Trattativa

Riforma della rete territoriale: cosa sta succedendo?

Un passo avanti sul metodo, ma il risultato delude
Per la prima volta, l’Amministrazione ha discusso con i sindacati un progetto di riorganizzazione già definito, un approccio che consideriamo positivo dal punto di vista metodologico perché è bene ricordare che l’organizzazione dell’Istituto non è una materia contrattuale: l’Amministrazione ha piena autonomia decisionale e non è obbligata a confrontarsi con i sindacati su questi temi.
Nonostante il dialogo avviato, le modifiche apportate al progetto iniziale sono minimali e non soddisfano le richieste avanzate dalla FABI.

Oggetto:

Riforma della rete territoriale

Ultimo incontro:

20 Gennaio 2025

N° incontri

4

Note

Nonostante alcune modifiche richieste da tutte le organizzazioni sindacali, il piano conferma l’impianto iniziale.

Discussione:

A che punto siamo?

Cosa è stato presentato?

Il 20 gennaio la delegazione aziendale ha mostrato il progetto definitivo di riforma della rete territoriale, che sarà discusso a fine mese in Consiglio Superiore. Nonostante alcune modifiche richieste da tutte le organizzazioni sindacali, il piano conferma l’impianto iniziale.

Cosa prevede il progetto?

  1. Rilancio e incremento delle risorse di 9 Sedi (Bari, Napoli, Roma, Firenze, Venezia, Palermo, Bologna, Torino e Milano), oltre alla Filiale di Bolzano.
  2. Chiusura delle filiali di Brescia e Livorno, con prospettiva di ulteriori chiusure in futuro.
  3. Riduzioni delle risorse in altre 20 strutture. Alcune Sedi arriveranno ad avere meno di 20 dipendenti.
Numero di filiali stabili chiuse con incremento o riduzione delle funzioni e delle risorse
Numero di filiali stabili chiuse con incremento o riduzione delle funzioni e delle risorse

Escluse le 10 Filiali potenziate, ecco come sarà la dimensione delle Filiali in base al numero dei dipendenti.

Numero di filiali per classe dimensionale
Numero di filiali per classe dimensionale

Cosa è cambiato dopo il confronto con i sindacati?

Ecco le principali modifiche ottenute:

Modifiche post incontri sindacali

Antiriciclaggio (o AML Anti Money Laundering)

Si aggiunge  1 Nucleo

8 Divisioni MI, TO, NA, RM Sede, BO, VE, FI, BZ

3 Nuclei PA, BA, +CZ

Nuclei per la valutazione del merito di credito delle imprese non finanziarie (In-house Credit Assessment System, o ICAS)

Si aggiunge 1 Divisione

9 Divisioni MI, TO, NA, PA, BO, VE, BA, FI, +AN
Educazione finanziaria

Istituzione di 5 Nuclei autonomi

5 Nuclei autonomi TO, MI, RM Sede, NA, PA
Unificazione GSP/Segreterie

creazione di 6 settori unificati al termine del progetto

6 Settori PC, RM CDM, VE, CT, PE, LE

La nostra posizione

La FABI ritiene il progetto insufficiente e poco orientato al futuro dell’Istituto. Parlare di “rilancio” è inappropriato: il piano si traduce in riduzioni di personale e funzioni in numerose Sedi o Filiali.

Abbiamo espresso la nostra contrarietà e chiesto la revisione delle misure di accompagnamento già utilizzate nelle precedenti chiusure che saranno applicate per i colleghi di Brescia e Livorno e un pacchetto di misure di accompagnamento per le Sedi e Filiali che subiranno una riduzione di personale e di funzioni. L’impatto avrà delle conseguenze anche su tutto il personale dell’Istituto che vedrà ridursi le possibilità di trasferimento e avrà più difficoltà nei passaggi di ruolo o nell’accesso agli aumenti stipendiali tipo bonus o passaggi di livello.

La FABI ha richiesto di conoscere la distribuzione sul territorio dei 600 intermediari che le filiali dovranno controllare, e che probabilmente per effetto delle fusioni che il mercato e la Banca d’Italia richiedono si ridurranno nel tempo, per valutare l’impatto di questa funzione sul carico di lavoro. Tuttavia, nonostante le ripetute sollecitazioni, l’Amministrazione non ha ancora fornito queste informazioni.

L’Amministrazione sta procedendo con le chiusure in modo frammentato e senza una chiara comunicazione dei passaggi successivi, al fine di risparmiare sulle necessarie misure di accompagnamento e impedire un’efficace azione sindacale. Questo approccio, privo di trasparenza e programmazione, scarica sui lavoratori il peso di interventi straordinari, privandoli delle tutele e delle compensazioni che sarebbero indispensabili in una riorganizzazione aziendale così profonda. La strategia di progressivo depotenziamento delle Filiali, attraverso la riduzione di risorse e funzioni, non solo condanna queste strutture a una lenta chiusura, ma crea anni di incertezza, stress e ansia per i lavoratori coinvolti. Annunciare per tempo un piano di chiusure chiaro e responsabile permetterebbe invece ai dipendenti di pianificare la propria vita e quella dei propri famigliari, affrontando cambiamenti come trasferimenti e nuovi percorsi scolastici per i figli con maggiore serenità. Denunciamo questa incapacità dell’Amministrazione di assumersi le proprie responsabilità, che lascia i lavoratori in balia di un’incertezza ingiustificabile e li priva di tutele fondamentali.

Cosa Faremo?

Pur contrari al progetto, la FABI lavorerà per:

  • Garantire le migliori tutele ai colleghi coinvolti.
  • Contrattare misure di accompagnamento adeguate per tutti i dipendenti colpiti da questa riforma.
  • Difendere i diritti e le prospettive di carriera di tutti i lavoratori.

La FABI rimane al fianco dei colleghi, pronta a tutelare chiunque subisca ripercussioni da questa riforma. Continueremo a lottare per un futuro equo e sostenibile per tutti i lavoratori dell’Istituto.

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