Il dato più critico riguarda la scopertura degli organici. Attualmente risultano 169 posizioni da coprire, pari a circa l’8% del personale della Rete territoriale.
Per fronteggiare la situazione, l’Amministrazione ha previsto:
- 20 unità già assegnate da graduatorie precedenti;
- l’assegnazione alle Filiali di 12 assistenti con orientamento giuridico, sui 25 previsti dal concorso in corso;
- l’ingresso di oltre 100 nuove risorse nel corso del 2026;
- il ricorso alle missioni operative, soprattutto a supporto dei settori contabili e operativi.
Anche con questi innesti, a fine anno resterà una carenza stimata di circa 40 unità, che potrà essere colmata solo in tempi più lunghi, nell’arco di 12-18 mesi.
Il punto, però, non è solo quantitativo. Le nuove risorse avranno bisogno di formazione. Nella fase iniziale, quindi, non alleggeriranno subito il lavoro delle Filiali: al contrario, richiederanno affiancamento da parte di colleghe e colleghi già sotto pressione.
Anche le missioni operative devono essere impostate con attenzione. Se tutta la Rete territoriale è in difficoltà, il supporto dovrà arrivare soprattutto dall’Amministrazione Centrale. Ma missioni troppo brevi rischiano di essere poco utili: le Filiali dovrebbero formare personale in missione che, proprio quando diventa realmente operativo, rientra nella sede di provenienza.
Per questo, le missioni dovrebbero avere una durata adeguata, almeno 3-6 mesi, ed essere organizzate in modo da produrre un reale beneficio operativo, non un ulteriore carico formativo per le strutture riceventi.
Questa fase comporterà forti difficoltà organizzative anche per chi ha responsabilità di gestione: titolari delle unità di base e direzioni locali dovranno governare carichi crescenti, organici incompleti e personale in formazione.