Abbiamo già richiamato l’attenzione sulle temperature eccessive che si registrano durante l’estate in alcuni immobili della Banca, chiedendo di valutare interventi di climatizzazione che rendano gli ambienti di lavoro realmente vivibili.
Ora una segnalazione ricevuta ci porta a evidenziare un aspetto ulteriore e molto concreto: che cosa succede ai bottiglioni d’acqua lasciati per ore o per interi fine settimana negli uffici più caldi?
La fotografia che pubblichiamo è piuttosto eloquente: il contenitore in plastica appare fortemente deformato.
Non sappiamo quale temperatura abbia raggiunto quell’ambiente e, naturalmente, da una fotografia non è possibile stabilire se e in quale misura l’acqua abbia subito alterazioni. Ma un contenitore che presenta una deformazione così evidente è stato sottoposto a condizioni anomale e non dovrebbe essere utilizzato.
Il punto è semplice: se un bottiglione appare deformato dal calore, la scelta prudenziale è non bere quell’acqua, non utilizzare il contenitore e chiederne la sostituzione.
Acqua e PET: perché il caldo conta
Le indicazioni per la corretta conservazione dell’acqua confezionata prevedono che le bottiglie siano mantenute al riparo dalla luce e dalle fonti di calore, in un luogo fresco, asciutto e pulito.
Non è soltanto una questione di sapore. Diversi studi scientifici hanno analizzato il comportamento dei contenitori in PET sottoposti a temperature elevate, rilevando che l’aumento della temperatura e la durata dell’esposizione possono favorire la migrazione di alcune sostanze dal materiale plastico all’acqua.
Tra i fenomeni più studiati c’è la migrazione dell’antimonio, utilizzato nel processo produttivo del PET. Le ricerche mostrano che il fenomeno, generalmente molto contenuto alle normali temperature di conservazione, aumenta al crescere della temperatura e del tempo di esposizione.
Questo non significa che una bottiglia diventata calda renda automaticamente l’acqua pericolosa. Significa però che lasciare acqua confezionata in PET per periodi prolungati in ambienti molto caldi non corrisponde alle condizioni corrette di conservazione.
Su questo tema è interessante anche l’approfondimento pubblicato da Il Post sull’acqua lasciata nelle bottiglie all’interno delle automobili esposte al caldo.
E cosa succede negli uffici durante il weekend?
È proprio qui che il problema dell’acqua si collega a quello, più generale, delle temperature negli immobili della Banca.
Un ufficio già molto caldo durante la giornata lavorativa può raggiungere temperature ancora più elevate quando rimane chiuso per un intero fine settimana, soprattutto agli ultimi piani, negli ambienti maggiormente esposti al sole o dove la climatizzazione viene spenta nei periodi di chiusura.
I bottiglioni e le eventuali scorte d’acqua, però, possono rimanere lì per tutto il tempo.
Per questo riteniamo opportuno che la Banca verifichi le modalità e i luoghi di conservazione dell’acqua destinata al personale, in particolare negli immobili nei quali durante l’estate si registrano temperature elevate, comprese quelle raggiunte nei giorni di chiusura.
Cosa fare se trovate un bottiglione deformato
Se trovate un bottiglione deformato o con evidenti segni di esposizione anomala al calore:
- non utilizzatelo;
- chiedetene la sostituzione;
- se possibile, fotografatelo prima che venga rimosso;
- segnalateci l’episodio indicando immobile e piano.
Le segnalazioni ci consentiranno di capire se si tratta di episodi isolati oppure di un problema più diffuso e di chiedere, dove necessario, interventi specifici.
Hai trovato un bottiglione deformato dal caldo?
Mandaci una foto indicando l’immobile e il piano.
E resta una domanda che va oltre il singolo bottiglione: se in un ufficio il caldo è sufficiente a deformare in questo modo un contenitore in PET, è necessario interrogarsi anche sulle condizioni climatiche nelle quali lavorano le persone.
È per questo che FABI-BI continuerà a chiedere alla Banca di affrontare il problema delle temperature estive negli immobili in modo strutturale e non soltanto quando si manifesta l’ennesima criticità.
