Scatto leggero: la carriera ferma fa sembrare migliore la riforma

Il 16,2% dell’Area Operativa è oggi nello scatto leggero.

Ma quasi nove casi su dieci si concentrano tra Assistenti superiori e Coadiutori, proprio nei gradi dove le permanenze sono più lunghe e le possibilità di avanzamento sono state progressivamente ridotte dalle scelte dell’Amministrazione.

Tra gli argomenti utilizzati a sostegno della riforma dell’Area Operativa c’è il superamento degli attuali “scatti leggeri”.

Vediamo la situazione più da vicino.

Oggetto:

Riforma dell’Area operativa

Data di riferimento:

14 Agosto 2026

Episodio:

2

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Introduzione

Il tema esiste. Oggi 487 persone su 3.004, il 16,2% dell’Area Operativa, hanno superato il periodo nel quale l’Assegno individuale di grado viene riconosciuto nella misura piena e percepiscono quindi un incremento annuale più basso.

La proposta della Banca elimina questa riduzione: il nuovo livello stipendiale fisso sarebbe pari a 2.912 euro ogni due anni, equivalenti a 1.456 euro l’anno.

Per capire quanto valga davvero questo beneficio, però, il 16,2% va aperto e guardato dentro.

Perché lo scatto leggero si concentra quasi interamente in pochi gradi. E soprattutto perché la sua convenienza futura dipende da una domanda decisiva: quelle persone sarebbero davvero destinate a restare nello stesso grado per tutto il resto della carriera?

Dove sta davvero lo scatto leggero

La fotografia del personale al 2026 è molto netta.

Grado Personale In scatto leggero % del grado Permanenza media nel grado di chi è nel leggero
Assistente superiore 637 326 51,2% 17,4 anni
Coadiutore 518 98 18,9% 13,1 anni
Coadiutore principale 120 37 30,8% 16,5 anni
Assistente 846 5 0,6% —
Primo assistente 157 0 0% —

Assistenti superiori, Coadiutori e Coadiutori principali rappresentano circa il 95% di tutti gli scatti leggeri.

Ma anche questa aggregazione nasconde situazioni molto diverse.

Fra i 37 Coadiutori principali nello scatto leggero, 28 andranno in pensione entro cinque anni. È quindi in larga misura un fenomeno di fine carriera.

Il vero cuore del problema si trova un gradino più sotto.

Assistenti superiori e Coadiutori da soli sono 424 persone: l’87% di tutti coloro che oggi percepiscono lo scatto leggero.

E 302 di loro, oltre il 71%, hanno ancora più di cinque anni prima della pensione.

Sono queste le persone sulle quali vale la pena concentrare l’analisi.

Assistenti superiori: uno su due è già nello scatto leggero

Il caso più evidente è quello dell’Assistente superiore.

Su 637 persone, 326 sono nello scatto leggero: il 51,2% del grado.

Per l’Assistente superiore lo scatto è di 1.426,11 euro durante i primi dodici anni e di 989,82 euro successivamente. La differenza è di 436,29 euro lordi l’anno.

La proposta porta l’incremento a 1.456 euro annui. Per chi è già nello scatto leggero significa quindi un miglioramento effettivo di 466,18 euro lordi l’anno.

Il beneficio esiste.

Ma va letto insieme alle regole della carriera.

Il Regolamento stabilisce che l’Assistente superiore può essere promosso a Primo assistente dopo almeno dodici anni nel grado. Può inoltre concorrere per Coadiutore, previo superamento della prova prevista, senza un ulteriore requisito minimo di permanenza da Assistente superiore.

Ed è qui che i dati diventano particolarmente significativi.

I 326 Assistenti superiori oggi nello scatto leggero hanno una permanenza media nel grado di 17,4 anni.

Significa che chi si trova in questa condizione ha mediamente superato da più di cinque anni la soglia dei dodici anni prevista per poter accedere a Primo assistente.

E la situazione non riguarda prevalentemente persone ormai prossime all’uscita: 223 dei 326, il 68%, hanno ancora più di cinque anni prima della pensione.

La permanenza lunga è quindi una componente strutturale della loro vita lavorativa.

La coda resta lunga, i posti diminuiscono

A questo punto bisogna guardare cosa è successo agli avanzamenti.

Nel profilo amministrativo i posti a Primo assistente sono passati:

38 nel 2023 → 30 nel 2024 → 18 nel 2025 → 10 nel 2026.

Una riduzione di quasi il 74% in tre anni. Il report mostra più in generale una contrazione del 41% degli avanzamenti verso i gradi superiori tra 2023 e 2026.

Considerando i quattro passaggi successivi al grado di Assistente, i posti complessivi sono scesi da 105 nel 2023 a 62 nel 2026: il 41% in meno. Nello stesso periodo, la somma delle platee degli scrutinabili è rimasta sostanzialmente invariata: da 1.910 a 1.957.

Meno posti, quindi, a fronte di una competizione che resta forte.

Rapportando i posti alle platee degli scrutinabili, il tasso di successo per Primo assistente è passato:

8,9% nel 2023 → 7,7% → 4,9% → 2,9% nel 2026.

