Sede informativa

Polizza sanitaria: avevamo ragione, ad aprile unica sigla a non firmare.

Siamo stati gli unici a non sottoscrivere l’accordo sulla polizza sanitaria e, purtroppo, i fatti ci hanno dato ragione. A chi pensa sia facile parlare “a posteriori”, ricordiamo che le nostre critiche e le nostre proposte sono messe nero su bianco nei numerosi articoli pubblicati mesi fa.

Oggetto:

Gara Polizza sanitaria

Ultimo incontro:

16 Aprile 2025

N° incontri

6

Note

Discussione:

L'esito della gara: un buco nell'acqua

Oggi 19 dicembre, l’Amministrazione ha comunicato che la gara per la nuova polizza sanitaria è andata deserta. Nonostante ben 27 società si fossero accreditate sul portale, nessuna ha presentato un’offerta, seppur in presenza di un significativo aumento dei premi del 35%.

Al momento sembrerebbe che le compagnie abbiano ritenuto il bando non sostenibile per i seguenti motivi:

  • Franchigie troppo basse e prestazioni richieste troppo ampie.

  • Target demografico critico: platea vasta con un’età media elevata.

  • Formula temporale (2 anni + 1 di proroga): in un mercato dove la sinistrosità è in forte aumento, la proroga è considerata un rischio eccessivo.

Le responsabilità: errori di valutazione e chiusura al dialogo

Come FABI-BI, avevamo previsto che il semplice aumento del premio non sarebbe bastato. Avevamo chiesto un’analisi seria per riformulare l’intera piattaforma, ricevendo in cambio una chiusura totale.

Le criticità di oggi mettono in discussione l’operato di chi ha gestito la trattativa:

  • L’errore del Broker: AON ha totalmente sbagliato le previsioni. Già a marzo avevamo denunciato che i loro dati non erano convincenti [leggi articolo].

  • L’errore dell’Amministrazione: fidarsi delle indicazioni di AON che, guarda caso, coincidevano con le richieste informali di Generali (aumento del 35%), si è rivelata una strategia fallimentare.

  • Proposte ignorate: nonostante le nostre ripetute richieste di dati — rimaste senza risposta — avevamo suggerito soluzioni radicali di modifica, come una copertura modulare per i pensionati (polizza base con pacchetti opzionali). Tuttavia, l’Amministrazione e la precedente Segreteria Generale hanno preferito mantenere lo status quo, convinti che il vecchio modello fosse ancora valido e non necessitasse di correzioni.

Cosa succede ora?

L’Amministrazione dovrà ora ridisegnare la base d’asta. La priorità assoluta è evitare il vuoto di copertura: è stato quindi avviato un dialogo urgente con Generali per ottenere una proroga tecnica della polizza in scadenza al 30 giugno 2026.

Meglio tardi che mai

Rimaniamo convinti che non servano piccoli aggiustamenti o ulteriori aumenti dei premi, ma un revisione strutturale dell’impianto della polizza che tenga conto delle reali dinamiche del mercato e delle esigenze dei colleghi, posizione condivisa dall’Amministrazione durante l’incontro di oggi.

Abbiamo chiesto di ricevere immediatamente i dati sulle criticità che hanno determinato il mancato appalto, per iniziare una contrattazione serrata e risolvere questo enorme problema.

Scrivici a segreteria@fabi-bi.it: il tuo contributo può diventare contenuto, richiesta formale e azione sindacale.

FABI-BI
Un sindacato autonomo e libero che ascolta, valuta e agisce

Può interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questa informazione

Partecipa alla discussione: