Un arbitro per i clienti, nessun arbitro per i dipendenti

In molte organizzazioni (aziende e istituzioni), le controversie interne vengono spesso gestite con meccanismi conciliativi: commissioni interne, arbitri, procedure alternative. Strumenti pensati per evitare contenziosi lunghi e costosi.
È quindi surreale che la Banca d’Italia – che da sempre denuncia l’impatto negativo della lentezza della giustizia civile sull’economia e promuove soluzioni conciliative come l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) – non preveda alcun meccanismo interno di ricorso per il personale dell’area manageriale. Questi ultimi, una volta ricevuta la valutazione sfavorevole, possono solamente rivolgersi alla giustizia esterna, con conseguenze economiche e temporali ben note anche all’istituto stesso.

Oggetto:

Un arbitro per i clienti, nessun arbitro per il personale

Data di riferimento:

11 Settembre 2025

Episodio:

1

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Nessuna tutela interna, solo vie esterne per i manager

Il contesto

A differenza del personale dell’area operativa, che può ancora presentare un ricorso interno al Direttore Generale contro il bollettino di valutazione, il personale dell’area manageriale non ha più a disposizione alcun istituto di conciliazione interna.
Chi si ritiene penalizzato o valutato ingiustamente deve rivolgersi direttamente alla giustizia esterna – TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica – con costi e tempi che la stessa Banca d’Italia, in altre sedi, ha più volte denunciato come un problema per il sistema Paese.

L’accesso agli atti come primo passo

In assenza di trasparenza, una valutazione può sembrare ingiusta solo nella percezione personale di chi l’ha subita. L’unico modo per verificare se davvero ci siano state irregolarità o disparità è ottenere e analizzare gli atti della procedura: verbali, comparazioni, schede di valutazione, note istruttorie, criteri applicati.

L’accesso agli atti è quindi fondamentale: non è un passaggio accessorio, ma la condizione stessa per poter pensare a un ricorso. Senza questi documenti, su cosa si potrebbe basare un ricorso al TAR? Sulla semplice convinzione di essere stati penalizzati? Sarebbe un terreno fragile e difficilmente difendibile.

Solo attraverso la documentazione si può capire se il giudizio sia stato formulato su basi corrette, coerenti e trasparenti o se, al contrario, vi siano elementi contestabili.

Fac-simile e supporto

Mettiamo a disposizione un fac-simile di istanza di accesso agli atti, utile come traccia generale.
È importante ricordare che ogni situazione è diversa: se hai dubbi, siamo disponibili a offrirti consulenza personalizzata.

Checklist rapida prima dell’invio
  • Specificità: elenca puntualmente i documenti richiesti (verbali, criteri, schede, comparazioni, feedback, ecc.).
  • Riferimenti: indica procedura, anno e messaggio amministrativo.
  • Norme: cita artt. 22 ss. L. 241/1990 e art. 5 D.Lgs. 33/2013.
  • Documento: allega sempre una copia valida del documento di identità.
  • Invio: trasmetti via PEC e conserva ricevute.
  • Tempi: la Banca deve rispondere entro 30 giorni. Se la risposta è incompleta, puoi presentare una nuova istanza più dettagliata.

 

E se la risposta non è esaustiva?

La legge prevede un termine di 30 giorni per fornire risposta a un’istanza di accesso agli atti. Nella prassi, la Banca risponde sempre entro i termini. Tuttavia, la documentazione trasmessa può risultare parziale o poco utile se la richiesta è stata formulata in modo troppo generico.

È importante sapere che un’istanza vaga (“si chiede copia di tutta la documentazione relativa alla procedura”) porta quasi sempre a ricevere solo schede sintetiche o allegati riassuntivi, senza i documenti di dettaglio che hanno realmente guidato le decisioni della commissione. In questi casi, l’unica soluzione è presentare una nuova istanza più precisa, elencando puntualmente i documenti richiesti.

Le indicazioni di buona prassi dicono chiaramente che l’accesso deve essere specifico e mirato, non generico. Più dettagliata è la domanda, più completa sarà la risposta.

Le due vie possibili (solo esterne)

Se, alla luce della documentazione, resta il dubbio (o l’evidenza) che ci sia stata un’ingiustizia, le strade percorribili per contestare una valutazione o un avanzamento sono soltanto due: il ricorso al TAR o il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

La tabella che segue ne sintetizza caratteristiche, costi e differenze principali.

