro resta coperto fino alla fine del contratto, anche dopo aver compiuto 85 anni: due anni, tre se c’è la proroga.
Il risultato è che gli anni di copertura dopo gli 85 dipendono dal mese in cui si è nati. Per alcune persone sono zero, per altre uno, due, tre. Con il contratto di oggi, iniziato nel 2022 e prorogato due volte, c’è chi ne ha avuti più di quattro.
| Una persona assicurata che… | È coperta | Anni di copertura dopo gli 85 |
|---|---|---|
| Compie 85 anni il 30 giugno 2027 | Esce il 1° luglio 2027, con tutto il nucleo | nessuno |
| Compie 85 anni a luglio 2027 | Fino al 30 giugno 2029; fino al 2030 se c’è la proroga | quasi 2 quasi 3 con la proroga |
| Compie 85 anni a luglio 2028 | Fino al 30 giugno 2029; fino al 2030 se c’è la proroga | quasi 1 quasi 2 con la proroga |
| Con il contratto di oggi: è entrata nel 2022 a 84 anni | Fino al 30 giugno 2027, a 89 anni | più di 4 |
Nuovo contratto dal 1° luglio 2027 al 30 giugno 2029, con una possibile proroga di un anno. Il contratto di oggi è iniziato il 1° luglio 2022 ed è stato prorogato fino al 30 giugno 2027.
Le prime due persone sono nate a pochi giorni di distanza e hanno bisogni di cura simili. La prima perde tutta la copertura, insieme alla sua famiglia. La seconda resta coperta per quasi due anni, quasi tre con la proroga.
Chi resta fuori. Oggi, grazie alle proroghe, c’è chi è rimasto coperto fino a 89 anni. Con il nuovo contratto c’è chi lo sarà fino a 87, e oltre se ci saranno altre proroghe. Chi invece, solo per una questione di calendario, il 1° luglio 2027 ha già compiuto 85 anni resta fuori, con tutto il nucleo. Secondo la nostra stima sono circa 330 titolari, circa 560 persone con i familiari; cambiando le ipotesi, tra circa 400 e 1.000 persone.
Non si poteva cercare una soluzione più equa tra queste due platee? Per esempio una copertura dei grandi rischi, ricoveri e grandi interventi, per chi oggi è assicurato e ha superato gli 85 anni. Quanto sarebbe costata? Nessuno ce l’ha mostrato. Il tempo per studiarla, secondo noi, c’era: il contratto in vigore copre fino al 30 giugno 2027. Una copertura dei grandi rischi per chi è in pensione l’avevamo proposta già ad aprile 2025; la risposta fu «Non c’è tempo» (Assicurazione sanitaria e scuola materna).
Chi è in pensione e non è nella polizza riceve dalla Banca un contributo in denaro per le spese sanitarie. Dal 2015 l’importo dipende dalla pensione percepita: con una pensione diretta si va da 2.000 euro, fino a 28.000 euro di imponibile, a 2.700 euro, oltre 75.000. Con una pensione indiretta o di reversibilità si va da 1.000 a 1.500 euro (la tabella).
Il bisogno di cure non cresce con il reddito. Con questa regola, invece, chi ha una pensione più alta riceve di più per curarsi, e chi ha una pensione più bassa riceve di meno. Chi riceve la pensione di un familiare scomparso ha circa la metà.
E gli importi sono fermi dal 2015. Da allora i prezzi al consumo sono cresciuti di oltre il 21% (indice ISTAT FOI, media 2025): per valere oggi quanto nel 2015, i 2.000 euro dovrebbero essere circa 2.430.
Per questo a febbraio abbiamo chiesto che il contributo sia uguale per tutte e tutti, al valore massimo oggi previsto, e che sia adeguato ogni anno all’inflazione (la nostra proposta).
Riguarda anche chi oggi lavora.
Chi andrà in pensione nei prossimi anni avrà, in media, regole meno favorevoli di chi è in pensione oggi. Una polizza con gli squilibri che abbiamo descritto (Lo squilibrio non nasce oggi) potrebbe non reggere nel tempo. A quel punto resterebbe solo il contributo in denaro, e un importo che non viene adeguato vale ogni anno di meno.
È già successo con il premio di laurea: 279,71 euro lordi, con regole ferme al 1983 (ne abbiamo scritto a luglio).
Un contributo uguale per tutte e tutti, e adeguato ogni anno all’inflazione, serve a chi è in pensione oggi e ancora di più a chi ci andrà domani.
Persone in pensione. Siamo partiti dall’ultimo dato fornito dalla Banca: 7.096 persone in pensione all’1.7.2016, di cui 3.748 assicurate. Nel 2018-19 i nuclei assicurati erano 4.280. Non conosciamo la loro età: l’abbiamo distribuita come quella della popolazione italiana dai 60 anni in su (ISTAT, 2016). Abbiamo ipotizzato che l’adesione cresca con l’età, dal 52% al 72%, perché chi sta bene ha convenienza a scegliere il contributo in denaro. Con queste ipotesi l’adesione complessiva risulta del 52%, contro il 53% osservato nel 2016.
