Ferie e stipendio: sei sicuro di ricevere quello che ti spetta?

Quando una persona va in ferie, dovrebbe continuare a percepire una retribuzione sostanzialmente uguale a quella che percepisce normalmente durante il lavoro.

Può sembrare un principio ovvio. Eppure non sempre accade.

Oggetto:

Retribuzione

Data di riferimento:

5 Giugno 2026

Episodio:

1

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Le ferie e la retribuzione

Negli ultimi anni la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la Corte di Cassazione hanno più volte ribadito che il diritto alle ferie annuali retribuite non può tradursi in una penalizzazione economica. Se andare in ferie comporta una riduzione significativa della retribuzione, il lavoratore potrebbe essere indotto a rinunciare, rinviare o limitare la fruizione di un diritto che l’ordinamento considera fondamentale per la tutela della salute e della sicurezza.

Per questo motivo la giurisprudenza ha chiarito che alcune componenti della retribuzione devono essere mantenute anche durante le ferie quando risultano stabilmente collegate alle mansioni svolte o alle condizioni ordinarie della prestazione lavorativa.

Non riguarda solo i turni

La recente Ordinanza della Corte di Cassazione n. 5051 del 6 marzo 2026 richiama espressamente l’indennità di turno.

Ma il principio affermato è molto più ampio.

La questione riguarda tutte quelle componenti economiche che non rappresentano eventi occasionali o eccezionali, ma una parte stabile e continuativa della prestazione lavorativa.

Pensiamo, ad esempio:

  • al personale che lavora stabilmente su turni;
  • al personale soggetto a reperibilità continuativa;
  • a chi opera con orari stabilmente sfalsati;
  • a chi svolge attività di cassa;
  • a chi presta servizio in particolari ambienti di lavoro;
  • a chi percepisce compensi legati a specifiche modalità organizzative o operative.

Naturalmente ogni situazione deve essere valutata caso per caso. Tuttavia il principio affermato dai giudici è chiaro: quando una voce retributiva accompagna ordinariamente la prestazione lavorativa, la sua esclusione durante le ferie potrebbe risultare incompatibile con il diritto europeo e con la giurisprudenza nazionale.

C’è un aspetto ancora più importante

Le recenti sentenze non si limitano a riconoscere il diritto dei lavoratori.

Affermano anche un principio che merita attenzione.

La Cassazione ha infatti confermato la nullità di accordi nazionali, territoriali e aziendali nella parte in cui escludevano dalla retribuzione feriale alcune componenti economiche stabilmente collegate alle mansioni svolte, tra cui l’indennità di turno.

Tradotto in termini semplici: il fatto che una determinata esclusione sia prevista da un accordo, da un contratto o da una disposizione interna non significa automaticamente che sia legittima.

Quando una clausola contrasta con principi inderogabili derivanti dal diritto dell’Unione Europea, essa può essere dichiarata nulla.

Si tratta di un passaggio molto rilevante perché sposta l’attenzione dal semplice contenuto delle regole interne alla loro effettiva conformità all’ordinamento europeo e nazionale.

Perché riguarda anche la Banca d’Italia

Anche nella Banca d’Italia esistono numerose attività caratterizzate da particolari modalità organizzative o operative che danno luogo a compensi specifici.

Per questo motivo la FABI-BI ha già scritto all’Amministrazione chiedendo l’apertura di uno specifico tavolo di confronto.

Abbiamo chiesto:

  • una ricognizione delle componenti retributive oggi escluse dal trattamento economico delle ferie;
  • una verifica della loro compatibilità con la normativa europea e con la più recente giurisprudenza;
  • l’aggiornamento del Regolamento del personale;
  • la definizione delle modalità di riconoscimento delle eventuali spettanze maturate nei periodi pregressi.

Riteniamo infatti che una grande istituzione non debba attendere l’esito di singoli contenziosi per adeguare le proprie regole interne quando l’evoluzione normativa e giurisprudenziale appare ormai consolidata.

Un tema che va oltre i turni

Questa vicenda richiama una questione più generale.

Negli ultimi anni la FABI-BI ha più volte sollecitato l’aggiornamento di discipline interne alla luce dell’evoluzione della normativa e della giurisprudenza, dai congedi parentali al tema del buono pasto.

Anche in questi casi ci siamo spesso sentiti rispondere che determinate discipline derivano da accordi o da regole interne esistenti.

Le recenti pronunce della Cassazione ricordano però che nessun accordo, regolamento o disposizione interna può prevalere sui principi inderogabili stabiliti dall’ordinamento europeo e nazionale.

Per questo riteniamo necessario un approccio diverso: verificare periodicamente la conformità delle regole interne e aggiornarle tempestivamente quando il quadro normativo evolve.

Aiutaci a individuare le situazioni che meritano approfondimento

Il compenso per turno è soltanto uno degli esempi più evidenti.

Potrebbero esistere altre indennità, compensi o voci retributive che molti colleghi e colleghe percepiscono in modo stabile e continuativo durante il lavoro ma che vengono meno durante le ferie.

Se ritieni che questa situazione riguardi anche la tua attività lavorativa, segnalacelo.

Scrivi alla Segreteria FABI-BI

In particolare, ci interessano informazioni relative a:

  • turnazioni;
  • reperibilità;
  • sfalsamenti di orario;
  • attività di cassa;
  • servizi con particolari vincoli operativi;
  • compensi collegati a specifiche mansioni o condizioni di lavoro;
  • qualsiasi altra voce retributiva percepita con continuità durante l’anno ma non riconosciuta durante le ferie.

Le vostre segnalazioni ci aiuteranno a comprendere meglio l’impatto concreto delle attuali regole e a sostenere con maggiore efficacia il confronto con l’Amministrazione.

Perché i diritti si difendono anche così: chiarendo le regole, verificandone la coerenza e aggiornandole quando non sono più allineate all’ordinamento.

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