Mensa: il problema è chi fa le domande?

Le domande rivolte dalla FABI-BI alla Banca sul servizio mensa erano semplici, circostanziate, basate su elementi verificabili.

  • I legumi sono serviti con la frequenza prevista dal capitolato?
  • La proposta vegetariana quotidiana è davvero equilibrata dal punto di vista nutrizionale?
  • L’App prevista dal capitolato per consultare i menu, prenotare i pasti e inviare rapidamente le segnalazioni è attiva?
  • Quali verifiche sono state svolte sul rispetto degli obblighi contrattuali?
  • Chi sono le persone responsabili e i referenti del servizio?

Le domande nascevano dal confronto tra capitolato, menu, ricette e strumenti concretamente a disposizione del personale, non da curiosità personale.

Sono anche questioni pienamente sindacali. Riguardano la salute e il benessere delle persone, la qualità di un servizio aziendale, l’esecuzione di un contratto, il corretto impiego delle risorse.

Dopo una prima risposta incompleta, avevamo rimesso ordinatamente in fila i punti ancora aperti nell’articolo “L’arte di non rispondere alle domande“, chiedendo un riscontro chiaro e puntuale.

L’ultima nota ricevuta dall’Amministrazione fornisce alcuni elementi, affronta solo in parte diverse questioni, ne lascia altre sostanzialmente irrisolte. In chiusura, invita le Organizzazioni Sindacali a evitare di entrare «in modo dettagliato e pervasivo» nei diversi profili del servizio.

Un richiamo fuori luogo

Il richiamo è fuori luogo perché una questione generale si accerta solo attraverso elementi concreti. Per capire se la preparazione vegetariana sia equilibrata occorre esaminare menu, ingredienti, grammature, frequenze. Per controllare il rispetto delle prescrizioni sui legumi bisogna contare le giornate e valutare il ruolo nutrizionale di ogni preparazione. Per controllare l’attuazione degli strumenti digitali serve confrontare le funzioni previste dal capitolato con quelle realmente disponibili.

Il dettaglio è il presupposto della verifica, non un eccesso da correggere.

Chiedere al Sindacato di fermarsi prima di quel livello di approfondimento significa impedirgli di accertare la portata delle questioni che rappresenta.

La metafora del giorno
“Prendersela con il termometro non fa scendere la febbre.”

La qualità del servizio mensa, la salute e il benessere del personale, il rispetto del capitolato, l’impiego delle risorse aziendali appartengono pienamente all’attività sindacale. La FABI-BI non accetta che il proprio campo d’azione venga delimitato unilateralmente da chi sta rispondendo alle sue domande, spesso solo parzialmente.

Continueremo il nostro lavoro con serietà, correttezza, disponibilità al confronto — e con la fermezza necessaria quando sono in gioco regole, tutele, interessi collettivi.

Legumi e offerta vegetariana: rassicurazioni senza riscontri

La Banca afferma che ogni giorno sono disponibili alternative vegetariane, con una «ampia varietà» di fonti proteiche vegetali. Ma è un’affermazione, non una verifica: basta consultare i menu sulla stessa app aziendale, o quelli pubblicati sull’intranet LOS, per vedere il contrario.

Per questo abbiamo analizzato l’intero ciclo estivo di quattro settimane, equivalenti a venti giornate lavorative.

Il capitolato stabilisce che la preparazione vegetariana debba essere disponibile ogni giorno ed equilibrata tra protidi, glucidi e lipidi. Prevede inoltre il servizio dei legumi dal martedì al venerdì, con rotazione e corretta preparazione.

Nell’analisi abbiamo contato come presenza significativa di legumi solo le preparazioni in cui rappresentano una reale fonte proteica vegetale, escludendo le quantità minime usate come ingrediente accessorio in piatti con carne, pesce o salumi.

