Giorno: Dicembre 9, 2025

Molte pratiche che chiamiamo “gavetta” non hanno nulla a che fare con la formazione. Sono forme di violenza e sopraffazione che colpiscono chi entra nel mondo del lavoro: mansioni personali, pressioni, rinuncia ai diritti, sicurezza ignorata, relazioni intimidatorie. La società le normalizza — “capita a tutti, è gavetta” — trasformando l’abuso in rito di passaggio. Distinguere l’apprendimento dalla sottomissione è il primo passo per proteggere chi inizia e per riconoscere una violenza che, proprio perché quotidiana, rischiamo di non vedere più.
Il modello ibrido è oggi la modalità ordinaria di lavoro. Chi non può accedervi, non per scelta ma per natura della mansione, sostiene costi maggiori e vincoli non compensati. Come già avviene per i turni, chiediamo un’indennità che ristabilisca equità in base ai principi di proporzionalità e compensazione del disagio.
È partita la trattativa sull’orario di lavoro. L’Amministrazione ha indicato alcuni principi, ancora generali. Per noi è essenziale tradurli in fatti: per questo chiediamo da subito un indennizzo per chi non può accedere al lavoro delocalizzato e il riconoscimento del buono pasto ai lavoratori da remoto. Avviamo inoltre la serie “Capire l’orario di lavoro”, che offrirà una guida chiara a tutti gli istituti che regolano il nostro tempo di lavoro.
Accettata la proposta sull'efficienza all'1,6%: 1% strutturale, 0,3% una tantum (pagati a gennaio '26) e 0,3% alla Lump sum. FABI-BI apre il dialogo per legare i futuri aumenti all'inflazione (IPCA) anziché alla sola efficienza.