I capitolati in vigore proteggono alcuni casi con regole precise.
Grandi interventi e terapie intensive. Per i grandi interventi chirurgici dell’elenco allegato al capitolato e per i ricoveri in unità coronarica, terapia intensiva e sub-intensiva non si applica alcuno scoperto né limite alla retta di degenza. Vale per chi lavora e per chi è in pensione.
Interventi ambulatoriali. Chi lavora non paga nulla, in rete e fuori rete. Chi è in pensione paga 250 euro in rete.
Ciclo di cura. Visite ed esami per la stessa patologia formano un unico ciclo di cura: nello stesso anno si paga una sola franchigia, anche se le prestazioni sono fatte in momenti diversi. Con le cifre del 2027, chi lavora e fa cinque visite specialistiche per lo stesso problema pagherebbe 30 euro una volta, invece di 150.
Che cosa dice l’accordo
L’accordo del 7 ottobre scrive che «viene mantenuta la copertura dell’attuale Piano Unico», «fatta salva la modifica delle franchigie e degli scoperti indicati nella Tabella allegata».
La tabella ha quattro colonne: ricovero, day hospital, alta diagnostica, specialistiche. Grandi interventi, terapie intensive e interventi ambulatoriali non sono citati. Il ciclo di cura compare solo tra le migliorie possibili, dove si parla di semplificare il portale «ai fini dell’applicazione di un’unica franchigia» (scheda 7).
Due letture
Prima lettura: tutto ciò che la tabella non nomina resta com’è, esenzioni comprese.
Seconda lettura: un grande intervento è comunque un ricovero, e un intervento ambulatoriale potrebbe essere trattato come un ricovero o un day hospital. Allora varrebbe la nuova tabella. Un grande intervento in rete costerebbe a chi lavora 500 euro, a chi è in pensione il 15% della spesa, fino a 4.000. Un intervento ambulatoriale costerebbe a chi lavora 200 o 500 euro.
Nel 2021 l’accordo non citava queste regole, e il capitolato 2022-2025 le contiene. È un precedente rassicurante. Non è una garanzia.