Nel 2023 veniva promosso circa un dipendente ogni 11 scrutinabili. Nel 2026 uno ogni 35.

Il tasso della singola sessione non rappresenta la probabilità individuale di essere promossi nel corso della carriera, perché una persona può partecipare a più sessioni. Misura però molto bene quanto sia diventato stretto, anno dopo anno, il passaggio.

Ed è difficile separare questo dato dai 17,4 anni medi già trascorsi nel grado dagli Assistenti superiori nello scatto leggero.

Coadiutori: lo scatto si alleggerisce due anni dopo che si può già avanzare

Il secondo caso è quello dei Coadiutori.

Nel 2026 sono 518. Di questi, 98 — il 18,9% — sono nello scatto leggero.

Lo scatto passa da 1.456 euro a 1.012,38 euro dopo dieci anni: una perdita di 443,62 euro lordi l’anno rispetto allo scatto pieno.

Anche qui il Regolamento dà un’informazione fondamentale: per la promozione a Coadiutore principale bastano otto anni nel grado di Coadiutore.

Lo scatto leggero arriva quindi quando sono già trascorsi almeno due anni dalla prima possibilità regolamentare di avanzamento.

Nel 2026 ci sono 192 Coadiutori con almeno otto anni nel grado. I 98 già entrati nello scatto leggero hanno una permanenza media di 13,1 anni.

In altri termini, il Coadiutore medio oggi nello scatto leggero ha superato da circa cinque anni il requisito minimo per il passaggio a Coadiutore principale.

E anche qui la pensione spiega poco: 79 dei 98, oltre l’80%, hanno ancora più di cinque anni di servizio davanti.

Contemporaneamente, nel profilo amministrativo i posti a Coadiutore principale sono passati da 8 nel 2023 a 4 nel 2026. Il tasso di successo della sessione è sceso dal 7,2% al 2,4%.

La coda, insomma, incontra una porta sempre più stretta.

Quanto vale allora eliminare lo scatto leggero?

Per Assistenti superiori e Coadiutori il miglioramento economico prodotto dal nuovo scatto è reale:

466,18 euro lordi l’anno per un Assistente superiore oggi nel leggero;

443,62 euro lordi l’anno per un Coadiutore.

Il punto è capire quale scenario utilizziamo per valutarlo.

Se assumiamo che queste persone resteranno nello stesso grado per molti altri anni, uno scatto pieno per tutto il resto della loro carriera diventa naturalmente molto conveniente.

Ma proprio questa ipotesi merita di essere discussa.

Nel sistema vigente la promozione interrompe la lunga permanenza nel grado, modifica il livello stipendiale e fa ripartire il meccanismo dello scatto pesante nel nuovo grado. Il Regolamento considera inoltre espressamente l’anzianità maturata oltre il minimo richiesto come elemento delle procedure di avanzamento.

La convenienza dello scatto fisso cresce quindi quanto più si considera inevitabile il blocco della carriera.

Ed è esattamente qui che il confronto rischia di diventare simile a certi saldi.

Un grande sconto appare ancora più generoso se viene calcolato sul prezzo più alto.
Se il termine di confronto è una carriera nella quale si resta per 17 anni nello stesso grado e nella quale i posti per avanzare sono stati ridotti drasticamente, anche restituire qualche centinaio di euro di scatto sembra un vantaggio enorme.
Ma prima di giudicare lo sconto bisogna chiedersi quanto dovrebbe costare davvero il prodotto.

Il report quantitativo produce già una controprova interessante: riportando gli avanzamenti ai flussi del 2023, il confronto economico con la riforma cambia sensibilmente e, per un percorso di carriera ordinario, il risultato passa da positivo a negativo.

La domanda da cui partire

Il problema degli scatti leggeri esiste e merita una soluzione.

I dati suggeriscono però di affrontarlo insieme alla causa che pesa maggiormente sui gradi interessati: la lunga permanenza nei gradi, alimentata da una programmazione dei posti sempre più restrittiva e da procedure sempre più selettive. Entrambe le scelte sono dell’Amministrazione — la stessa che ora propone di eliminare lo scatto leggero attraverso la riforma.

Per gli Assistenti superiori parliamo di persone ferme mediamente da oltre 17 anni nello stesso grado. Per i Coadiutori, di persone che hanno mediamente maturato da circa cinque anni il requisito minimo per il passaggio successivo.

Nel frattempo i posti diminuiscono.

Per questo, prima di considerare acquisito il vantaggio della nuova dinamica stipendiale, c’è una domanda molto semplice da porre:

Quanto vale eliminare lo scatto leggero se, per farlo apparire conveniente, dobbiamo assumere che gli avanzamenti continueranno a essere pochi come oggi?

Una riforma della carriera va valutata anche sulla capacità di far tornare a funzionare gli avanzamenti. Compensare con qualche centinaio di euro chi rimane per anni nello stesso grado è certamente un beneficio; diventa però molto meno convincente quando quella lunga permanenza dipende anche da una programmazione dei posti che negli ultimi anni si è fatta sempre più restrittiva.

Il punto, allora, non è soltanto quanto vale il nuovo scatto. È quale carriera vogliamo costruirgli intorno.

 

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