Sede informativa

Rete territoriale: organici scoperti, carichi crescenti e una riforma da governare meglio

In data 27 aprile 2026, si è svolto un nuovo incontro informativo con la delegazione aziendale per fare il punto sull’avanzamento del piano di riassetto della rete territoriale.

Oggetto:

Riassetto della Rete territoriale

Ultimo incontro:

27 Aprile 2026

N° incontri

2

Note

Primo incontro il 30 marzo 2026

Discussione:

A che punto siamo?

Con l’accordo sulla riorganizzazione della Rete territoriale, firmato dalle Organizzazioni sindacali il 16 ottobre 2025, sono stati previsti specifici incontri informativi con l’Amministrazione per monitorare lo stato di attuazione della riforma.

L’obiettivo di questi incontri è seguire l’avanzamento del piano, verificare gli effetti concreti sulle Filiali coinvolte e segnalare tempestivamente le criticità organizzative che emergono nella fase di transizione.

Un primo incontro si è tenuto l’11 marzo 2026 ed è stato dedicato principalmente alle attività già svolte con riferimento alle ricadute organizzative, misure di accompagnamento, mobilità, adesioni del personale, tempi di attuazione delle due Filiali in chiusura e delle quattro monodivisionali e ai tempi di attuazione delle altre fasi.

Il secondo incontro si è svolto il 27 aprile 2026 e ha riguardato soprattutto lo stato di avanzamento della riforma, le carenze di organico, il ricorso alle missioni operative, l’assegnazione delle nuove risorse e le misure necessarie per sostenere le Filiali nella fase più delicata della transizione.

Di seguito riportiamo i principali elementi emersi e le richieste formulate dalla FABI-BI.

Tra criticità organizzative e sfide per il futuro

La Delegazione aziendale ha presentato le seguenti slide sullo stato di attuazione della riforma della Rete territoriale.

Il quadro che emerge resta critico. L’Amministrazione sembra oggi più disponibile all’ascolto e al confronto, ma i problemi organizzativi rimangono rilevanti. La stessa Delegazione aziendale ha riconosciuto che, anche dopo i trasferimenti e le assunzioni previsti per il 2026, resterà una carenza strutturale di organico vicina al 3%.

È un dato importante, ma parziale. Misura solo il numero delle persone disponibili, senza considerare un aspetto decisivo: le competenze effettivamente presenti nelle strutture, i tempi di formazione delle nuove risorse e il carico che la fase di transizione scaricherà su chi già lavora nelle Filiali.

Come FABI-BI abbiamo espresso forti perplessità sulla tenuta complessiva del sistema e sulle ricadute per colleghe e colleghi, che nei prossimi mesi dovranno affrontare riorganizzazioni, scoperture di organico e carichi di lavoro più pesanti.

I numeri del riassetto

Il piano di riforma ha coinvolto diverse tipologie di strutture.

Nelle 6 filiali più incise — 2 in chiusura e 4 trasformate in filiali “monodivisionali” — sono state coinvolte 178 persone:

  • 65 hanno aderito alle misure di accompagnamento all’uscita;
  • 62 hanno scelto la mobilità incentivata o misure di conciliazione vita-lavoro;
  • 51 hanno optato per la conferma dell’attuale residenza nelle nuove filiali monodivisionali.

Nelle 14 filiali rimodulate sono state coinvolte 158 persone. Solo 40 hanno aderito alla mobilità incentivata verso l’Amministrazione Centrale o verso altre Filiali.

Questo dato conferma quanto la FABI-BI aveva sostenuto già durante la trattativa: se l’obiettivo era davvero favorire la mobilità, tutte le Filiali coinvolte avrebbero dovuto poter accedere all’intero pacchetto delle misure di sostegno, cioè mobilità incentivata, pendolarismo e telelavoro esteso.

Limitare le opzioni disponibili per le 14 Filiali rimodulate ha ridotto, di fatto, la possibilità per molte colleghe e molti colleghi di cambiare sede o attività lavorativa. Il risultato è evidente: gli spostamenti sono stati molto inferiori alle attese.

La data operativa per le chiusure di Livorno e Brescia e per le rimodulazioni è fissata per il weekend del 20-21 giugno 2026.

