Quante bambine e quanti bambini ne avrebbero bisogno? I dati li ha la Banca, e non ci sono stati mostrati. Abbiamo quindi fatto una stima nostra.
Proviamo a contarli. Abbiamo considerato le età tra 8 e 10 anni perché il pacchetto vale fino a 10 anni e la certificazione DSA, di norma, arriva dalla fine della seconda primaria. Per ogni classe abbiamo usato la percentuale di alunne e alunni che hanno una certificazione DSA, secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito (anno scolastico 2022/23): l’1,7% in terza primaria, il 3,3% in quarta, il 4,5% in quinta. La percentuale cresce con la classe perché le certificazioni si accumulano negli anni.
| Il conto, passo per passo |
Quanti |
| Persone che lavorano in Banca (marzo 2025) |
circa 7.000 |
| Loro figlie e figli tra 8 e 10 anni (stima con la fecondità ISTAT) |
circa 625 |
| 8 anni, terza primaria: circa 205 × 1,7% con DSA |
circa 3 |
| 9 anni, quarta primaria: circa 210 × 3,3% con DSA |
circa 7 |
| 10 anni, quinta primaria: circa 210 × 4,5% con DSA |
circa 10 |
| Bambine e bambini con certificazione DSA |
circa 20 |
| Spesa massima in un anno, se tutte e tutti usassero l’intero massimale: 20 × 300 € |
circa 6.000 € |
| Per ogni polizza di chi lavora, in un anno: 6.000 € ÷ circa 6.800 polizze |
circa 0,90 € |
Stime nostre, ordini di grandezza. Figli stimati dall’età del personale con 1,25 figli per donna, vicino al dato ISTAT del 2019 (1,27), ed età media al parto di 32 anni. Polizze: 7.013 persone in servizio, con un’adesione del 97% (ultimo dato della Banca, 2016). Il foglio di calcolo è disponibile su richiesta.
E se fossero il doppio? Con 40 bambine e bambini, e tutto il massimale usato, la spesa sarebbe di circa 12.000 euro l’anno.
Mantenere la copertura dopo gli 85 anni costa alla Banca circa 160.000 euro in più nel secondo anno di contratto (scheda 5). Anche raddoppiata, la spesa per il DSA è meno di un decimo.
È un massimo teorico per la platea che abbiamo stimato. Quella vera la conosce la Banca, che avrebbe potuto mostrarla.
Un’avvertenza. Avremmo voluto fare questi conti con i numeri veri: quante persone sono assicurate, di che età, quanto spendono. Non li abbiamo, perché la Banca non li ha forniti (scheda 9). Abbiamo lavorato con quello che avevamo: dati del passato, statistiche ufficiali e ipotesi che riteniamo ragionevoli e che abbiamo dichiarato. Restano ipotesi, e ci scusiamo per eventuali imprecisioni. Se la Banca renderà disponibili i dati, correggeremo volentieri le nostre stime.
Che cosa resta, intanto
Oggi logopedia e neuropsicomotricità sono prestazioni specialistiche. Le specialistiche hanno un tetto di 2.100 euro l’anno per nucleo familiare, da dividere tra tutte le persone del nucleo, tetto fermo almeno dal 2018 (scheda 1 e scheda 7). Dentro questo tetto, neuropsicomotricità e psicoterapia insieme non possono superare 700 euro.
Una seduta costa spesso tra 80 e 100 euro: 700 euro sono 7-8 sedute l’anno, per tutta la famiglia. Sono poche per un percorso terapeutico continuativo, che si tratti di neuropsicomotricità per difficoltà dello sviluppo o di psicoterapia per altre situazioni di disagio psicologico. Tra le migliorie possibili c’è «l’incremento di alcuni massimali», senza dire quali (scheda 7).
In convenzione diretta oggi si paga una franchigia di 5 euro, una volta per ciclo di cura. Dal 2027 la franchigia sarà di 30 euro; se si pagherà ancora una volta per ciclo di cura, l’accordo non lo dice espressamente (scheda 2 e scheda 3).