Secondo Il Sole 24 Ore (giugno 2025), le famiglie italiane arrivano a spendere fino a 1.400 euro per figlio per un centro estivo da otto settimane.
Rispetto al 2023, l’aumento è del +22,7%.
Nel nostro sistema di welfare aziendale, per un figlio nella fascia 6–13 anni, il credito vincolato (quello specificamente spendibile per centri estivi, istruzione, corsi, ecc.) è fermo a:
| Fascia d’età del figlio |
Credito vincolato (istruzione, centri estivi, ecc.) |
Credito libero |
Totale disponibile |
| 0 – 2 anni |
€3.530 |
€1.180 |
€4.710 |
| 3 – 5 anni |
€2.940 |
€1.180 |
€4.120 |
| 6 – 13 anni |
€500 |
€1.180 |
€1.680 |
| 14 – 18 anni |
€1.180 |
€1.180 |
€2.360 |
Una cifra del tutto insufficiente per coprire anche solo una parte significativa dei costi reali, soprattutto per chi ha due o più figli.
📊 Facciamo i conti: se una famiglia spende 1.400 euro per 8 settimane, il costo per 13 settimane di centro estivo arriva a circa 2.275 euro per figlio. A fronte di questa spesa, il contributo vincolato aziendale resta fermo a soli 500 euro. Una copertura pari a meno di un quarto del bisogno reale.
E il paradosso è evidente: mentre questa fascia è la più esposta in estate, le fasce immediatamente inferiori e superiori ricevono molto di più. I bambini da 0 a 5 anni beneficiano in media di oltre 3.000 euro di credito vincolato, mentre i ragazzi tra i 14 e i 18 anni ricevono più del doppio rispetto ai 6–13enni.
Chi ha un figlio tra i 6 e i 13 anni si trova insomma al centro del problema… ma ai margini del welfare. E se i figli sono due o tre, la sproporzione tra bisogno e supporto si amplifica, diventando insostenibile per molte famiglie.