SIDIEF e immobili Banca d’Italia: un sistema di gestione da rifondare

Come promesso nei nostri precedenti interventi, la FABI-BI torna ad occuparsi in maniera incisiva di SIDIEF S.p.A., la società controllata al 100% dalla Banca d’Italia a cui è affidata la gestione degli stabili e del patrimonio immobiliare destinato anche a dipendenti dell’Istituto, pensionate, pensionati e alle loro famiglie.

Parliamo di un tema che riguarda direttamente la qualità della vita di centinaia di persone in tutta Italia. La realtà quotidiana raccontata da chi abita negli stabili SIDIEF evidenzia un peggioramento costante delle condizioni abitative, tra burocrazia paralizzante, tempi d’attesa biblici per le riparazioni essenziali e una generale assenza di risposte.

Riportiamo qui tre testimonianze emblematiche che mostrano la portata di questo disservizio.

La burocrazia prima delle persone: in una città del Nord una settimana senza acqua calda

L’incapacità operativa e la farraginosità delle procedure SIDIEF sono ben descritte dal racconto di un nostro collega residente in una città del Nord, a seguito di un guasto avvenuto nel proprio appartamento:

“A causa della rottura della scheda elettronica della caldaia, l’impianto si è bloccato completamente, lasciandoci senza acqua calda. Per risolvere il problema c’è voluta circa una settimana e una lunga serie di e-mail di sollecito.

La procedura imposta da SIDIEF si è rivelata un calvario: è stato necessario incaricare un tecnico per predisporre una relazione, attendere l’autorizzazione ai lavori e successivamente coordinare l’intervento tramite l’amministrazione condominiale, con conseguenti ulteriori ritardi.”

Stiamo parlando del blocco di una caldaia, con conseguente mancanza di riscaldamento e acqua calda, in una città in cui nel periodo invernale il termometro è spesso sotto lo zero.

Molteplici guasti in poco più di un anno: quando rimane solo la via legale

Che non si tratti di un caso sfortunato o isolato lo dimostra la situazione vissuta da un’altra famiglia. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2026, la loro caldaia — pur essendo di recente installazione — ha subito molteplici blocchi totali.

Gli episodi si sono concentrati prevalentemente nei mesi invernali, privando la famiglia sia dell’acqua calda sia del riscaldamento.

Nonostante i continui interventi dei tecnici, il problema non è mai stato risolto in modo definitivo. Esasperata da un disservizio cronico che incide sulla salute, sul benessere e sulla normale vivibilità dell’abitazione, la famiglia è stata costretta a rivolgersi a un legale per tutelare i propri diritti.

… oppure quando, per sfinimento, si preferisce pagare di tasca propria interventi a carico di SIDIEF

In un simile contesto non stupisce che un altro inquilino ci abbia segnalato, con triste rassegnazione, che, sempre a seguito di un guasto alla caldaia verificatosi in inverno e rientrante in un intervento di manutenzione straordinaria, abbia preferito sostenere personalmente la spesa pur di evitare le tempistiche e le procedure richieste da SIDIEF, ritenute incompatibili con l’esigenza di ripristinare in tempi rapidi il servizio di riscaldamento.

È forse questo l’aspetto più significativo: quando chi abita un immobile arriva a preferire di pagare personalmente un intervento che dovrebbe essere a carico della proprietà pur di non affrontare tempi e procedure della gestione, significa che il sistema non sta semplicemente funzionando male. Sta scoraggiando le persone dall’utilizzarlo.

Serve l’intervento immediato della Banca d’Italia

Insieme a tutte le colleghe e i colleghi ci chiediamo: è questo il modo di gestire gli immobili destinati al personale della Banca d’Italia e alle loro famiglie?

Si ristrutturano appartamenti sfitti da riassegnare, ma si abbandona la manutenzione ordinaria e straordinaria di quelli abitati, lasciando residenti e famiglie soli a combattere contro un muro di gomma burocratico.

Per queste ragioni, la FABI-BI chiede un intervento immediato da parte di SIDIEF e un intervento diretto e strutturale da parte della Banca d’Italia, azionista unico della società.

L’Istituto non può continuare a rimanere spettatore passivo di fronte al degrado del proprio patrimonio immobiliare e ai disagi arrecati alle proprie lavoratrici e ai propri lavoratori.

La proprietà ha il dovere morale e gestionale di azzerare le inefficienze e ripristinare un servizio che garantisca standard abitativi civili e dignitosi.

La FABI al vostro fianco: raccogliamo le vostre segnalazioni

La FABI-BI continuerà a tenere i riflettori accesi su questa situazione finché non si giungerà a una soluzione concreta e definitiva.

Invitiamo tutte le colleghe e i colleghi che riscontrano disservizi, ritardi nelle riparazioni, assenza di manutenzione o problemi di comunicazione con SIDIEF a segnalarci la propria situazione.

Raccoglieremo ogni singola testimonianza e porteremo i casi emersi ai tavoli di confronto, chiedendo una gestione trasparente, efficiente e rispettosa della dignità di chi abita questi immobili.

Se hai avuto problemi con manutenzioni, guasti, tempi di intervento o comunicazioni con SIDIEF, scrivici a segreteria@fabi-bi.it, indicando nell’oggetto “Segnalazione SIDIEF”.

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