Per alcune vacancy la proroga si può fare. Per il part-time no?

Il 21 luglio la Banca ha pubblicato il bando annuale per il part-time, fissando al 3 agosto il termine per presentare le domande. Tredici giorni.

Lo stesso giorno abbiamo scritto all’Amministrazione chiedendo di spostare la scadenza all’11 settembre e, per il futuro, di collocare il bando in un periodo dell’anno più adatto (ne avevamo dato conto qui).

La ragione era semplice: tredici giorni, nel pieno delle ferie estive, possono essere un tempo formalmente disponibile ma concretamente molto difficile da utilizzare.

La domanda di part-time richiede di accedere agli strumenti aziendali, consultare la documentazione, verificare i posti disponibili, confrontarsi eventualmente con la propria struttura e gestire personalmente gli adempimenti necessari. Il bando prevede infatti che la domanda venga presentata tramite Siparium e, in caso di impossibilità della persona interessata, contempla anche la possibilità che intervenga l’unità segretariale con la funzione “Lavora per”.

In quelle settimane, però, molte persone sono in ferie, possono trovarsi lontane dalla sede o all’estero e avere maggiori difficoltà ad accedere agli strumenti aziendali e a gestire autonomamente la procedura.

Non abbiamo ricevuto risposta.

Nelle stesse settimane la Banca ha aperto tre selezioni per posizioni di responsabilità. A quel punto il confronto tra tempi e proroghe diventa inevitabile.

Tre selezioni e un bando: una sola proroga

Procedura Posizioni Provvedimento Scadenza iniziale Tempo disponibile Proroga
Part-time – Area Operativa 539 posizioni 21 luglio 3 agosto 13 giorni Nessuna
AC – Servizio Bilancio 1 posizione: Capo Divisione Contabilità 24 luglio 20 agosto 27 giorni Nessuna
AC – Vigilanza 2 posizioni: Vice Capo Servizio Rapporti istituzionali di vigilanza; Vice Capo Servizio Supervisione bancaria 1 31 luglio 24 agosto 24 giorni Nessuna
Rete territoriale 8 posizioni: 1 Capo Filiale, 6 Vice Capi di Sede/Filiale, 1 Capo Divisione GSP 3 agosto 3 settembre 31 giorni Fino al 15 settembre

Il bando part-time metteva a disposizione 539 posizioni per il personale dell’Area Operativa.

In Amministrazione centrale sono state aperte una posizione di Capo della Divisione Contabilità del Servizio Bilancio, con scadenza il 20 agosto, e due posizioni di Vice Capo Servizio nell’ambito della Vigilanza, con scadenza il 24 agosto.

La sessione per la Rete territoriale comprendeva invece otto posizioni: il Capo della Filiale di Foggia, il Vice Capo della Sede di Napoli, i Vice Capi delle Filiali di L’Aquila, Padova, Perugia, Potenza e Salerno e il Capo Divisione GSP della Filiale di Pescara. Il termine era fissato al 3 settembre.

Poi, il 10 agosto, solo quest’ultima sessione è stata prorogata fino al 15 settembre.

La motivazione indicata dalla Banca è esplicita:

«Al fine di assicurare la massima partecipazione alle selezioni».

Una scelta del tutto ragionevole.

Ma è proprio da qui che nascono le domande.

La proroga è andata proprio alla procedura che aveva già più tempo

Delle tre procedure di vacancy, quella per la Rete territoriale era già quella con il termine più ampio: trentuno giorni.

Con la proroga ne ha ottenuti altri dodici, arrivando a quarantatré giorni.

Le altre due, con scadenza il 20 e il 24 agosto, sono rimaste immutate proprio nel periodo tradizionalmente più interessato dalle ferie.

La sessione prorogata era anche quella che comprendeva il maggior numero di posizioni: otto complessivamente. È possibile che la Banca abbia valutato una platea potenziale più ampia o particolari esigenze di copertura della Rete. Ma, se questo è stato il criterio, sarebbe utile saperlo.

Perché l’esigenza di garantire la massima partecipazione è stata riconosciuta per queste otto posizioni e non per le altre vacancy?

C’è poi un altro elemento.

Le candidature alle vacancy possono essere presentate tramite Launchpad anche via Internet, utilizzando dispositivi mobili.

Per il part-time, invece, la domanda passa attraverso Siparium e lo stesso bando prevede un meccanismo sostitutivo nel caso in cui la persona interessata non possa provvedere direttamente.

Il confronto con il part-time diventa quindi ancora più evidente: 539 posizioni, tredici giorni a cavallo tra luglio e agosto, nessuna proroga.

Non sappiamo naturalmente quante persone fossero effettivamente interessate alle diverse procedure. Ma la platea potenziale del part-time è certamente molto più ampia e riguarda un istituto che incide direttamente sull’organizzazione della vita lavorativa e familiare.

Una precisazione doverosa: mentre scriviamo, né il termine del 20 agosto né quello del 24 agosto sono ancora scaduti. Una proroga può quindi ancora arrivare e, se arriverà, ne daremo conto.