 

Oggetto della verifica Previsto da capitolato Riscontrato Scostamento
Preparazione vegetariana quotidiana realmente equilibrata Ogni giorno (20 giornate su 20) Solo 3 giornate su 20 mostrano una presenza significativa di proteine vegetali 🔴 Grave scostamento
Legumi dal martedì al venerdì dal martedì al venerdì (16 giornate su 20) Solo 3 giornate su 20 🔴 Grave scostamento
Cereali + legumi come base proteica vegetale completa Presenza regolare e strutturale (20 giornate su 20) Solo 2 giornate su 20 🔴 Grave scostamento

Anche adottando un criterio molto più largo, e contando qualunque presenza accessoria di legumi, la frequenza resta sensibilmente inferiore a quella che il capitolato dovrebbe garantire.

Le linee guida della Banca e i menu della Banca

Nella maggior parte delle giornate, l’apporto proteico dell’alternativa vegetariana viene affidato soprattutto a uova e formaggi.

Mozzarella, ricotta, scamorza, Parmigiano e altri latticini possono far parte di un’alimentazione vegetariana, ma forniscono proteine animali. Non possono quindi essere ricompresi tra le fonti proteiche vegetali richiamate nella risposta.

La scelta appare ancora meno coerente se confrontata con le indicazioni sulla corretta alimentazione che la stessa Banca pubblica sulla propria Intranet. Quelle linee guida invitano a:

  • aumentare il consumo di legumi;
  • variare gli alimenti e le fonti nutrizionali;
  • associare legumi e cereali per ottenere proteine di buona qualità;
  • moderare il consumo dei formaggi per il loro elevato contenuto di grassi.
Nei menu analizzati avviene il contrario: i legumi compaiono raramente, l’alternativa proteica vegetariana è affidata spesso proprio ai latticini.

La Banca consiglia al personale più legumi e meno formaggi. Il servizio mensa organizzato dalla stessa Amministrazione propone la composizione opposta. Per rilevare questa incoerenza basta confrontare le indicazioni nutrizionali interne con il capitolato, le ricette, i menu effettivamente pubblicati.

 

Dove sono i legumi? Dove sono le proteine vegetali?
Giovedì 23 luglio 2026 Venerdì 24 luglio 2026
Menu mensa di giovedì 23 luglio 2026 Menu mensa di venerdì 24 luglio 2026
Nota sui fagiolini
I fagiolini appartengono botanicamente ai legumi, ma contengono circa 2g di proteine per 100g, un valore simile agli altri ortaggi e molto inferiore ai legumi tradizionali. Sono quindi un buon contorno, ma non una fonte proteica vegetale principale.

L’app prevista dal contratto è ancora incompleta

Anche la questione degli strumenti digitali era stata formulata con precisione.

Il capitolato prevedeva, entro trenta giorni dall’avvio della fornitura, un’applicazione accessibile da computer, tablet e smartphone, capace di garantire:

  • la consultazione dei menu;
  • la prenotazione dei pasti;
  • l’inoltro rapido delle segnalazioni.

La fornitura è iniziata il 1° gennaio 2024.

La risposta della Banca conferma che la web app oggi disponibile consente essenzialmente di consultare il menu. Le altre funzionalità risultano ancora in fase di sviluppo; per le segnalazioni viene richiamato il Modulo CS-MENSA, con l’annuncio di una futura integrazione con la piattaforma Pegaso.

Dopo oltre due anni e mezzo dall’avvio dell’appalto, lo strumento previsto dal contratto non è ancora pienamente operativo.

Il Modulo CS-MENSA richiede una procedura separata e poco immediata in quanto va reperito, scaricato, compilato e trasmesso via posta elettronica. Non è l’applicazione pensata per permettere al personale di segnalare in modo semplice e rapido, anche da dispositivo mobile.

Questa difficoltà d’uso può scoraggiare le segnalazioni quotidiane. I dati raccolti attraverso un canale così macchinoso rischiano di rappresentare solo una parte delle criticità realmente riscontrate.

L’annuncio di una futura integrazione con Pegaso conferma, a sua volta, che la funzione prevista dal contratto deve ancora essere completata.

