Premio di laurea: la risposta della Banca conferma che le regole vanno cambiate

L’Amministrazione ha risposto alla richiesta di chiarimenti presentata da FABI-BI sul Premio di laurea rinviando a una FAQ pubblicata nell’Intranet del personale e allegando la documentazione utilizzata per applicare la disciplina.

La risposta chiarisce alcuni aspetti, ma conferma anche il problema di fondo: per capire oggi chi abbia diritto al premio occorre ricostruire una normativa ancorata al 1983, incrociando vecchi elenchi, bandi, equipollenze e tabelle di corrispondenza.

Per questo FABI-BI chiederà alla Banca un incontro specifico: per rivedere integralmente l’istituto, aggiornare l’importo del Premio di laurea e affrontare il tema più generale delle voci in cifra fissa che perdono valore nel tempo, compreso il contributo per le spese sanitarie del personale in quiescenza.

Oggetto:

Premio di laurea

Data di riferimento:

22 Luglio 2026

Episodio:

2

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Cosa ha risposto la Banca

Secondo la FAQ, il Premio di laurea è previsto per il personale dell’Area Operativa.

Per chi, prima della riforma del 2016, fu assunto nel grado di Coadiutore, dà diritto al premio qualsiasi laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento richiesta dal relativo bando di concorso. Con il passaggio all’Area Manageriale, il premio non viene più corrisposto.

Per chi fu assunto nell’Area Operativa in un grado diverso da Coadiutore, il diritto dipende invece dal possesso di una delle lauree previste dal Regolamento del Personale del 1983 per l’assunzione nei gradi di Coadiutore e Coadiutore tecnico. La Banca precisa che si tratta di un’elencazione tassativa.

L’elenco storico comprende titoli in ambito giuridico, economico, politico, statistico, matematico, sociologico, ingegneristico, architettonico, chimico, fisico e informatico.

Lauree magistrali, specialistiche e triennali

Le lauree del nuovo ordinamento possono dare diritto al premio quando appartengono alla stessa classe delle lauree storiche riconosciute, sulla base delle corrispondenze stabilite dal Decreto interministeriale del 9 luglio 2009.

Il decreto contiene però una tabella generale relativa all’intero sistema universitario. Per capire se una laurea magistrale o specialistica sia ammessa, bisogna prima individuare il titolo del vecchio ordinamento presente nell’elenco del 1983 e poi verificarne la corrispondenza nelle tabelle del 2009.

Le lauree triennali, invece, secondo la FAQ non danno diritto al premio. La Banca motiva l’esclusione ricordando che, nel vecchio ordinamento, il compenso era collegato alla laurea completa e non ai diplomi universitari o ad altri percorsi di durata inferiore.

Come avviene il riconoscimento

Il titolo deve essere registrato in Siparium.

Il Servizio Gestione del Personale effettua le verifiche e, dopo la validazione, il titolo diventa visibile nella sezione “I miei dati”. Il Premio di laurea viene quindi attribuito d’ufficio, senza ulteriori adempimenti.

L’erogazione avviene nel mese di marzo, con riferimento all’anno precedente. Per chi viene assunto, cessa dal servizio o consegue il titolo durante l’anno, l’importo è proporzionato al periodo di servizio o di possesso del titolo.

In parole povere

Per sapere se il proprio titolo dà diritto al premio occorre distinguere:

  • chi fu assunto come Coadiutore deve verificare il proprio bando di concorso;
  • chi fu assunto in un altro grado dell’Area Operativa deve controllare se la laurea rientra nell’elenco del 1983;
  • per lauree magistrali e specialistiche bisogna ricostruire la corrispondenza con i vecchi titoli;
  • le lauree triennali restano escluse.

La FAQ fornisce alcune risposte, ma manca ancora una tabella unica, completa e aggiornata che consenta a ogni persona di capire immediatamente quali titoli siano riconosciuti, per quali categorie di personale e sulla base di quale norma o bando.

In pratica, la Banca consegna i documenti necessari, ma lascia al personale il compito di comporre il puzzle.

Una disciplina ferma al 1983

La risposta della Banca rende ancora più evidente la necessità di una revisione complessiva.

Dal 1983 sono trascorsi oltre quarant’anni. Nel frattempo sono cambiati:

  • l’ordinamento universitario;
  • le classi di laurea;
  • le specializzazioni;
  • le attività svolte in Banca;
  • le competenze richieste;
  • il mercato del lavoro;
  • l’intero sistema della formazione superiore.

Sono nati nuovi percorsi universitari, nuove discipline e titoli interdisciplinari che nel 1983 non esistevano o non avevano l’attuale rilievo.

