SIDIEF: in casa prima pioveva, ora diluvia

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La vicenda della signora protagonista de “Il cielo in una stanza”, residente in uno degli appartamenti locati da Sidief, si è conclusa (solo) sul piano giudiziario con un accordo transattivo. Un accordo che la signora, in una posizione di evidente debolezza rispetto alla controparte e logorata da mesi di pioggia in casa, segnalazioni, richieste di intervento e continue interlocuzioni con la proprietà, si è trovata costretta ad accettare. Una scelta maturata nella consapevolezza che gli esiti di una causa sono spesso imprevedibili e che la prosecuzione del giudizio avrebbe comportato costi e rischi difficilmente sostenibili per lei.

Sidief ha quindi avviato i lavori di rifacimento dello stabile nei primi giorni di settembre, e non nei mesi di luglio e agosto, quando le condizioni climatiche più favorevoli avrebbero probabilmente consentito di intervenire con minori criticità. Ma esiste un accordo sottoscritto dalle parti che scandisce tempi e modalità degli interventi, e dunque i lavori procedono secondo quanto stabilito.

A questo punto sarebbe bello poter raccontare che la vicenda si sia finalmente conclusa (anche nei fatti) e che la signora abbia ritrovato la serenità che merita nella propria casa. Purtroppo non è andata così.

Con settembre sono arrivati le impalcature, gli operai e anche i primi temporali, assenti per tutta l’estate. E la pioggia non conosce gli accordi transattivi né si cura delle clausole sottoscritte dalle parti. Il soffitto dell’appartamento, già gravemente compromesso, non è più in grado di reggere. L’acqua filtra e cade all’interno dell’abitazione con intensità ancora maggiore rispetto al passato: basta confrontare il video pubblicato ad aprile con quello di oggi.

In quella casa vivono oggi tre persone anziane e soltanto le fotografie e i video realizzati nelle scorse settimane riescono a restituire la reale gravità di quanto sta accadendo e a mostrare fino a che punto questa vicenda sia stata spinta oltre il limite dell’accettabile.

Questa storia è destinata a finire. I lavori sono iniziati e il problema materiale verrà prima o poi risolto. Quello che deve cambiare è il modo in cui si è arrivati a quella soluzione.

Nessuna persona dovrebbe essere costretta ad attendere mesi mentre piove nella propria casa, né dovrebbe trovarsi nella condizione di accettare un accordo perché il peso economico e psicologico di una causa e i suoi tempi sono diventati insostenibili. Se da questa vicenda non nascerà una riflessione sul rapporto tra proprietà e chi vive negli immobili, allora il problema non sarà stato soltanto il soffitto che perdeva acqua, ma anche il modo in cui quella situazione è stata affrontata.

Ed è un problema che rischia di ripresentarsi, domani, nella casa di qualcun altro.

La tua segnalazione può aiutare anche altre persone

Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di persone che vivono negli immobili SIDIEF, in particolare sulle difficoltà legate alla climatizzazione degli appartamenti.

Su queste segnalazioni ci stiamo già muovendo per individuare possibili soluzioni. Nelle prossime newsletter daremo conto dei passi avanti e dei risultati ottenuti.

Un problema affrontato individualmente può sembrare un caso isolato.
Più segnalazioni possono far emergere un problema comune.

Per questo invitiamo chi vive negli immobili SIDIEF a continuare a segnalarci sia le difficoltà legate alla climatizzazione sia altri problemi delle abitazioni o del rapporto con la proprietà sui quali possa essere utile unire le forze e intervenire collettivamente.

Hai un problema da segnalarci?

Scrivici la tua segnalazione

oppure scrivi a 
commissioni@fabi-bi.it
indicando nell’oggetto SIDIEF

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