Il caso più evidente è quello dell’Assistente superiore.
Su 637 persone, 326 sono nello scatto leggero: il 51,2% del grado.
Per l’Assistente superiore lo scatto è di 1.426,11 euro durante i primi dodici anni e di 989,82 euro successivamente. La differenza è di 436,29 euro lordi l’anno.
La proposta porta l’incremento a 1.456 euro annui. Per chi è già nello scatto leggero significa quindi un miglioramento effettivo di 466,18 euro lordi l’anno.
Il beneficio esiste.
Ma va letto insieme alle regole della carriera.
Il Regolamento stabilisce che l’Assistente superiore può essere promosso a Primo assistente dopo almeno dodici anni nel grado. Può inoltre concorrere per Coadiutore, previo superamento della prova prevista, senza un ulteriore requisito minimo di permanenza da Assistente superiore.
Ed è qui che i dati diventano particolarmente significativi.
I 326 Assistenti superiori oggi nello scatto leggero hanno una permanenza media nel grado di 17,4 anni.
Significa che chi si trova in questa condizione ha mediamente superato da più di cinque anni la soglia dei dodici anni prevista per poter accedere a Primo assistente.
E la situazione non riguarda prevalentemente persone ormai prossime all’uscita: 223 dei 326, il 68%, hanno ancora più di cinque anni prima della pensione.
La permanenza lunga è quindi una componente strutturale della loro vita lavorativa.