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Nomine, polizza sanitaria, buoni pasto, orario di lavoro e genitorialità: la FABI BI fa il punto sulle trattative in corso e sui risultati ottenuti per garantire trasparenza, equità e migliori condizioni a lavoratrici e lavoratori.
Lo scatto leggero riguarda il 16,2% dell’Area Operativa, ma quasi tutto il fenomeno si concentra nei gradi con le permanenze più lunghe. Intanto, dal 2023 al 2026, i passaggi successivi ad Assistente sono diminuiti del 41%. Quanto vale davvero eliminarlo se si assume che la carriera resterà bloccata?
La Banca propone livelli stipendiali da 2.912 euro ogni due anni e ha precisato che sarebbero anticipati. È la soluzione più favorevole: nel primo anno di ogni biennio la base stipendiale sarebbe più alta di 1.456 euro rispetto a oggi. L’effetto aggiuntivo dell’IPCA è molto più contenuto. Ma c’è una condizione decisiva: i livelli devono continuare per tutta la carriera ed essere garantiti.
La Banca ha sanato 11 delle attese più lunghe e aumentato i passaggi a Direttore centrale. Restano però 25 Strutture affidate a personale del segmento inferiore rispetto a quello ordinariamente previsto dal Regolamento.
La Banca chiarisce alcuni criteri sul Premio di laurea, ma conferma un sistema complesso e ancorato al 1983. FABI-BI chiede nuove regole, importi aggiornati e un incontro dedicato.
In Banca d'Italia esistono due definizioni diverse di "familiare a carico": Banca e fiscale. Soglie diverse, platee diverse. Analizziamo dove la Banca usa l'una o l'altra, e perché il carico Banca — fermo alemno dall'introduzione dell'euro — è il più vecchio e il meno coerente.
La FABI-BI pubblica la ricognizione analitica dei protocolli 2024-2026 senza risposta. Denunciata la strategia del rinvio dell'Amministrazione su temi cruciali come welfare, IA, genitorialità e smart working: il sindacato esige risposte nette e immediate.
Più della metà dei Servizi della Banca d’Italia risulta oggi affidata in reggenza a Direttori o Direttori senior. Uno strumento pensato per situazioni temporanee sembra ormai utilizzato su larga scala. La FABI-BI chiede chiarezza: quanto durano queste reggenze, quali presupposti le giustificano e l’indennità prevista viene riconosciuta a tutte le persone interessate?
Le ferie non dovrebbero comportare una riduzione della retribuzione normalmente percepita. Le recenti pronunce della Cassazione riaprono il tema delle componenti economiche collegate stabilmente alla prestazione lavorativa. Per questo abbiamo chiesto all'Amministrazione un confronto sull'aggiornamento del Regolamento del personale.
Il Premio di laurea non era un “bonus una tantum”: era un riconoscimento stabile della formazione universitaria (Regolamento 1° marzo 1983), pensato per valorizzare titolo, qualifica e studio anche conseguito in servizio. Se resta fermo nel tempo, l’inflazione lo svuota: formalmente esiste, nella pratica smette di premiare.