Organici scoperti e fase di transizione

Il dato più critico riguarda la scopertura degli organici. Attualmente risultano 169 posizioni da coprire, pari a circa l’8% del personale della Rete territoriale.

Per fronteggiare la situazione, l’Amministrazione ha previsto:

  • 20 unità già assegnate da graduatorie precedenti;
  • l’assegnazione alle Filiali di 12 assistenti con orientamento giuridico, sui 25 previsti dal concorso in corso;
  • l’ingresso di oltre 100 nuove risorse nel corso del 2026;
  • il ricorso alle missioni operative, soprattutto a supporto dei settori contabili e operativi.

Anche con questi innesti, a fine anno resterà una carenza stimata di circa 40 unità, che potrà essere colmata solo in tempi più lunghi, nell’arco di 12-18 mesi.

Il punto, però, non è solo quantitativo. Le nuove risorse avranno bisogno di formazione. Nella fase iniziale, quindi, non alleggeriranno subito il lavoro delle Filiali: al contrario, richiederanno affiancamento da parte di colleghe e colleghi già sotto pressione.

Anche le missioni operative devono essere impostate con attenzione. Se tutta la Rete territoriale è in difficoltà, il supporto dovrà arrivare soprattutto dall’Amministrazione Centrale. Ma missioni troppo brevi rischiano di essere poco utili: le Filiali dovrebbero formare personale in missione che, proprio quando diventa realmente operativo, rientra nella sede di provenienza.

Per questo, le missioni dovrebbero avere una durata adeguata, almeno 3-6 mesi, ed essere organizzate in modo da produrre un reale beneficio operativo, non un ulteriore carico formativo per le strutture riceventi.

Questa fase comporterà forti difficoltà organizzative anche per chi ha responsabilità di gestione: titolari delle unità di base e direzioni locali dovranno governare carichi crescenti, organici incompleti e personale in formazione.

La proposta della FABI-BI: un Dipartimento della Rete territoriale

In questo contesto, la FABI-BI ha ribadito la necessità di superare l’attuale frammentazione dei rapporti tra Filiali e Amministrazione Centrale.

La nostra proposta è la creazione di un Dipartimento della Rete territoriale: una struttura dedicata, capace di dare rappresentanza organizzativa stabile ai circa 2.000 dipendenti della Rete e di riconoscerne pari dignità rispetto all’Amministrazione Centrale.

L’obiettivo non è creare un nuovo livello burocratico. È l’opposto: dare alla Rete un riferimento chiaro, stabile e responsabile.

Un Dipartimento della Rete consentirebbe innanzitutto di individuare un referente unico, come un Capo Dipartimento della Rete territoriale, in grado di coordinare meglio il rapporto tra Filiali e uffici centrali. Oggi le direzioni locali si confrontano spesso con interlocutori diversi, non sempre allineati tra loro. Questo rallenta le decisioni, rende più difficile affrontare i problemi e lascia le Filiali troppo spesso sole nella gestione quotidiana.

La riforma, inoltre, non può essere letta solo come un’operazione di riduzione dei costi. Deve diventare l’occasione per rilanciare il ruolo delle Filiali, valorizzare le competenze maturate sul territorio e costruire soluzioni partendo anche da chi conosce ogni giorno problemi, bisogni e potenzialità della Rete.

La pari dignità non si dichiara: si organizza.

Richieste immediate della FABI-BI

Nella fase di transizione abbiamo chiesto ufficialmente interventi concreti e immediati.

Servono incentivi ad hoc per riconoscere il maggiore impegno richiesto a colleghe e colleghi chiamati a sostenere carichi crescenti in una fase organizzativa complessa.

Va tutelato il piano ferie, perché il recupero delle energie non può diventare la variabile sacrificabile di una riorganizzazione già pesante.

Le missioni operative devono essere più lunghe, strutturate e realmente utili. Non devono trasformarsi in un ulteriore onere formativo per le Filiali, ma in uno strumento concreto di supporto.

La Rete territoriale sta affrontando una trasformazione profonda. Per governarla non bastano slide, numeri e buone intenzioni. Servono scelte organizzative coerenti, risorse adeguate e una responsabilità chiara verso chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento delle Filiali.

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