Trattativa

Aggiornamenti sul premio di produzione e scenari futuri

Lo scorso 25 novembre, presso il Servizio Banconote del Polo Tuscolano, si è tenuto un importante incontro negoziale sul premio di produzione e sul suo futuro.

Nell’articolo riportiamo i passaggi chiave emersi dal confronto.

Oggetto:

Premio di produzione del Servizio Banconote

Ultimo incontro:

25 Novembre 2025

N° incontri

2

Note

Il primo incontro si è tenuto il 13/11/2025

Discussione:

A che punto siamo?

Premio di produzione e futuro del Servizio Banconote: i punti chiave

Il confronto ha mostrato un elemento centrale: l’Amministrazione vuole arrivare rapidamente alla firma dell’accordo e ribadisce che la produzione delle banconote resterà interna. Nessuna esternalizzazione è prevista: la stampa in-house è considerata un presidio strategico.

Le proposte dell’Amministrazione: stabilità e nuovi orizzonti produttivi.

Sul piano economico, l’Amministrazione conferma quanto già emerso:

  • mantenere l’attuale valore del premio di produzione;

  • portare la durata dell’accordo da 3 a 6 anni.

Secondo la Banca, questa scelta servirebbe a dare continuità e stabilità al personale, in un momento in cui la produzione futura è incerta, anche per l’arrivo della terza serie dell’euro. Le stime interne indicano volumi più bassi della capacità produttiva. Per compensare il calo, si sta valutando di ampliare le commesse di stampa per valute estere, una pratica già presente ma oggi limitata.

La richiesta di flessibilità operativa

Per gestire i periodi di bassa produzione, la Delegazione aziendale propone un modello di “efficienza allocativa”: nei periodi di rallentamento, una parte del personale sarebbe inviata temporaneamente in missione presso la rete delle filiali.
L’Azienda afferma che:

  • la partecipazione sarebbe volontaria;

  • l’ampliamento mansionistico avrebbe durata minima di un anno;

  • il premio di produzione sarebbe garantito;

  • le missioni offrirebbero un ristoro economico aggiuntivo;

  • la mobilità potrebbe accelerare i percorsi di carriera.

 

La posizione della FABI-BI

Abbiamo accolto favorevolmente la conferma dell’importo del premio di produzione e l’estensione della validità dell’accordo a 6 anni. Tuttavia, per quanto attiene l’efficienza allocativa indicata dalla Delegazione aziendale abbiamo espresso la necessità di cautela e approfondimento.

In primo luogo, abbiamo chiesto un documento scritto per analizzare nel dettaglio la proposta di adibire i colleghi a mansioni diverse dalle proprie. Temiamo, infatti, che l’espressione ampliamento mansionistico — letto anche alla luce di recenti job posting per operai con ampliamento mansionistico — possa celare una riqualificazione mascherata (da operai ad amministrativi) senza i dovuti riconoscimenti. Questo cambiamento avrebbe impatti su carriera, retribuzione e operatività. La FABI-BI ritiene che qualsiasi modifica strutturale debba essere oggetto di una negoziazione specifica e che non possa essere introdotto in modo surrettizio.

In secondo luogo, abbiamo manifestato forti dubbi sulla strategia delle commesse estere. Si tratta di attività fuori dal perimetro BCE, che introducono una logica di gestione “privatistica” legata alla capacità commerciale della dirigenza, pur senza le qualifiche e responsabilità tipiche di un datore di lavoro privato. Riteniamo che tale strada non offra le necessarie garanzie di certezza, anzi, introduca un forte grado di aleatorietà.

Conclusioni

L’incontro ha confermato la volontà di stabilizzare il premio di produzione attraverso un accordo più lungo, ma ha anche aperto nodi importanti sul futuro del personale: mobilità, ampliamento delle mansioni, gestione dei periodi di calo produttivo.

Attendiamo ora il testo scritto promesso dall’Azienda per analizzare in modo rigoroso la proposta sull’efficienza allocativa. Il nostro obiettivo resta chiaro: tutelare stabilità, sicurezza professionale e prospettive dei colleghi in una fase di transizione complessa per il Servizio Banconote.

Nei prossimi incontri continueremo a lavorare su un equilibrio concreto: proteggere l’occupazione e, allo stesso tempo, rispondere alle esigenze operative della Banca d’Italia in un quadro produttivo che si annuncia instabile.

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