Lump sum: il punto sul confronto tra sindacati e amministrazione

Sulla lump sum sta lavorando una Commissione mista per ridisegnare il futuro di questo strumento di previdenza aziendale. L’obiettivo del confronto è costruire un sistema più flessibile, sostenibile e adatto alla nuova composizione della popolazione aziendale.

Il completamento degli aspetti tecnici rappresenta solo la prima fase; seguirà un confronto negoziale per concludere il processo di revisione.

Oggetto:

Lump sum, RITA e previdenza complementare

Data di riferimento:

26 Marzo 2026

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Le riflessioni della Commissione

1. Personale post-1993: verso una maggiore flessibilità

Una delle priorità riguarda il personale assunto dopo il 1993, circa 5.500 colleghe e colleghi su una compagine di 7.200 persone.

Attualmente, l’unico modo per ottenere liquidità è l’anticipazione dal fondo pensione, che comporta una tassazione penalizzante e riduce i rendimenti futuri.

  • La proposta: valutare la possibilità di ottenere prestiti o anticipi tramite lo strumento lump sum, a condizioni più favorevoli e senza effetti fiscali immediati.

Sono state tuttavia evidenziate criticità normative e fiscali, che richiedono ulteriori approfondimenti (inquadramento giuridico, trattamento fiscale ed eventuale qualificazione come fringe benefit).

2. Revisione dei requisiti lump sum

I criteri attuali (30 anni di permanenza o pensionamento) sono stati giudicati troppo rigidi. Con l’evoluzione delle carriere e i pensionamenti anticipati, il rischio è che molti colleghi perdano il diritto alla prestazione.

  • L’obiettivo: rendere l’accesso all’istituto più flessibile, superando il vincolo rigido degli anni di servizio e riflettendo meglio la realtà lavorativa attuale.

3. Sostenibilità e natura dell’istituto

Si vuole rendere la prestazione della lump sum un istituto certo a “prestazione definita”, garantendo certezza sulla promessa di erogazione non, come oggi, dipendente dal flusso delle uscite dei colleghi.

4. Il nodo del finanziamento

Il presupposto necessario alla prestazione definita è ovviamente la fonte di finanziamento, tema è centrale per la FABI-BI: rafforzare la misura esistente significa innanzitutto individuare e rendere strutturali le risorse necessarie.

Con la progressiva riduzione della platea “ante-1993” (attualmente circa 1.600 dipendenti di cui il 90% in pensione entro il 2031) il modello di solidarietà generazionale perde efficacia e si trasforma in un autofinanziamento da parte dei post ’93.

5. Altre proposte di finanziamento della lump sum

Oltre ai rilasci del fondo per il trattamento di quiescenza del personale (TQP), si valuterà anche l’utilizzo dei risparmi derivanti dal massimale contributivo di cui beneficia la Banca.

6. Sostenibilità e potenziamento della lump sum

La Commissione ha confermato che la priorità assoluta è la tenuta del sistema, necessaria per garantire la lump sum anche ai colleghi che usciranno in futuro. L’obiettivo è incrementare le prestazioni, assicurando al contempo la stabilità delle fonti di finanziamento.

Focus tecnico: i rilasci del fondo TQP e il futuro della lump sum

Il finanziamento delle prestazioni previdenziali aziendali (come la lump sum) attraversa una fase di transizione. In questo contesto, l’attenzione si è spostata sulla gestione del Fondo TQP, una platea “chiusa” composta dai colleghi assunti prima del 1993.

Cos’è un “Rilascio” e come si genera?

Il Fondo TQP viene alimentato attraverso accantonamenti basati su proiezioni matematico-attuariali. Ogni anno la Banca accantona somme per garantire le pensioni future per gli ante ’93. Tuttavia, questo fondo è estremamente sensibile a variabili esterne:

  • Tassi di attuallizzazione: se i tassi salgono, il valore attuale degli impegni futuri scende.
  • Andamento demografico: se la platea si riduce più velocemente del previsto (es. uscite anticipate), l’accantonamento fatto in precedenza risulta eccessivo.

Quando il fondo accantonato si mostra superiore alle necessità reali, si genera un “rilascio” di tipo straordinario (cfr. Bilancio 2022): queste somme “tornano” nella disponibilità della Banca.
A ciò si somma il funzionamento tecnico in esercizi cd. “normali”, quelli in cui le ipotesi di attualizzazioni non cambiano, ma che comunque vedono la presenza di “rilasci” nel Bilancio.

