Organici 2026, avanzamenti e distribuzione: quale banca stiamo costruendo?

L’Amministrazione ha presentato il piano organici 2026–2028, che porta la Pianta Organica (P.O.) a 7.300 unità, il livello più alto degli ultimi quindici anni.
Il piano prevede un aumento consistente di assunzioni e avanzamenti, con l’obiettivo dichiarato di sostenere i nuovi compiti della Banca – dalla trasformazione digitale al nuovo quadro europeo per l’antiriciclaggio – ma la distribuzione delle risorse e delle opportunità resta fortemente sbilanciata.

In questo articolo si passa in rassegna: le percentuali dichiarate, il rapporto interno/esterno, la distribuzione delle carriere e l’effetto sul divario retributivo.

Oggetto:

Organici 2026, avanzamenti e distribuzione: quale banca stiamo costruendo?

Data di riferimento:

11 Novembre 2025

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Trend 2024–2026: crescita numerica, squilibrio interno

In tre anni le assunzioni passano da 231 nel 2024 a 400 (+50 ulteriori) nel 2026.
Le assunzioni nell’Area Manageriale (AM) raggiungono 181 unità, quelle nell’Area Operativa (AO) 219.
I passaggi interni AO→AM aumentano da 41 (2024) a 50 (2026), ma restano marginali.
La quota destinata alla Rete Territoriale si stabilizza a circa un terzo dei nuovi ingressi.

In sintesi:

  • crescita forte della P.O., ma senza reale riequilibrio interno;

  • aumento stabile dei ruoli apicali;

  • valorizzazione limitata della mobilità interna e dei profili operativi.

Amministrazione centrale vs Rete territoriale.
La nuova Pianta Organica (PO) di 7.300 unità mantiene la Rete a 1.974 addetti, ma ribilancia all’interno: più risorse sulle Sedi maggiori e su funzioni come antiriciclaggio, tutela della clientela, educazione finanziaria, ICAS. In questa sede l’Amministrazione per la prima volta chiarisce che non procede a “Rafforzare la Rete”, ma a ricomporre, quindi senza aumentare il bacino, concentrando presidi e competenze.
Interno vs Esterno
L’Amministrazione prevede solo 50 passaggi interni AO→AM (45 a Esperto + 5 a Consigliere) a fronte di 181 assunzioni esterne nell’Area Manageriale. La carriera interna resta marginale rispetto al reclutamento dall’esterno.
Denominatore delle percentuali
Molte percentuali vengono riportate (es. “55% Area Operativa”) senza precisare se si riferiscano a 400 ingressi “a piano” o ai 450 totali previsti. Un’informazione incompleta che può alterare la percezione dei dati.

Quale Banca stiamo costruendo?

Centralità dell’Amministrazione centrale (AC) e delle sedi maggiori

La P.O. resta stabile nella Rete, ma si ricompone a favore delle Sedi grandi e delle funzioni “di frontiera” (antiriciclaggio, tutela della clientela, educazione finanziaria, ICAS).
È un modello centripeto, basato su un presidio specializzato e su una riduzione della rete territoriale.

Reclutamento esterno prevalente

L’ingresso di 174 profili manageriali dall’esterno contro 45 passaggi interni dall’Area Operativa evidenzia un modello che privilegia l’assunzione diretta di competenze già formate, riducendo gli spazi di crescita per chi è già dentro la Banca.
I 45 posti da Esperto (34 amministrativi e 11 tecnici) rappresentano un piccolo passo avanti, ma non riequilibrano il differenziale con le assunzioni esterne.
La mobilità verticale interna resta stretta e fortemente selettiva.

Reclutamento ad alta specializzazione

L’elevata quota di assunzioni in profili ICT, data, cyber, giuridici e ingegneristici risponde all’esigenza di prontezza operativa su euro digitale, DORA e antiriciclaggio.
È una strategia comprensibile, ma che conferma la scelta di sostituire l’investimento sulla formazione interna con l’acquisizione dall’esterno.

Rischio motivazionale

Una base operativa che non intravede prospettive concrete rischia di perdere coesione e senso di appartenenza.
Parliamo del 45,5 % del personale complessivo, composto da oltre 3.100 colleghi e colleghe dell’Area Operativa (dato intranet al 31.12.2024).

Avanzamenti e divari retributivi

Siamo soddisfatti dell’aumento delle posizioni nell’Area Manageriale, in particolare per i passaggi a Direttore e Consigliere, che riconoscono competenze e responsabilità importanti.
Tuttavia, i profili superiori continuano ad acquisire rapidamente risorse e scatti, mentre l’Area Operativa si muove su percorsi troppo lenti e scarsamente valorizzati.
Il risultato è un divario retributivo crescente, in contrasto con gli stessi obiettivi di equità economica richiamati dalla Banca nei propri rapporti pubblici.

Area Manageriale

  • 45 passaggi a Direttore (5 % dei promovibili) e 150 a Consigliere (28,2 %).

  • Avanzamenti economici: 60 % Direttori, 30 % Consiglieri di 1° anno, 80 % al 2° anno; 25 % Esperti di 1° anno, 80 % al 2°.
    Percentuali che premiano il merito ma ampliano la distanza dai livelli inferiori.
    Per un’analisi dettagliata dei livelli economici e dei cicli biennali dell’Area Manageriale, si rimanda all’approfondimento dedicato nella serie Capire gli Avanzameneti Livelli e avanzamenti: un’opacità che si moltiplica  e all’approfondimento dedicato alle statiche sugli avanzamenti dei livelli Livelli e probabilità: i dati 2025 confermano squilibri e opacità

Area Operativa

  • 50 passaggi verso l’AM (45 a Esperto, 5 a Consigliere), troppo pochi rispetto alla platea dei promovibili:

    • 45 posizioni su 2188 colleghi promovibili: pari al 2%
    • 5 posizioni su 672 colleghi promovibili: pari allo 0,7%
  • 150 avanzamenti interni totali, pari al 6 % dei promovibili, che scendono al 4 % escludendo i passaggi quasi automatici (Assistente, Operaio di 3ª categoria).
    In molti gradi le percentuali restano pari a zero o marginali.

