Formazione: da valore dichiarato a pratica trascurata. Il caso Ermes.

Ermes: formazione dichiarata prioritaria, ma gestita “a risparmio”Key User di Ermes a mani alzate esprime confusione davanti ai colleghi.

Molte organizzazioni sindacali hanno già segnalato le criticità legate all’introduzione della piattaforma Ermes, chiedendo che l’Istituto ne garantisca un’implementazione efficace, senza generare inefficienze o aggravare inutilmente il carico di lavoro dei colleghi.

La FABI, però, vuole spostare l’attenzione su un problema più ampio: Ermes è solo l’ultimo esempio di una distanza ormai evidente tra le dichiarazioni dell’Amministrazione sull’importanza della formazione e le reali modalità con cui questa viene gestita.

Le problematiche riscontrate con Ermes richiamano quelle già verificatesi con la nuova ArTe e con gli Ambassadors Edenred del portale Welfare. In tutti questi casi, la formazione si è dimostrata insufficiente per progetti di tale rilevanza e impatto sulle attività quotidiane del personale, senza un autentico e concreto investimento sulle persone, creando anche condizioni di forte pressione operativa e difficoltà di gestione ai responsabili del progetto.

Formazione dichiarata fondamentale, ma gestita con superficialità e improvvisazione:

  • Key User trasformati in formatori, senza preparazione, informazioni chiare o riconoscimento del ruolo.
  • Corsi poco utili, con scarso valore aggiunto e più docenti che partecipanti.
  • Nessun supporto strutturato (help desk, doppio regime con CAD, affiancamento).
  • Deleghe improprie e senza tutele: ai colleghi vengono assegnati compiti tecnici e formativi che spetterebbero a strutture dedicate.
  • Formazione “a risparmio”, scaricata su chi non ha gli strumenti per farsene carico.
Cos’è successo con Ermes?

All’avvio della piattaforma, l’Amministrazione ha coinvolto numerosi colleghi nella fase di test, organizzando alcune sessioni formative ma senza fornire loro informazioni chiare. Molti hanno scoperto solo dopo che avrebbero assunto il ruolo di referenti per gli altri utenti.

A quel punto, dopo un solo corso di dubbia utilità, è stato chiesto loro di formare gli altri colleghi, senza affiancamento, senza strumenti di supporto, senza nemmeno una comunicazione ufficiale sui nuovi incarichi. Il tutto mentre Ermes diventa il nuovo passaggio obbligato per le attività operative, al posto della CAD.

Il risultato? Un sovraccarico di attività non riconosciute, la richiesta implicita di fornire anche assistenza tecnica senza avere né la preparazione né l’inquadramento adeguato, e la necessità di posticipare l’avvio della procedura nonostante fosse già stata fissata una data ufficiale di entrata in funzione.

Di fronte a questa situazione, la FABI si chiede:

È questa l’idea di formazione che l’Amministrazione vuole promuovere?
È accettabile continuare a scaricare responsabilità sui colleghi, senza supporto né tutela?

Le nostre richieste sono chiare:

  • Formazione strutturata, utile e tempestiva
  • Riduzione del carico di lavoro per chi è coinvolto in nuove implementazioni
  • Comunicazione chiara e trasparente sui ruoli e le responsabilità assegnate, sia verso i colleghi coinvolti che nei confronti dei loro titolari
Chiediamo un cambio di passo. La formazione non può essere solo uno slogan: deve essere una leva reale per accompagnare il cambiamento, con rispetto per il lavoro, il tempo e la professionalità di tutte e tutti.

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8 risposte

  1. Purtroppo io credo che le linee direttive dell’amministrazione vadano in questa direzione, cioè “responsabilizzare” i lavoratori senza riconoscimenti ne professionali e ne tantomeno economici!
    Anche se si rischia di andar a sbattere contro un muro di gomma dobbiamo andare avanti con forza e determinazione per cambiare questa pericolosa tendenza della banca …..

  2. Ermes temo sarà un bagno di sangue come già fu con la migrazione a CAD che ha dei limiti evidenti ora come già allora. Questo succede quando non ci si basa su casi d’uso completi per la scelta e l’implementazione dei SW.

    1. Grazie Carlo, del tuo commento. Per questo siamo voluti intervenire sull’argomento, che come tu indichi, ha risvolti negativi anche sulle scelte di implementazione.

  3. Il problema di Ermes non è solo la formazione. Ai key user è stata data la possibilità di testare la procedura dopo i corsi e dalle verifiche fatte sono emerse molte lacune rispetto a CAD. E’ solo grazie a queste verifiche (anche in questo caso fatte dai key user senza uno specifico mandato, ma solo per poter prendere dimestichezza con la procedura) che l’avvio è stato rimandato per poter fare dei miglioramenti alla procedura (che però non saranno ancora sufficienti ad appianare le differenze con la CAD, quindi all’avvio di Ermes ci saranno rischi operativi da presidiare e tempo da perdere per fare quello che si faceva prima in CAD).

    1. Grazie Valentina di questa giusta e corretta precisazione che mostra l’importanza di presidiare l’implementazione di Ermes che incide e inciderà sul carico di lavoro dei colleghi.

  4. Sono assolutamente d’accordo, per fare formazione occorrono tempo, competenze e strumenti adeguati. Io sono key user di Ermes e penso che questo ruolo possa senz’altro risultare utile per fornire ai colleghi suggerimenti e un supporto di base, ma non può certo sostituire la formazione effettuata dai professionisti. Aggiungo inoltre che alcuni uffici hanno delle esigenze particolari che non rientrano nella procedura standard e che sarà possibile testare pienamente solo quando Ermes sarà operativo; pur avendo fatto tutta la formazione possibile, ci vorrà un po’ per acquisire una certa padronanza.

    1. Grazie Cristiana, assolutamente d’accordo con quanto precisi. Non siamo contrari all’introduzione di nuovi strumenti ma ci interessa che vengano organizzati in modo che i colleghi possano lavorare al meglio e senza carichi eccessivi.

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