Le criticità e il confronto tecnico

L’Amministrazione ha evidenziato alcune complessità che restano sul tavolo del confronto:

  1. Volatilità: i rilasci non sono costanti. Piccole variazioni dei tassi possono trasformare un rilascio (eccedenza) in un nuovo accantonamento (costo) e non risultare più disponibili.
  2. Vincoli di bilancio: spostare queste somme verso altri istituti (come la lump sum) non è un’operazione tecnica automatica, ma una scelta di politica di bilancio che la Banca deve decidere di compiere.
  3. Sostenibilità nel lungo periodo: poiché il fondo TQP riguarda una platea destinata a scomparire, i rilasci non potranno essere una fonte di finanziamento eterna. Rappresentano però un “polmone”, forse quello ideale (o l’unico possibile?), per gestire la transizione verso il nuovo modello.

+ Welfare - Profitti: la proposta FABI-BI

Il Problema

Oggi, quando il fondo TQP genera dei risparmi (i cosiddetti “rilasci”), la Banca li trasforma in utili di bilancio. In pratica, somme nate per la previdenza finiscono nel profitto generico dell’Istituto.

La nostra proposta: un punto di rottura

Chiediamo una scelta politica chiara: i rilasci del TQP devono restare vincolati alla loro finalità naturale: il welfare aziendale.

  • Stop ai profitti sulle spalle dei dipendenti: le eccedenze del fondo non devono diventare dividendi, ma risorse per i lavoratori.
  • Finanziamento strutturale: utilizzare i rilasci (ordinari e straordinari) come fonte stabile per tutto il periodo di transizione.

L’impatto della proposta: equità e futuro

Senza queste risorse, sarebbe impossibile rendere il sistema equo e flessibile. Destinare i rilasci TQP alla lump sum serve a:

  • Mantenere la solidarietà intergenerazionale: i fondi a garanzia dei pre’93 vengono utilizzati a beneficio dei colleghi post’93.

  • Recupero totale dell’efficienza aziendale: i dipendenti incasserebbero per intero l’efficienza aziendale senza le attuali decurtazioni devolute alla lump sum.

  • Garantire sostenibilità: creare un sistema solido e duraturo per tutte le generazioni future.

La nostra posizione è chiara: le risorse della previdenza devono tornare ai lavoratori.

 

Un impegno alla chiarezza

Ci scusiamo per il ricorso, in questo articolo, a tecnicismi e passaggi meno immediati del solito. Il tema della lump sum è particolarmente complesso e non era facile trattarlo in modo semplice in un solo contributo. Proprio per questo, e per tenere fede al nostro impegno a essere sempre chiari e leggibili, dedicheremo alla lump sum ulteriori approfondimenti specifici, pensati per spiegarne con ordine e in modo più accessibile i diversi aspetti.

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2 risposte

  1. Mi permetto di precisare che la frase :
    ” I criteri attuali (30 anni di permanenza o pensionamento) sono stati giudicati troppo rigidi. Con l’evoluzione delle carriere e i pensionamenti anticipati, il rischio è che molti colleghi perdano il diritto alla prestazione”
    non è corretta poichè chi ha maturato diritto alla pensione avrà una lump sum proporzionata agli anni di lavoro in Banca, se ad esempio lavora da 15 anni in Banca tale sarà il valore per il calcolo della lump sum.

    1. Ciao Alberto,
      grazie per l’attenzione e per il tuo commento.
      Vogliamo confermare che quanto indichi è esattamente ciò che abbiamo sostenuto: come riportato tra parentesi nel testo, la lump sum viene riconosciuta al raggiungimento dei 30 anni di servizio o al momento del pensionamento.
      La preoccupazione espressa nell’articolo riguarda invece le fattispecie non ancora normate, come il caso dello “scivolo”. In generale, la commissione sta richiedendo un’attenzione particolare su questi aspetti proprio nell’attuale fase di contrattazione che dovrebbe rivedere in modo sostanziale le carriere.
      Ti ringraziamo per averci dato modo di chiarire meglio questo punto e ti invitiamo a continuare a seguirci con lo stesso interesse.
      Un cordiale saluto.

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