La FABI-BI vuole portare all’attenzione della Banca una questione che potrebbe sembrare marginale, ma che in realtà riguarda una parte significativa del personale e richiama un principio fondamentale: la parità di trattamento.
In Italia si dice spesso che davanti a certe ricorrenze siamo tutti uguali. Eppure, almeno nel calendario aziendale, sembrerebbe che non tutti i Santi Patroni abbiano lo stesso peso.
A Roma, in occasione della festività dei Santi Pietro e Paolo, gli uffici della Banca restano chiusi per l’intera giornata. Nelle altre sedi, invece, il giorno del Santo Patrono locale è considerato soltanto semifestivo: l’orario di lavoro è ridotto a cinque ore e la presenza minima richiesta è di due ore, pena la contabilizzazione dell’assenza per l’intera giornata.
È una differenza che lascia più di una perplessità. Se il principio è quello di riconoscere la ricorrenza del Santo Patrono, viene spontaneo chiedersi perché questo debba tradursi in trattamenti diversi tra lavoratrici e lavoratori dello stesso Istituto.
La questione non riguarda la devozione, ma l’equità. Le condizioni di lavoro dovrebbero essere uniformi per tutto il personale, indipendentemente dalla sede di assegnazione. Nel mondo del lavoro non dovrebbero esistere Santi di serie A e Santi di serie B.
Una scelta della Banca, non un obbligo di legge
La differenza di trattamento non discende da un vincolo normativo insuperabile.
La legge n. 54 del 1977 aveva soppresso, tra le altre, anche la festività dei Santi Pietro e Paolo. Successivamente, il DPR n. 792 del 1985 l’ha ripristinata come festività civile esclusivamente per il Comune di Roma, in quanto Patroni della città.
Per gli altri Comuni italiani, invece, la disciplina del Santo Patrono non è definita in modo uniforme dalla legge nazionale, ma viene rimessa alla contrattazione collettiva o alle scelte organizzative dei singoli datori di lavoro.
La mezza giornata prevista nelle sedi diverse da Roma, dunque, non è un obbligo imposto dalla normativa generale: è una disciplina adottata dalla Banca.
Cosa accade nelle altre città
Per comprendere se questa impostazione fosse coerente con quanto avviene nel resto del Paese, abbiamo effettuato una verifica in diverse realtà territoriali.
A Napoli, Torino, Milano, Firenze, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari e Arezzo, così come in molte altre città, nel giorno del Santo Patrono gli uffici comunali restano chiusi per l’intera giornata.
In molti comparti pubblici e in numerose realtà aziendali, infatti, la ricorrenza del Santo Patrono è trattata come festività piena, quando cade in un giorno lavorativo.
Nello stesso giorno, invece, le sedi della Banca continuano a operare, sia pure con orario ridotto.
Per il personale che lavora fuori Roma, la differenza è concreta: mentre la città celebra il proprio Patrono e buona parte degli uffici pubblici osserva la festività, le colleghe e i colleghi della Banca sono comunque tenuti a prestare servizio.
Il precedente del Centro Donato Menichella
Esiste poi un precedente interno che merita attenzione.
Il Centro Donato Menichella si trova nel Comune di Frascati. Eppure, al personale che vi presta servizio non viene applicata la festività del Patrono di Frascati, ma quella dei Santi Pietro e Paolo del 29 giugno, prevista per Roma.
La scelta è significativa per due ragioni.
La prima è che la Banca, in quel caso, non applica il criterio del Patrono del Comune in cui si trova la sede di lavoro. La seconda è che, richiamando la festività dei Santi Pietro e Paolo, riconosce al personale del Centro Donato Menichella una giornata festiva piena, e non il trattamento semifestivo ordinariamente previsto per le sedi diverse da Roma.
Il precedente dimostra quindi che l’attuale disciplina non è rigida né inevitabile. La Banca ha già adottato una soluzione organizzativa specifica, riconoscendo a una sede fuori dal Comune di Roma lo stesso trattamento previsto per il personale dell’area romana.
Proprio per questo appare ragionevole chiedere che una soluzione analoga venga estesa anche alle altre sedi, superando una differenza di trattamento che oggi riguarda una parte rilevante del personale.
Una richiesta di equità
Per queste ragioni la FABI-BI ha scritto all’Amministrazione chiedendo di rivedere l’attuale disciplina e di estendere a tutte le sedi lo stesso trattamento previsto per il personale dell’area romana e del Centro Donato Menichella.
La domanda, in fondo, è semplice.
Se a Roma il giorno del Santo Patrono è riconosciuto come festività piena, se al Centro Donato Menichella viene applicato lo stesso trattamento pur trovandosi nel Comune di Frascati, e se in molti comparti pubblici e realtà aziendali il Santo Patrono è considerato festività per l’intera giornata, perché nelle altre sedi della Banca il personale deve continuare a lavorare, sia pure per mezza giornata?
Non si tratta di rivendicare un privilegio, ma di eliminare una differenza evitabile tra colleghe e colleghi dello stesso Istituto.
Continueremo a seguire la questione e a informare tempestivamente il personale sugli sviluppi del confronto con l’Amministrazione.