Queste considerazioni sono nate ascoltando l’esperienza di mia figlia durante uno stage:
mansioni non pertinenti, richieste personali, scarsa sicurezza, riposi inesistenti, atteggiamenti invadenti.
Nulla a che fare con l’apprendimento di un mestiere.
Ma ciò che mi ha colpito di più sono state le reazioni:
“È così dappertutto.”
“Se non sopporti non ti prenderanno mai.”
“È gavetta.”
Una frase che funziona quasi come un’autoassoluzione collettiva: se tutti l’hanno subita, allora non può essere abuso.
Quando il malessere non è considerato legittimo finché non si arriva all’estremo
C’è un dettaglio che rende ancora più evidente quanto il fenomeno sia normalizzato.
Quando mia figlia ha raccontato alla responsabile del corso e a un imprenditore di fiducia il disagio vissuto durante lo stage — mansioni improprie, pressione, sicurezza assente — la prima domanda che ha ricevuto è stata:
«Ti hanno abusata sessualmente?»
Alla sua risposta negativa, la conversazione cambiava tono, quasi a dire che tutto il resto non fosse sufficiente per giustificare la richiesta di interrompere lo stage.
E lei, giustamente, ha risposto:
«Ma si deve arrivare a questo per potersi lamentare?»
Questa reazione racconta bene l’idea, molto radicata, che l’abuso di potere, la pressione psicologica, l’intimidazione, l’assenza di sicurezza e la svalutazione non siano forme di violenza.
Finché non si arriva all’estremo — molestie, aggressioni — tutto il resto viene assorbito nella parola “gavetta”.
Per gli uomini è ancora peggio: non avendo una categoria socialmente riconosciuta di “abuso estremo”, restano senza alcun codice legittimo per esprimere un malessere.
Il risultato è che tutto ciò che non è reato penale diventa “normale”, inevitabile, e “parte del mestiere”.
Una risposta
Dalla Stampa del 23 dicembre.
Interventi sulla legge di bilancio (…)
Nel testo uscito dalla commissione – che recepisce tutte le modifiche approvate – è spuntato un emendamento che salva gli imprenditori condannati dai giudici per aver sottopagato i lavoratori.
Si tratta di una sorta di scudo che esenta le imprese dal pagamento degli arretrati a seguito del ricorso di un dipendente. Scoppia la bufera, con le opposizioni e i sindacati in prima linea contro questa misura. In serata la commissione bilancio si riunisce e ritira l’emendamento di Fratelli d’Italia, che peraltro era stato ripresentato dopo essere stato già bocciato dal decreto Ilva.
Gavetta e sfruttamento legalizzato