La FABI ritiene il progetto insufficiente e poco orientato al futuro dell’Istituto. Parlare di “rilancio” è inappropriato: il piano si traduce in riduzioni di personale e funzioni in numerose Sedi o Filiali.
Abbiamo espresso la nostra contrarietà e chiesto la revisione delle misure di accompagnamento già utilizzate nelle precedenti chiusure che saranno applicate per i colleghi di Brescia e Livorno e un pacchetto di misure di accompagnamento per le Sedi e Filiali che subiranno una riduzione di personale e di funzioni. L’impatto avrà delle conseguenze anche su tutto il personale dell’Istituto che vedrà ridursi le possibilità di trasferimento e avrà più difficoltà nei passaggi di ruolo o nell’accesso agli aumenti stipendiali tipo bonus o passaggi di livello.
La FABI ha richiesto di conoscere la distribuzione sul territorio dei 600 intermediari che le filiali dovranno controllare, e che probabilmente per effetto delle fusioni che il mercato e la Banca d’Italia richiedono si ridurranno nel tempo, per valutare l’impatto di questa funzione sul carico di lavoro. Tuttavia, nonostante le ripetute sollecitazioni, l’Amministrazione non ha ancora fornito queste informazioni.
L’Amministrazione sta procedendo con le chiusure in modo frammentato e senza una chiara comunicazione dei passaggi successivi, al fine di risparmiare sulle necessarie misure di accompagnamento e impedire un’efficace azione sindacale. Questo approccio, privo di trasparenza e programmazione, scarica sui lavoratori il peso di interventi straordinari, privandoli delle tutele e delle compensazioni che sarebbero indispensabili in una riorganizzazione aziendale così profonda. La strategia di progressivo depotenziamento delle Filiali, attraverso la riduzione di risorse e funzioni, non solo condanna queste strutture a una lenta chiusura, ma crea anni di incertezza, stress e ansia per i lavoratori coinvolti. Annunciare per tempo un piano di chiusure chiaro e responsabile permetterebbe invece ai dipendenti di pianificare la propria vita e quella dei propri famigliari, affrontando cambiamenti come trasferimenti e nuovi percorsi scolastici per i figli con maggiore serenità. Denunciamo questa incapacità dell’Amministrazione di assumersi le proprie responsabilità, che lascia i lavoratori in balia di un’incertezza ingiustificabile e li priva di tutele fondamentali.