Il 1° ottobre sono stati conferiti due incarichi di Capo Divisione senza la procedura di vacancy prevista dal Regolamento.

Abbiamo inviato una PEC all’Amministrazione per chiedere chiarimenti: vogliamo evitare che simili pratiche si consolidino in un quadro già critico per la trasparenza.

Non è solo una questione “astratta” di regole, ma un meccanismo che incide direttamente sulle prospettive di carriera di tutti.

Oggetto:

Nomine senza vacancy

Data di riferimento:

2 Ottobre 2025

Episodio:

1

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Cosa è accaduto

Con provvedimento del 1° ottobre (prot. n. 1886735) l’Amministrazione ha nominato i titolari della Divisione Vigilanza della Filiale di Firenze e della Divisione Segreteria della Sede di Roma.
Il comunicato si è limitato a riportare i nomi, senza alcuna motivazione né riferimento alle procedure adottate.
Questa scelta contrasta con la prassi ordinaria: l’art. 68 del Regolamento del Personale prevede che le posizioni di Capo Divisione siano attribuite tramite procedura di vacancy, salvo rare eccezioni da motivare in modo esplicito.

Regolamento del Personale — Estratti normativi
Art. 68, comma 3
«L’attribuzione delle posizioni organizzative di Vice Capo Servizio o Sede, di Capo o Vice di Succursale e di Capo di unità di base avviene in via ordinaria mediante la procedura di vacancy.»
Art. 7 — Conferimento di speciali incarichi
«In relazione a eccezionali esigenze di servizio, le funzioni inerenti alla posizione di Capo o sostituto di Strutture e a quella di Capo di unità di base possono essere temporaneamente attribuite, a titolo di speciale incarico, a dipendenti inquadrati in segmenti inferiori a quello cui sono associate le relative posizioni.
La copertura di tali posizioni non attribuisce titolo all’avanzamento al segmento superiore, ma è considerata a tali fini insieme al complessivo profilo professionale del dipendente, ai sensi del secondo comma dell’art. 64.»
Art. 69 — Attribuzione mediante vacancy
«Qualora una posizione organizzativa rimanga scoperta per assenza di candidature o per mancanza di profili idonei a seguito della selezione, l’Amministrazione può riaprire la procedura o procedere al conferimento d’ufficio dell’incarico.»

Perché chiediamo chiarimenti

Non risultano, per queste due posizioni, né vacancy aperte, né conferimenti d’ufficio a seguito di selezioni andate deserte, né “speciali incarichi” motivati da eccezionali esigenze di servizio (art. 7).
Per questo motivo abbiamo inviato oggi una PEC all’Amministrazione, chiedendo:

  • quale procedura sia stata seguita;

  • la base normativa di riferimento;

  • quali ragioni di “urgenza o eccezionalità” abbiano eventualmente giustificato queste decisioni.

Le esigenze di trasparenza e imparzialità, oltre ad essere previste dal Regolamento del Personale, assumono ancora maggiore valenza in questa fase di riassetto della Rete Territoriale, in cui dovranno essere ricollocati anche colleghi che già occupano una posizione funzionale.

Non è solo una questione “astratta” di regole, ma un meccanismo che incide direttamente sulle prospettive di carriera di tutti, perché:

  • nelle procedure di avanzamento a Direttore (art. 64/I del Regolamento del Personale e norme collegate) la copertura di posizioni organizzative è un criterio rilevante;

  • quindi, se certe posizioni vengono attribuite “fuori regola” o in modo discrezionale, il vantaggio dato a pochi rischia di pesare nei futuri scrutini e selezioni;

  • questo significa che anche chi oggi pensa “non mi riguarda” potrebbe trovarsi domani penalizzato in un confronto, perché qualcun altro avrà avuto accesso a un incarico in modo opaco.

I dati: la vacancy è la regola

Dal 2025 ad oggi sono state pubblicate 55 vacancy per Capo Divisione:

  • 39 già concluse (di cui 27 presso le Rete territoriale)

  • 16 in corso (di cui 8 presso la Rete territoriale)

Questi numeri dimostrano che la vacancy è la modalità ordinaria e consolidata di selezione.
Proprio per questo, l’assenza di vacancy nelle due nomine del 1° ottobre non può passare inosservata: rischia di aprire la strada a una prassi discrezionale in un quadro di trasparenza già compromesso.

La nostra posizione

Non si tratta solo di chiarire due casi specifici, ma di garantire che le regole valgano per tutti e che le eccezioni restino davvero tali, motivate e temporanee.
È nell’interesse dell’intera comunità professionale che le procedure di selezione restino trasparenti e improntate al merito.

Come abbiamo fatto con la serie Capire gli avanzamenti continueremo a vigilare e a proporre miglioramenti, perché siamo convinti che la trasparenza sia la sola garanzia di fiducia e motivazione per il futuro.

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