La risposta avrebbe dovuto chiarire perché le funzionalità non siano state attivate entro i termini, quali obblighi siano stati contestati al fornitore, quali iniziative siano state adottate per ottenere l’adempimento ed entro quale data l’applicazione sarà pienamente operativa. Su questi punti, nessun riscontro.

Il controllo sul fornitore spetta all’Amministrazione

Di fronte alle nostre segnalazioni ci saremmo aspettati un esame puntuale dei fatti, il confronto con le prescrizioni contrattuali e gli interventi necessari in presenza di eventuali difformità.

Il servizio è stato affidato dalla Banca. Spetta quindi all’Amministrazione controllarne la corretta esecuzione e pretendere dal gestore il rispetto degli obblighi assunti.

Le Commissioni mensa svolgono un’importante funzione di vigilanza sul servizio e possono segnalare le criticità riscontrate. Non hanno però il potere di contestare formalmente le inadempienze, imporre adeguamenti o applicare penali. Queste responsabilità restano in capo alla Banca.

È evidente, per esempio, che la mancata attivazione completa dell’app prevista dal capitolato non può essere demandata alla Commissione mensa: riguarda direttamente l’esecuzione del contratto e le iniziative che l’Amministrazione deve assumere nei confronti del fornitore.

Il Sindacato raccoglie le segnalazioni del personale, consulta la documentazione disponibile, evidenzia le criticità e chiede che vengano svolte le verifiche necessarie. È esattamente ciò che abbiamo fatto.

La risposta difende la qualità dell’offerta e rinvia alcune soluzioni al futuro, senza fornire elementi sufficienti a superare le incongruenze rilevate. I documenti disponibili — e i pasti serviti nella mensa — continuano invece a mostrare criticità, incoerenze e difformità rispetto al capitolato.

Una difficoltà che va oltre la mensa

La vicenda della mensa non costituisce un episodio isolato. Lo stesso metodo di interlocuzione emerge anche in altri dossier sindacali.

Sulla polizza sanitaria nessuno dei dati richiesti è mai stato fornito: nemmeno la semplice relazione del broker poi sostituito. Anche la gara d’appalto per la nuova polizza, che dovrà coprire il triennio dal 1° luglio 2027 al 30 giugno 2030, è in ritardo. Le Organizzazioni Sindacali non sono ancora state convocate, mentre preparare e concludere una gara richiede secondo le stime dell’Amministrazione stessa in media quasi un anno di lavoro, e siamo già a fine luglio, nel pieno delle ferie estive.

Lo stesso schema si ripete ogni volta: tempi di risposta molto lunghi, riscontri selettivi, informazioni parziali, rinvii. Nel caso della mensa si aggiunge un elemento nuovo — il tentativo di stabilire fin dove il Sindacato possa approfondire una questione. Il tema riguarda anche, molto seriamente, la qualità concreta delle relazioni sindacali.

Dai convegni ai comportamenti

Solo pochi mesi fa la Banca ha promosso un convegno dedicato alle relazioni industriali. In quella sede sono stati richiamati il valore della comunicazione efficace, della trasparenza, del confronto preventivo, dell’analisi approfondita dei dossier.

Sono principi condivisibili e la loro credibilità si misura nell’attività quotidiana.

Una richiesta sindacale può essere accolta, respinta, ritenuta infondata, ma merita sempre una risposta il più possibile tempestiva, coerente con le domande formulate, sostenuta da dati e motivazioni comprensibili.

Le relazioni sindacali crescono quando le parti si confrontano nel merito, anche partendo da posizioni diverse. Si indeboliscono quando le richieste restano senza risposta, le informazioni arrivano solo in parte, l’approfondimento viene rappresentato come un’invasione di campo.

La FABI-BI continuerà a cercare il dialogo e ogni possibile spazio di mediazione. Continuerà anche a porre domande, documentare criticità, chiedere risposte verificabili.

Il ruolo di un sindacato autonomo e libero non è contrapporsi all’Amministrazione, ma contribuire a migliorarne le scelte nell’interesse dell’Istituto e di tutto il personale, rappresentando le persone, tutelando gli interessi collettivi e operando con indipendenza, senza accettare condizionamenti.

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