Lipoproteina(a): la Banca dice no. Il perchè non convince.

Abbiamo chiesto che l’esame della lipoproteina(a) venga inserito nel check-up sanitario aziendale una sola volta nella vita lavorativa, come già avviene per altri parametri genetici e stabili.

Il motivo è semplice: circa una persona su cinque presenta valori elevati di Lp(a), un fattore di rischio cardiovascolare non intercettabile con i parametri tradizionali.

La risposta dell’Amministrazione è stata negativa.
Ma le motivazioni addotte non reggono al confronto.

Oggetto:

Prevenzione cardiovascolare: la FABI chiede l’introduzione dell’esame Lp(a)

Data di riferimento:

7 Gennaio 2026

Episodio:

2

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Check-up aziendale e prevenzione cardiovascolare

Il 16 giugno abbiamo chiesto all’Amministrazione di inserire nel check-up sanitario aziendale la misurazione della lipoproteina(a) [Lp(a)], una sola volta nella vita lavorativa.

La richiesta era chiara e logica: la Lp(a) è un parametro genetico e stabile nel tempo, per il quale non ha senso prevedere misurazioni ripetute. Proprio per questo abbiamo chiesto una misurazione una tantum, analogamente a quanto già avviene per altri parametri stabili come il gruppo sanguigno.

Pur non essendo modificabile, conoscere il valore della Lp(a) è importante perché consente di identificare un rischio cardiovascolare genetico e silente e di intervenire in modo più mirato sugli altri fattori di rischio modificabili (colesterolo LDL, pressione, stili di vita), riportando il rischio complessivo a livelli più bassi.

Le principali società scientifiche internazionali raccomandano infatti la misurazione una tantum in età adulta, proprio per intercettare rischi che non emergono dagli esami tradizionali.

Perchè la risposta della Banca non è convincente

Il 29 dicembre la Banca ha respinto la proposta, costruendo però le proprie argomentazioni come se fosse stato richiesto un inserimento periodico dell’esame, ipotesi che non è mai stata avanzata.

Ne deriva una lettura fuorviante:
la stabilità genetica della Lp(a) non è un’obiezione, ma il motivo stesso per cui è sensato misurarla una sola volta nella vita.

Banca Noi Replica
La Lp(a) è stabile e quindi non adatta a un check-up ricorrente Misurare un parametro genetico una sola volta Non abbiamo chiesto un esame periodico. Proprio perché è stabile, abbiamo chiesto una misurazione una tantum, come per il gruppo sanguigno.
Il check-up serve solo a fattori comuni e modificabili Rafforzare la prevenzione primaria intercettando anche rischi non evidenti con i parametri tradizionali Il check-up aziendale non intercetta solo ciò che è modificabile, ma anche fattori di rischio strutturali e informativi. Circa una persona su cinque presenta livelli elevati di Lp(a), un rischio cardiovascolare non intercettabile dai parametri tradizionali. Proprio perché non è modificabile, conoscerne il valore consente di rafforzare e personalizzare la prevenzione sugli altri fattori controllabili (LDL, pressione, stili di vita), riducendo il rischio complessivo.
Non è un test di screening di massa Rendere disponibile un’informazione di base su un rischio genetico silente La misurazione una tantum non è uno screening ricorrente, ma uno strumento iniziale di stratificazione del rischio, da affidare poi al medico.
L’esame va prescritto dal medico Supportare il giudizio clinico Gli esami del check-up non sono prescritti dal medico, ma sono messi a disposizione come base informativa. La Lp(a) non fa eccezione: il dato non sostituisce il medico, lo mette nelle condizioni di valutare un rischio altrimenti ignoto.
Potrebbe generare allarmismi Informare correttamente È un argomento paternalista. La prevenzione moderna non sottrae informazioni, ma ne accompagna la corretta interpretazione, come avviene per tutti gli esami di laboratorio.

 La prevenzione non serve solo a misurare ciò che cambia, ma a conoscere per tempo dove il rischio è più alto, per intervenire prima e meglio su ciò che è controllabile.

Cosa dicono le evidenze scientifiche

Le linee guida europee sulla prevenzione cardiovascolare (ESC/EAS) indicano che la lipoproteina(a) dovrebbe essere misurata almeno una volta in età adulta, proprio perché è un fattore di rischio genetico e stabile, non intercettabile dai parametri tradizionali.

Conoscerne il valore consente di stratificare correttamente il rischio e di rafforzare la prevenzione sugli altri fattori modificabili.

Come chiarisce anche la dott.ssa Silvia Goggi, medica:

“Proprio perché la lipoproteina(a) è geneticamente determinata e stabile, le linee guida europee raccomandano il suo dosaggio almeno una volta nella vita adulta.”

Prendiamo atto, ma facciamo chiarezza

Abbiamo preso atto della posizione dell’Amministrazione.
Abbiamo tuttavia ritenuto necessario chiarire i termini reali della questione, per evitare che restasse agli atti una lettura distorta della richiesta.

Ribadiamo la nostra posizione:
la misurazione una tantum della lipoproteina(a) è coerente con le evidenze scientifiche e con una prevenzione primaria aggiornata ed equa.

Infine, un messaggio importante

Se hai familiarità per eventi cardiovascolari o vuoi conoscere meglio il tuo profilo di rischio, parlane con il tuo medico di base.
Il dosaggio della lipoproteina(a) è un esame semplice, si fa su sangue, una sola volta nella vita, e può fare la differenza.

Per approfondire, è disponibile la nostra replica alla Banca con il testo integrale del chiarimento della dott.ssa Silvia Goggi e, nel precedente articolo, una selezione di studi scientifici e linee guida internazionali sulla lipoproteina(a).

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