Aspetto Ricorso al TAR Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica
Termine 60 giorni dalla pubblicazione/notifica 120 giorni dalla pubblicazione/notifica
Chi decide TAR Lazio (Roma) Presidente della Repubblica su parere del Consiglio di Stato
Costi indicativi ~ €650-750 (contributo unificato), €3.000-6.000 (legali) ~ €300-400, €1.500-3.000 (legali)
Tempi medi 1-3 anni (cautelare in pochi mesi) 2-4 anni
Misure cautelari Sì (sospensiva) No
Se si vince Annullamento dell’atto; procedura rifatta; rimborso spese Idem
Se si perde Condanna alle spese (2.000-4.000 €) Condanna alle spese (spesso più contenute)
Successivi gradi Appello al Consiglio di Stato Decisione definitiva (no appello), solo revocazione in casi tassativamente indicati dalla legge.

Come si vede, entrambe le vie hanno costi, tempi e limiti significativi. Ed è proprio per questo che diventa evidente la necessità di ripensare anche all’interno della Banca d’Italia un meccanismo di conciliazione, capace di offrire ai dipendenti una tutela rapida, equilibrata ed efficace prima di arrivare al giudice.

Perché è una contraddizione evidente?

La Banca d’Italia non è nuova a denunciare l’onere della lentezza dei tribunali. Già nel 2011, il Governatore affermava:

«Il governatore della Banca d’Italia attribuisce alla lunghezza dei processi civili la perdita di un punto di PIL per l’economia italiana. Una giustizia lenta […] spinge il sistema economico e le imprese ad adottare comportamenti […] volti a minimizzare il rischio di incorrere in giudizio.» Lavoce.info

Inoltre, l’istituto promuove attivamente strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, come l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF):

«L’ABF è un organismo indipendente e imparziale … sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia.»

«Rappresenta un’opportunità di tutela più semplice, rapida ed economica rispetto a quella offerta dal giudice ordinario.» Arbitro Bancario Finanziario

Eppure questa attenzione alla conciliazione e all’efficienza non trova riscontro nei confronti dei propri dipendenti. L’assenza di un qualsiasi strumento interno di ricorso obbliga il personale dell’area mangeriale a rivolgersi esclusivamente alla giustizia esterna: una strada onerosa, lenta e distante dal contesto lavorativo. È una incongruenza evidente per un’istituzione che da anni richiama l’urgenza di ridurre i costi della giustizia e che si è data il compito di offrire al Paese strumenti rapidi ed economici di composizione delle controversie.

Una proposta per colmare il vuoto

Una commissione indipendente anche in Banca d’Italia

Alla luce di quanto detto, non basta denunciare la mancanza di tutele: occorre avanzare una proposta concreta. In molte organizzazioni pubbliche e private esistono già strumenti interni di conciliazione, con l’obiettivo di ridurre il contenzioso giudiziario e garantire ai lavoratori e alle lavoratrici una sede di riesame rapida ed equilibrata.

La Banca d’Italia potrebbe istituire un organismo indipendente di conciliazione, valido per entrambe le aree – manageriale e operativa – superando così i limiti dell’attuale ricorso al Direttore Generale previsto per l’Area operativa.

Come funzionerebbe
  • Composizione mista: rappresentanti dell’Amministrazione, rappresentanti sindacali, dipendenti estratti a sorte da un elenco di volontari per garantire imparzialità.

  • Competenze: riesame dei ricorsi contro bollettini di valutazione e procedure di avanzamento e di assegnazione dei livelli.

  • Decisioni: adottate a maggioranza, con efficacia interna ma senza precludere il ricorso al TAR o al Presidente della Repubblica.

I vantaggi
  • Riduzione del contenzioso esterno, con risparmio di tempi e costi.

  • Maggiore trasparenza e fiducia nelle procedure di carriera.

  • Coerenza istituzionale, perché un organismo di questo tipo sarebbe in linea con il ruolo che la Banca svolge verso l’esterno con l’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) e con la sua costante attenzione ai temi dell’efficienza della giustizia.

 

FABI-BI c’è

Crediamo che una commissione interna indipendente possa rappresentare una vera tutela per tutte e tutti. Per questo vi invitiamo a partecipare al confronto e a farci avere idee e proposte: il contributo di ciascuno è fondamentale. Scriveteci, vi leggeremo con attenzione.

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