Un dato particolarmente significativo: prima della riforma dell’Area Operativa, il grado di Coadiutore rappresentava il livello di ingresso dei laureati, equivalente all’attuale Esperto dell’Area Manageriale.
Oggi un Coadiutore può al massimo:

  • diventare Expert tramite concorso, quindi con un salto formale ma a pari livello funzionale, oppure

  • aspirare, con basse probabilità a un posto da Consigliere.

Una prospettiva che, di fatto, ricolloca nella stessa posizione — e senza reali prospettive di crescita — sia chi ha percorso con dedizione la carriera interna, sia gli ultimi laureati assunti in quel grado e non reinquadrati, entrambi oggi confinati in un ruolo di Expert “di serie B”.
Così, una parte consistente del personale vede azzerata la continuità di carriera e ridotta la possibilità di valorizzazione professionale.

La questione vera non è “quanti Direttori servano”, ma quale struttura di base li sostenga.
Un equilibrio sostenibile richiede che a ogni posizione apicale corrisponda una rete di professionalità operative e intermedie valorizzate, non una base compressa e priva di prospettive.
Una Banca solida non si misura dal numero dei Direttori, ma dalla forza e dalla motivazione di chi ne regge ogni giorno le funzioni.

*Consistenza ad agosto 2025

Dati chiave 2026 (sintesi)

Voce Valore Fonte
Ingressi esterni AM (2026) 181 7 Consiglieri/Avvocati + 141 Esperti + 33 Esperti tecnici – All. 1
Ingressi esterni AO (2026) 219 Infografica Assunzioni 2026 – All. 5
Totale assunzioni esterne “a piano” 400 +50 ulteriori profili da definire
% AM su base 400 45,25 % 181 / 400
% AO su base 400 54,75 % 219 / 400
Passaggi interni AO→AM 50 45 Esperto + 5 Consigliere – All. 3
…di cui Rete 16 15 Esperto + 1 Consigliere – Filiali
Quota Rete (assunzioni esterne) ≈ 1/3 dei 400 Formula testuale nelle slide

Le nostre richieste minime di trasparenza

La presentazione numerica può essere uno strumento di comunicazione, ma quando denominatori, basi di calcolo e numeri dei posti non sono esplicitati, il rischio è che diventi strumento di marketing anziché di informazione.
Come sindacato, chiediamo che i dati sugli organici e sugli avanzamenti vengano sburocratizzati e resi leggibili, perché dietro ogni cifra ci sono carriere, prospettive e scelte di vita di migliaia di persone.

  1. Ogni percentuale deve indicare chiaramente il denominatore (es. “219 su 400 assunzioni”, non un generico “55%”).
  2. Rendere pubblica la tabella per grado (prima/dopo) con eventuali riduzioni nette di personale per ruolo e conseguenze sui fabbisogni futuri.
  3. Indicare nei documenti ufficiali anche per l’Area Manageriale, oltre al numero delle promozioni, il numero degli scrutinabili, per misurare la reale estensione delle opportunità.
  4. Pubblicare in modo separato il numero e l’impatto economico delle risorse destinate agli avanzamenti interni (AO→AM, AO→AO, AM→AM) e alle assunzioni esterne, per evidenziare il canale interno e la sua incidenza complessiva sul budget.
  5. Esplicitare la quota di risorse finanziarie complessive destinata ogni anno agli avanzamenti, distinguendo per area, segmento e grado o qualifica, così da garantire un’informazione chiara e verificabile.
  6. Stabilire e comunicare obiettivi di riequilibrio tra vertice e base, destinando una quota maggiore delle risorse per la crescita professionale all’Area Operativa.

Queste informazioni non richiedono nuovi dati retributivi, ma trasparenza sui criteri di allocazione delle risorse destinate agli organici e agli avanzamenti.
Solo una lettura chiara di “quanto e dove si investe” può consentire alle rappresentanze sindacali di valutare la coerenza tra obiettivi dichiarati e politiche effettive.

Conclusione

L’espansione della Pianta Organica e l’aumento delle assunzioni sono segnali positivi, ma la struttura che si disegna resta sbilanciata:
più Direttori e Consiglieri, pochi canali di crescita per la base.
Una Banca sostenibile e coesa ha bisogno di proporzioni chiare, percorsi di carriera coerenti e criteri trasparenti.
La FABI-BI continuerà a chiedere che i numeri – finalmente – riflettano un modello equo, in cui tutte le componenti del personale abbiano prospettive reali di crescita.

L’analisi esposta evidenzia la necessità di una riforma urgente della carriera nell’Area Operativa e di una revisione dell’Area Manageriale alla luce delle criticità già segnalate dalla FABI-BI (cfr. “Capire gli avanzamenti”) e da molte altre organizzazioni sindacali.

Per dare alla Banca un assetto coerente con le sfide del futuro, la strada più giusta è superare la separazione tra le due aree, creando un sistema unico di sviluppo professionale, fondato su criteri di merito, trasparenza e pari opportunità.

 

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