Sono stati introdotti anche percorsi terziari professionalizzanti, come gli ITS Academy, destinati a rispondere alle esigenze tecniche e tecnologiche del mondo del lavoro. Gli ITS non sono lauree e richiedono una disciplina distinta, ma dimostrano quanto sia cambiato il sistema della formazione e quanto sia inadeguato continuare a fondare il riconoscimento su un elenco storico.

Una normativa moderna dovrebbe essere aggiornata periodicamente e seguire l’evoluzione reale dei titoli, delle competenze e delle professionalità.

La diversità va riconosciuta anche nelle regole

La Banca attribuisce grande rilievo alla diversità, all’inclusione e alla pluralità delle competenze.

Questi principi devono produrre conseguenze concrete.

Percorsi di studio differenti portano nell’Istituto conoscenze, strumenti di analisi, sensibilità ed esperienze diverse. Una laurea in una disciplina non prevista nel 1983 può oggi essere utile alle attività della Banca o essere stata conseguita durante il servizio con un investimento personale significativo.

Continuare a riconoscere soltanto alcune lauree sulla base di un elenco storico significa attribuire valore diverso a percorsi universitari di pari dignità.

La valorizzazione della diversità acquista credibilità quando entra nelle regole, nei riconoscimenti e nelle opportunità, oltre che nelle dichiarazioni di principio.

Un premio ormai svuotato

C’è poi il problema dell’importo.

Il Premio di laurea è fermo a 279,71 euro lordi annui. Dopo decenni senza rivalutazione, ha perso gran parte del proprio valore reale e della funzione per cui era stato creato.

Un premio fermo per decenni è ormai una cifra ridicola e imbarazzante: da riconoscimento della formazione diventa una beffa.

Rivedere i titoli ammessi lasciando invariato l’importo non sarebbe sufficiente. La disciplina e il valore economico devono essere aggiornati insieme.

Il problema riguarda anche altre voci

Il Premio di laurea è il caso più evidente, ma il problema è più ampio.

Alcune voci retributive sono agganciate allo stipendio e si aggiornano automaticamente. Altre, pur essendo espresse in cifra fissa, vengono periodicamente adeguate attraverso la trattativa.

Esistono però compensi, contributi e massimali che rimangono fermi per anni, senza una regola stabile di rivalutazione. In questi casi l’inflazione riduce progressivamente il valore della misura, anche se formalmente continua a esistere.

Le richieste di FABI-BI

FABI-BI ha chiesto formalmente all’Amministrazione di mettere a calendario un incontro specifico.

Il confronto dovrà riguardare:

  1. la revisione integrale della disciplina del Premio di laurea;
  2. l’estensione del riconoscimento a tutti i titoli universitari, superando l’elenco tassativo del 1983;
  3. la definizione di criteri chiari per lauree triennali, magistrali, specialistiche e del vecchio ordinamento;
  4. la valutazione di forme specifiche di riconoscimento per altri percorsi terziari qualificati, tenendo conto della loro diversa natura;
  5. l’aggiornamento economico dell’importo del Premio di laurea;
  6. l’introduzione di un meccanismo stabile di rivalutazione;
  7. una ricognizione completa di tutte le voci, indennità, contributi e massimali in cifra fissa privi di un adeguamento stabile;
  8. l’aggiornamento economico di tali voci, compreso il contributo per le spese sanitarie del personale in quiescenza;
  9. l’introduzione di una regola generale di manutenzione, attraverso indicizzazione, revisione periodica o parametrizzazione.

Nelle more della revisione chiediamo inoltre alla Banca una tabella unica e aggiornata dei titoli che attualmente danno diritto al Premio di laurea.

Segnalateci i vostri casi

Invitiamo colleghe e colleghi a segnalarci:

  • titoli di studio registrati ma non riconosciuti;
  • lauree escluse dall’attuale elenco;
  • problemi nella validazione in Siparium;
  • altre voci economiche o massimali rimasti fermi nel tempo.

Le segnalazioni ci aiuteranno a completare la ricognizione e a portare al confronto casi concreti e proposte verificabili.

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2 risposte

  1. Grazie per questa iniziativa. Mi dispiace che la mia laurea in lingue e letterature straniere moderne e quella in lettere non siano state riconosciute se non per 1 punto per il concorso per coadiutore del 2016. è stato un passo avanti ma sarebbe buona cosa riconoscerle anche per il premio economico come riconoscimento della diversità anche nella formazione e come contributo di professionalità.

    1. Grazie, Carola. Crediamo come te che il riconoscimento della diversità – qualunque diversità (formazione, età, genere, orientamento, lingua, sesso ecc.) – passi attraverso azioni concrete e non solo attraverso parole o belle dichiarazioni di intenti.
      Questa dell’ampliamento e dell’adeguamento del premio di laurea è una delle possibili e semplici azioni concrete.
      Continua a seguirci e ci fa piacere ricevere spunti e feedback.

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