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Rete Territoriale: il punto della situazione

Il 26 giugno 2026 si è tenuto l’incontro tra la Banca d’Italia e le Organizzazioni Sindacali per fare il punto sul piano di sviluppo delle funzioni e sull’adeguamento degli assetti della rete territoriale [leggi slide del Personale e Organizzazione]. Se da un lato l’Amministrazione ha illustrato lo stato di avanzamento delle tappe della riforma e le misure gestionali messe in atto, dall’altro la FABI-BI ha denunciato le pesanti difficoltà che i colleghi stanno affrontando sul territorio, ponendo questioni imprescindibili a tutela dei lavoratori.

Oggetto:

Rete Territoriale

Ultimo incontro:

26 Giugno 2026

N° incontri

2

Note

Discussione:

A che punto siamo?

Precedenti incontri:

11/03/2026

27/04/2026

Il quadro aziendale: il punto sulla riforma e sulle risorse

La Banca ha presentato la conclusione delle tappe che hanno portato, tra le altre cose, alla chiusura delle Filiali di Brescia e Livorno, all’unificazione delle unità di Segreteria e GSP, e alla rimodulazione delle attività di vigilanza.

Sul fronte delle risorse e della gestione del personale, i dati aziendali evidenziano:

  • misure di sostegno e mobilità: 117 adesioni alla mobilità incentivata (con 54 colleghi già inseriti nelle nuove strutture) e 65 uscite programmate al 1° luglio 2026;
  • carenze strutturali e missioni: la stessa Amministrazione ha ammesso l’esistenza di “diffuse carenze di personale” rispetto ai fabbisogni, sbilanci che in alcuni cluster di Filiali si sono acuiti proprio per effetto dei pensionamenti e dei trasferimenti. Per tamponare l’emergenza, da novembre 2025 a oggi sono stati disposti ben 2.175 giorni di missione di supporto operativo (concentrati soprattutto in contazione e nel comparto operativo-contabile);
  • assunzioni in corso: per far fronte ai nuovi compiti, l’Amministrazione ha anticipato al 2026 oltre la metà dei flussi di assunzione programmati per il triennio 2026-28 , con vari concorsi in fase di completamento o correzione (esperti, assistenti e vice assistenti).

Le tre questioni poste dalla FABI-BI

Preso atto dei gravi disallineamenti di organico, la FABI-BI ha posto sul tavolo della trattativa tre precise rivendicazioni:

1. Garanzia e rispetto dei Piani ferie

I colleghi stanno affrontando da troppo tempo un periodo di estremo stress a causa della cronica mancanza di organici e della complessa riorganizzazione degli uffici. Abbiamo preteso il totale rispetto dei piani ferie. A questo proposito, abbiamo chiesto che vengano attivate e autorizzate tutte le missioni di supporto necessarie per permettere ai lavoratori delle filiali di organizzare agevolmente il proprio meritato riposo.

Peraltro, i costi di queste missioni emergenziali non dovranno in alcun modo essere utilizzati dall’Amministrazione come scusa per porre limiti economici in altre trattative. Questa Riforma è stata annunciata circa due anni fa: c’era tutto il tempo per organizzarla senza far ricadere i costi organizzativi sulle spalle o sulle ferie dei dipendenti.

2. No alla chiusura parziale dei soli sportelli del contante privato

La FABI-BI ha espresso il proprio totale disaccordo rispetto alla scelta dell’Amministrazione di rimodulare e chiudere i soli sportelli del contante per l’utenza privata.

  • Abbiamo ricordato che tutte e otto le sigle sindacali avevano insieme chiesto la chiusura totale di tutti gli sportelli in alcune giornate della settimana. Abbiamo dovuto registrare con rammarico che, nel corso della trattativa, alcuni sindacati hanno cambiato idea, frammentando il fronte e indebolendo la posizione dei lavoratori.
  • Avremmo preferito che fossero i Direttori locali a decidere le giornate di chiusura in base alle specificità del territorio, spesso richiamato ma mai considerato, anziché subire un’imposizione rigida dal centro. Questa scelta centralista ha mantenuto aperti, tra gli altri, i giorni di lunedì e venerdì, che invece avrebbero potuto agevolare i tantissimi colleghi che viaggiano nei fine settimana ed essere uno strumento gestionale di flessibilità dato alle direzioni locali.

3. Tutela delle attività delle filiali nella fase transitoria

In questa delicata fase di transizione si sta assistendo allo spostamento di attività verso le filiali con risorse disponibili per bilanciare i carichi di lavoro. Premessa la completa adesione a tale riallocazione delle attività in questo particolare periodo, abbiamo messo in chiaro che questo non deve trasformarsi in una diminuzione permanente o in uno svuotamento definitivo delle attività di una filiale a favore di un’altra. La flessibilità non può essere il grimaldello per smantellare i presidi territoriali.

La FABI-BI continuerà a vigilare in ogni sede affinché l’attuazione dei nuovi assetti non si traduca in un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro e della salute organizzativa dei colleghi. Vi terremo costantemente aggiornati sull’evoluzione dei tavoli di verifica.

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