Sopravvivenza. Abbiamo seguito ogni generazione fino al 2027 con la tavola di mortalità ISTAT 2018, quella maschile, la più prudente. Per i familiari abbiamo contato 0,7 persone per titolare: nel 2016 i nuclei più anziani ne avevano 0,87.
Costo per la Banca. Il contributo base per nucleo è di 4.793 euro; chi è in pensione ne paga al massimo 288, la Banca il resto, 4.505 euro. Fuori dalla polizza la Banca verserebbe comunque il contributo per le spese sanitarie: 2.000, 2.500, 2.600 o 2.700 euro per le pensioni dirette, secondo l’imponibile. Abbiamo usato 2.500 euro: il costo netto è di circa 2.000 euro a nucleo. Il contributo è per nucleo: i familiari a carico sono compresi, quelli facoltativi pagano da sé.
Figli del personale. Siamo partiti dall’età delle 7.013 persone in servizio a marzo 2025. Per ciascuna abbiamo stimato i figli nati tra il 2015 e il 2017 con la fecondità italiana per età (abbiamo usato 1,25 figli per donna, vicino al dato ISTAT del 2019, 1,27, ed età media al parto di 32 anni). Abbiamo poi applicato le percentuali di alunni con DSA del Ministero dell’Istruzione e del Merito: 1,7% in terza primaria, 3,3% in quarta, 4,5% in quinta (a.s. 2022/23).
Quanto sono solide le stime. Abbiamo rifatto i conti cambiando un’ipotesi alla volta: età minima dei pensionati 65 anni, adesione più bassa o più alta di 10 punti, più o meno familiari, sopravvivenza media di uomini e donne. Le persone che il 1° luglio 2027 hanno già compiuto 85 anni restano tra circa 400 e 1.000; il costo per la Banca nel secondo anno tra circa 140.000 e 195.000 euro, secondo il contributo per le spese sanitarie che spetterebbe. Per il DSA la cifra è invece il massimo teorico, con tutto il massimale usato da tutte e tutti.
Limiti. La distribuzione per età delle persone in pensione è il punto più incerto. Il foglio di calcolo, con tutte le ipotesi e le fonti, è disponibile su richiesta: scriveteci.
Fatti · Domande · Valutazione
Fatti. Nel 2021 restare coperti fino alla fine del contratto dopo aver compiuto 85 anni era una miglioria, poi offerta in gara. Nel 2025 è diventata una garanzia, insieme al pacchetto DSA, ma la gara è andata deserta. Nell’accordo del 7 ottobre resta una garanzia; il pacchetto DSA no. Nel 2021 potevano entrare nella polizza anche le persone non iscritte, fino a 85 anni; dal 2025 chi è in pensione può aderire solo se è già assicurato. Chi il 1° luglio 2027 avrà già compiuto 85 anni non potrà aderire.
Domande. Quante persone assicurate hanno davvero più di 80 anni, e quanto costa la loro copertura? Perché, delle due tutele rese certe nel 2025, solo quella che costa di più è rimasta certa? Che cosa succederà dal 1° luglio 2027 a chi oggi è coperto e avrà già compiuto 85 anni? Perché il contributo per curarsi dipende dal reddito ed è fermo dal 2015?
Valutazione. La continuità dopo gli 85 anni è confermata come garanzia della nuova gara, ed è un bene. Ma secondo le nostre stime costa molto più di quanto costerebbe garantire il pacchetto DSA, che invece è finito tra le migliorie. E centinaia di persone anziane rischiano di restare senza copertura. I numeri veri li ha la Banca: vanno mostrati.
Quasi la stessa età, bisogni di cura simili: per una persona la copertura finisce insieme a quella della sua famiglia, per l’altra dura fino a 87 anni in caso di proroga. Voi firmereste una regola così?
Questa è la scheda 5 di 11 della serie Il perché di un no. Leggi tutti i punti · Scheda 4: welfare · Scheda 6: DSA
La nuova polizza sanitaria costa molto di più, alla Banca e a chi si cura. Alcune tutele diventano solo possibili e i dati per valutarla non ci sono stati forniti. Ecco perché non abbiamo firmato, in quattordici punti con numeri e documenti.
Il contributo per la polizza sanitaria parte da una base più alta del 43% per chi lavora e del 55% per chi è in pensione; la spesa della Banca è già cresciuta del 41%. Un aumento così può essere giustificato. Per verificarlo servono i dati che la Banca ha usato e non ci ha mostrato.
Oggi chi lavora non paga nulla per un day hospital in rete. Dal 2027 pagherà 200 euro: la riduzione da 300 a 200 è uno sconto su un aumento. Ecco gli scontrini di oggi e del 2027, voce per voce, con qualche conto fatto insieme.