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Il perché di un no · 6/11

Una tutela per le famiglie lasciata alla gara.

In questa scheda: che cos’è il pacchetto DSA · da garanzia a miglioria · proviamo a fare i conti · che cosa resta, intanto · la nostra proposta

→ Gli 11 punti in sintesi · → Tutte le schede della serie

Oggetto:

Il perchè di un no.

Data di riferimento:

12 Ottobre 2026

Episodio:

6

Notizia:

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Iscrivete vostra figlia a scuola. L’anno scorso, nell’elenco dei servizi garantiti, c’era il doposcuola. Quest’anno il doposcuola compare in un altro elenco, con una nota: «verrà attivato se un ente esterno lo proporrà».

Il servizio non è sparito. Però adesso non sapete se ci sarà.

Con il pacchetto per i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) è successa la stessa cosa.

 

Che cos’è il pacchetto DSA

È una copertura dedicata alle bambine e ai bambini fino a 10 anni con una certificazione DSA rilasciata da una struttura sanitaria pubblica. Il massimale è di 300 euro l’anno.

Da garanzia a miglioria

Nell’accordo del 18 aprile 2025 il pacchetto era tra le prestazioni garantite: «Il Piano Unico dipendenti comprenderà un “pacchetto DSA” con un massimale annuo di 300 euro (fruibile in forma diretta e indiretta)». Quella gara, però, è andata deserta, e il pacchetto non è mai diventato operativo.

Nell’accordo del 7 ottobre il pacchetto è finito tra gli elementi migliorativi: ci sarà solo se lo offrirà la Cassa che vincerà la gara. Quanti punti vale in gara, l’accordo non lo dice (scheda 10).

Anche se arrivasse, sarebbe diverso. Il testo firmato parla di un massimale «non inferiore a 300 euro, fruibile a rimborso». Nel 2025 era fruibile anche in forma diretta. A rimborso vuol dire che la famiglia paga prima e recupera la spesa dopo.

Proviamo a fare i conti

Quante bambine e quanti bambini ne avrebbero bisogno? I dati li ha la Banca, e non ci sono stati mostrati. Abbiamo quindi fatto una stima nostra.

Proviamo a contarli. Abbiamo considerato le età tra 8 e 10 anni perché il pacchetto vale fino a 10 anni e la certificazione DSA, di norma, arriva dalla fine della seconda primaria. Per ogni classe abbiamo usato la percentuale di alunne e alunni che hanno una certificazione DSA, secondo il Ministero dell’Istruzione e del Merito (anno scolastico 2022/23): l’1,7% in terza primaria, il 3,3% in quarta, il 4,5% in quinta. La percentuale cresce con la classe perché le certificazioni si accumulano negli anni.

Il conto, passo per passo Quanti
Persone che lavorano in Banca (marzo 2025) circa 7.000
Loro figlie e figli tra 8 e 10 anni (stima con la fecondità ISTAT) circa 625
8 anni, terza primaria: circa 205 × 1,7% con DSA circa 3
9 anni, quarta primaria: circa 210 × 3,3% con DSA circa 7
10 anni, quinta primaria: circa 210 × 4,5% con DSA circa 10
Bambine e bambini con certificazione DSA circa 20
Spesa massima in un anno, se tutte e tutti usassero l’intero massimale: 20 × 300 € circa 6.000 €
Per ogni polizza di chi lavora, in un anno: 6.000 € ÷ circa 6.800 polizze circa 0,90 €

Stime nostre, ordini di grandezza. Figli stimati dall’età del personale con 1,25 figli per donna, vicino al dato ISTAT del 2019 (1,27), ed età media al parto di 32 anni. Polizze: 7.013 persone in servizio, con un’adesione del 97% (ultimo dato della Banca, 2016). Il foglio di calcolo è disponibile su richiesta.

E se fossero il doppio? Con 40 bambine e bambini, e tutto il massimale usato, la spesa sarebbe di circa 12.000 euro l’anno.

Mantenere la copertura dopo gli 85 anni costa alla Banca circa 160.000 euro in più nel secondo anno di contratto (scheda 5). Anche raddoppiata, la spesa per il DSA è meno di un decimo.

È un massimo teorico per la platea che abbiamo stimato. Quella vera la conosce la Banca, che avrebbe potuto mostrarla.

