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Progetto rete territoriale: il punto sull’attuazione e le richieste FABI-BI

In data 11 marzo 2026 si è tenuto l’incontro informativo tra la delegazione aziendale e le organizzazioni sindacali per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto relativo alla nuova rete territoriale.

Oggetto:

Progetto Rete territoriale: il punto sull’attuazione e le richieste FABI-BI

Ultimo incontro:

11 Marzo 2026

N° incontri

1

Note

Discussione:

A che punto siamo?

Stato dell’arte e cronoprogramma

Il Segretario Generale ha confermato che il progetto procede in linea con gli accordi del 16/10/2025. Il completamento è previsto dopo l’estate 2026, con:

  • la chiusura definitiva delle filiali di Brescia e Livorno.
  • la riorganizzazione delle filiali Monodivisionali e di quelle Rimodulate.

I numeri della riorganizzazione delle 6 Filiali in chiusura e monodivisionali

Su un totale di 176 colleghi interessati, le scelte espresse entro il 28 febbraio sono state:

  • 66 Uscite: 54 tramite assegno di sostegno, 11 con indennità una tantum, 1 riposo d’ufficio.
  • 61 Nuove sedi: 16 verso l’Amministrazione Centrale e 45 verso altre filiali.
  • 51 Permanenze: colleghi che hanno scelto di restare nella propria filiale.

Entro la fine di marzo verranno chiuse le graduatorie di mobilità a domanda al 1/1/2026 e attivate le sessioni di mobilità incentivata.

Per le restanti filiali rimodulate (circa 150 persone), i colloqui individuali si svolgeranno tra il 12 e il 31 marzo, con formalizzazione delle opzioni ad aprile. Sempre entro fine aprile saranno attivate le mobilità incentivate.

Le criticità sollevate dalla FABI-BI

Nonostante le rassicurazioni dell’Amministrazione, la nostra delegazione ha espresso forti preoccupazioni su diversi fronti operativi e gestionali.

  1. Emergenza organici e carichi di lavoro

A fronte di circa 200 uscite dalle filiali chiuse, monodivisionali o rimodulate, sono previsti solo 112 nuovi ingressi dai concorsi attualmente in corso.

  • Il rischio: chi resta dovrà gestire l’avvio delle nuove Divisioni in una situazione di sottorganico insostenibile.
  • La richiesta: le normali missioni operative non bastano; servono missioni di lungo termine per garantire la tenuta dei servizi e il diritto dei colleghi alla pianificazione delle proprie ferie.
  1. Trasparenza sulle sedi disponibili

Abbiamo chiesto all’Azienda di comunicare con chiarezza il numero aggiornato di posizioni disponibili per ogni residenza lavorativa prima che i colleghi formalizzino le proprie aspirazioni.

  1. Smart working e nuove destinazioni

Il lavoro da remoto per la nuova sede (già autorizzato per chi non può spostarsi subito) deve essere regolamentato con rigore.

  • Il paletto FABI: deve essere garantito che il collega lavori esclusivamente per la nuova destinazione, evitando il rischio che si trovi a dover gestire contemporaneamente i carichi della vecchia e della nuova sede.
  1. Gestione delle aspirazioni

Abbiamo proposto un modello di scelta semplificato:

  • Inserimento di un’unica preferenza nella scheda.
  • In caso di mancato accoglimento, intervento diretto del GEP per proporre soluzioni alternative personalizzate.

Orari e procedure (FAQ)

Altri elementi sollevati dalle altre sigle sono stati: la revisione degli orari di apertura al pubblico e la natura di alcune FAQ pubblicate sull’Intranet, che spesso tendono a modificare gli accordi sottoscritti anziché limitarsi a chiarirli.

La risposta della Delegazione aziendale

L’Amministrazione ha ammesso l’esistenza di un problema di organico e si è impegnata a:

  • Velocizzare le assunzioni e attivare tutte le missioni necessarie.
  • Attuare un decentramento graduale dei compiti.
  • Gestione job posting: non saranno attivati job posting se le richieste saranno inferiori o uguali alle necessità; si procederà con selezione solo in caso di eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili nella sede di destinazione.

Il nostro impegno: Continueremo a monitorare ogni fase del processo affinché le esigenze organizzative non ricadano esclusivamente sul benessere e sulla vita privata dei lavoratori.

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