Rete Territoriale: la posizione della FABI BI

In vista dell’incontro di oggi, facciamo il punto sullo stato della trattativa riguardante il progetto di riduzione delle attività e la riorganizzazione della rete territoriale.

Sottolineamo che, sebbene i negoziati avviati il 18 febbraio 2025 abbiano portato alla definizione di una base solida, l’accordo non è ancora stato raggiunto. Come FABI BI abbiamo già riportato quanto fino ad ora ottenuto e quali sono le nostre richieste nel seguente articolo: rete-territoriale-prepariamoci-ad-una-lunga-trattativa.

Denunciamo come l’ultimo documento fornito dall’Amministrazione introduca modifiche peggiorative e vincoli che limitano fortemente le scelte dei dipendenti, discostandosi da quanto precedentemente concordato.

 

Oggetto:

Rete Territoriale: la posizione della FABI BI

Data di riferimento:

30 Settembre 2025

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Criticità dell'ultima proposta Aziendale

Si evidenziano diversi punti negativi nell’ultima versione del documento presentata dall’azienda:

  • Estensione Parziale delle Tutele: l’azienda ha esteso la sola “mobilità incentivata” ad altre categorie di personale coinvolto nella riorganizzazione (Divisioni di Segreteria e GSP), escludendo però, senza una motivazione chiara, le misure di “conciliazione vita-lavoro” e il “telelavoro esteso”.
  • Introduzione del “Vincolo di Funzione”: questa è la critica più severa. Un dipendente il cui ufficio viene chiuso potrà accedere alla mobilità incentivata solo se manterrà la stessa identica funzione nella nuova sede di lavoro (da Unità di Vigilanza prudenziale a Unità di Vigilanza prudenziale, da GSP a GSP, da Segreteria a Segreteria).
  • Conseguenze Negative del Vincolo:
    • Limita l’accesso alle altre tutele (conciliazione e telelavoro) e non permette alle colleghe e ai colleghi che lo desiderino, per motivi di carriera o motivazioni personali, di cambiare ufficio e mansioni.
    • Costringe i dipendenti a continuare la loro carriera in una nuova filiale, in un ambiente sconosciuto e senza possibilità di cambiare ufficio per tutta la durata delle misure, a causa di un “vincolo di stabilità” introdotto nella quinta dichiarazione a verbale.
  • Limitazioni alla Mobilità d’Ufficio: con la sesta dichiarazione a verbale le richieste di trasferimento verso sedi in carenza di personale potrebbero essere respinte se l’Amministrazione deciderà che non ci saranno posti disponibili in quella specifica funzione, impedendo al dipendente, in relazione al vincolo di funzione, di essere ricollocato in un altro ufficio di quella stessa filiale.

Secondo la FABI BI, questi vincoli contraddicono le precedenti rassicurazioni dell’azienda, che aveva promesso di favorire la mobilità del personale.

Richieste della FABI BI per la Firma dell'Accordo

La FABI BI dichiara che non firmerà l’accordo senza ottenere modifiche sostanziali. Le richieste principali sono:

  • Eliminazione del vincolo di funzione e garanzia di accesso a tutte e tre le misure: mobilità incentivata, conciliazione vita-lavoro e telelavoro esteso.
  • Solo dopo, introduzione di una clausola che salvaguardi le colleghe e i colleghi da eventuali trasferimenti d’ufficio nel periodo di fruizione delle misure
  • Rimozione del vincolo di sistemazione abitativa definitiva entro un anno dal trasferimento (Allegato 1). Questo permetterebbe ai dipendenti che si trovano a distanze ragionevoli di optare per una Mobilità incentivata utilizzando però il contributo di pendolarismo. Per la Banca il costo si abbatterebbe da 2.400€ mensili (Contributo di affitto) a circa 300/480€ mensili (Contributo di pendolarismo per circa 7/8 giorni al mese da un minimo di 42€ ad un massimo di 60€).
  • Aumento dell’assegno di sostegno all’81% dell’ultima retribuzione, in linea con quanto previsto per il calcolo della pensione banca sulla base del Regolamento del Trattamento di Quiescienza.
  • Concessione del buono pasto per chi lavora in telelavoro.

 

La FABI BI si impegna a continuare la trattativa con un approccio costruttivo, ma critica la scelta dell’azienda di prolungare i negoziati, sottolineando come questa incertezza stia causando ansia e disagio insopportabili tra i lavoratori coinvolti. Speriamo in un attivo e fattivo avvicinamento dell’Amministrazione alle richieste dei rappresentanti dei lavoratori e ad una veloce chiusura.

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