Un’avvertenza. Avremmo voluto fare questi conti con i numeri veri: quante persone sono assicurate, di che età, quanto spendono. Non li abbiamo, perché la Banca non li ha forniti (scheda 9). Abbiamo lavorato con quello che avevamo: dati del passato, statistiche ufficiali e ipotesi che riteniamo ragionevoli e che abbiamo dichiarato. Restano ipotesi, e ci scusiamo per eventuali imprecisioni. Se la Banca renderà disponibili i dati, correggeremo volentieri le nostre stime.

Che cosa resta, intanto

Oggi logopedia e neuropsicomotricità sono prestazioni specialistiche. Le specialistiche hanno un tetto di 2.100 euro l’anno per nucleo familiare, da dividere tra tutte le persone del nucleo, tetto fermo almeno dal 2018 (scheda 1 e scheda 7). Dentro questo tetto, neuropsicomotricità e psicoterapia insieme non possono superare 700 euro.

Una seduta costa spesso tra 80 e 100 euro: 700 euro sono 7-8 sedute l’anno, per tutta la famiglia. Sono poche per un percorso terapeutico continuativo, che si tratti di neuropsicomotricità per difficoltà dello sviluppo o di psicoterapia per altre situazioni di disagio psicologico. Tra le migliorie possibili c’è «l’incremento di alcuni massimali», senza dire quali (scheda 7).

In convenzione diretta oggi si paga una franchigia di 5 euro, una volta per ciclo di cura. Dal 2027 la franchigia sarà di 30 euro; se si pagherà ancora una volta per ciclo di cura, l’accordo non lo dice espressamente (scheda 2 e scheda 3).

La nostra proposta

La Banca richiama spesso l’importanza del sostegno alla genitorialità e alle famiglie. Le famiglie, però, non hanno tutte gli stessi bisogni: alcune affrontano spese e difficoltà maggiori per garantire ai propri figli il sostegno di cui hanno bisogno. È proprio qui che una politica di welfare dovrebbe fare la differenza. Ne scrivevamo già a maggio 2025 (Famiglia: parole tante, azioni poche).

Secondo le nostre stime, garantire il pacchetto DSA da 300 euro costerebbe al massimo circa 6.000 euro l’anno. Perché lasciare una tutela così poco onerosa all’esito di una gara?

Proponiamo di inserirla direttamente nel welfare aziendale, con risorse aggiuntive e dedicate, senza sottrarle agli altri benefici. E di fare un passo avanti: aumentare gli importi, ampliare le fasce d’età e valutare interventi per gli altri bisogni legati ai disturbi del neurosviluppo, di cui i DSA sono una parte.

L’accordo stesso prevede che, sul welfare, «saranno valutati interventi» per questi disturbi (scheda 4). Senza importi, tempi e impegni precisi, però, le famiglie non sanno su quale sostegno potranno contare.

Se il sostegno alle famiglie è davvero una priorità, questa è un’occasione concreta per dimostrarlo.

Fatti · Domande · Valutazione

Fatti. Nell’accordo del 2025 il pacchetto DSA era una prestazione garantita, da 300 euro l’anno, in forma diretta e indiretta; la gara è andata deserta. Nell’accordo del 7 ottobre è un elemento migliorativo, solo a rimborso. Dal 2027 la franchigia per le prestazioni specialistiche in rete passa da 5 a 30 euro.

Domande. Perché una tutela che costa, secondo le nostre stime, al massimo 6.000 euro l’anno è uscita dalle prestazioni garantite? Quanti punti vale in gara? Perché solo a rimborso?

Valutazione. Una tutela dal costo stimato molto contenuto è stata resa incerta, proprio mentre si ribadisce l’importanza del sostegno alle famiglie. Proponiamo di garantirla direttamente attraverso il welfare, con risorse aggiuntive e un intervento più ampio per chi affronta bisogni maggiori.

Il sostegno alle famiglie si misura anche da come si aiutano quelle che hanno più bisogno. Perché lasciare alla sorte di una gara una tutela che la Banca potrebbe garantire direttamente?

Questa è la scheda 6 di 11 della serie Il perché di un no. Leggi tutti i punti · Scheda 5: over 85 · Scheda 7: sei migliorie, nessuna garantita

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