Nella Banca d’Italia, la reggenza non riguarda più pochi casi isolati.
Oggi risultano affidati in reggenza a Direttori o Direttori senior 27 Servizi su 44: oltre il 60% del totale. Ormai la promozione entro il primo anno di reggenza sembra essere diventata l’eccezione: molti Direttori Capo Servizio attendono almeno due anni, altri anche di più.
Un dato di queste dimensioni impone una verifica. Quando uno strumento previsto solo per situazioni eccezionali viene utilizzato su una parte così ampia dell’organizzazione e così a lungo, diventa necessario chiedersi se siamo ancora dentro la logica della temporaneità o se la reggenza sia diventata, nei fatti, una modalità ordinaria di copertura delle posizioni.
Chi assume una reggenza svolge funzioni complesse, con responsabilità elevate e carichi di lavoro significativi. Per questo servono regole chiare: sulle ragioni dell’incarico, sulla sua durata, sul rispetto dei presupposti regolamentari e sul riconoscimento economico dovuto.
La reggenza nasce come deroga. Se diventa numerosa, diffusa o prolungata, deve essere ben motivata.
Per questo chiediamo all’Amministrazione una verifica completa di tutte le reggenze attive, della loro durata, delle motivazioni che le hanno giustificate e dell’effettivo riconoscimento dell’assegno previsto dal Regolamento e dell’indennità di funzione.