Una differenza c’è, ma non risolve il problema

Va riconosciuta una differenza tra le vacancy e il bando del part-time.

Una vacancy risponde a un’esigenza organizzativa che si presenta in un determinato momento e la sua pubblicazione può essere meno prevedibile.

Il bando per il part-time, invece, è una procedura annuale. Chi è interessato sa che ogni anno verranno messe a disposizione le posizioni e può quindi aspettarsi l’apertura della relativa sessione.

È una differenza reale, ma non basta a rendere ragionevole una finestra di appena tredici giorni, interamente collocata tra la seconda metà di luglio e l’inizio di agosto.

Sapere che il bando uscirà non significa sapere esattamente quando uscirà, quali saranno i posti disponibili nella propria Struttura e quanto tempo verrà concesso per presentare la domanda.

E soprattutto non risolve il problema materiale di una scadenza che cade proprio nel periodo in cui molte persone sono in ferie, possono trovarsi lontane dalla sede e avere maggiori difficoltà a gestire autonomamente la procedura.

C’è poi un aspetto specifico del part-time.

Tra le persone interessate possono esserci lavoratrici e lavoratori che stanno valutando una diversa organizzazione dell’orario proprio per esigenze familiari. Il periodo estivo può essere quello in cui queste esigenze diventano più pesanti: scuole e nidi sono chiusi o funzionano in misura ridotta e molte famiglie concentrano proprio in queste settimane una parte importante delle ferie.

È quindi del tutto possibile che qualcuno stia proprio in quel periodo valutando se chiedere il part-time e, contemporaneamente, si trovi nelle condizioni meno favorevoli per occuparsi della domanda.

Proprio il carattere annuale e prevedibile del bando rende, semmai, più semplice programmarlo diversamente.

La Banca sa in anticipo che ogni anno il nuovo ciclo parte il 1° settembre. Non c’è quindi alcuna necessità improvvisa da gestire all’ultimo momento.

Per questo, nella nostra richiesta del 21 luglio, avevamo proposto anche di spostare stabilmente il bando nel periodo primaverile.

Quando la partecipazione diventa una priorità

La Banca ha scelto di prorogare una procedura perché ha ritenuto importante “assicurare la massima partecipazione”. In quel caso, quindi, concedere più tempo è stato considerato utile per ampliare le possibilità di candidatura e favorire la copertura delle posizioni.

È un criterio ragionevole, così ragionevole che rende legittimo chiedersi perché venga applicato in modo così selettivo.

Per alcune vacancy la massima partecipazione sembra essere un obiettivo da perseguire, per altre no. E quando la questione riguarda il part-time — quindi soprattutto la possibilità per colleghe e colleghi di organizzare meglio la propria vita lavorativa e familiare — tredici giorni nel pieno dell’estate vengono invece ritenuti sufficienti.

Il rischio è che emerga una logica poco equilibrata: quando più tempo serve a soddisfare un’esigenza organizzativa della Banca, la proroga può diventare opportuna; quando più tempo serve soprattutto alle persone, l’urgenza sembra pesare molto meno.

Non sappiamo se questo sia stato effettivamente il criterio seguito. Proprio per questo chiediamo di conoscerlo.

Perché, allo stato dei fatti, il calendario sembra cambiare a seconda della procedura e non è chiaro quale principio generale governi queste scelte.

Due pesi e due calendari?

Non contestiamo la proroga della sessione per la Rete territoriale.

Al contrario: dimostra che, quando si ritiene opportuno, una scadenza può essere modificata per consentire una partecipazione più ampia.

È esattamente il principio che avevamo richiamato il 21 luglio.

Vorremmo capire quale criterio sia stato utilizzato.

Perché, tra procedure dello stesso tipo, alcune ricevono più tempo e altre no?

Perché la procedura che aveva già la scadenza più lontana è stata prorogata, mentre quelle che scadevano il 20 e il 24 agosto sono rimaste, almeno finora, immutate?

E perché per un bando relativo a 539 posizioni di part-time, aperto per soli tredici giorni nel pieno dell’estate, una richiesta di proroga presentata da un’organizzazione sindacale non ha ricevuto risposta?

Sono domande alle quali sarebbe utile ricevere una risposta.

Part-time: segnalateci problemi, difficoltà e criticità

C’è infine un aspetto sul quale vogliamo raccogliere direttamente l’esperienza di colleghe e colleghi.

Se avete incontrato problemi, difficoltà o criticità legate al part-time, scriveteci.

Ci interessano sia le segnalazioni relative all’ultimo bando — tempi stretti, ferie, accesso agli strumenti, presentazione della domanda — sia problemi più generali riguardanti le modalità con cui il part-time viene gestito, richiesto o autorizzato.

Ci interessa anche sapere se siete riusciti comunque a ottenere ciò che chiedevate, ma soltanto affrontando difficoltà, chiedendo assistenza ad altri o superando ostacoli che potrebbero essere evitati.

Useremo le segnalazioni in forma aggregata e anonima: nessun nome verrà comunicato all’Amministrazione senza un consenso esplicito.

Perché la «massima partecipazione» è un buon criterio. Vorremmo che valesse per tutte le procedure.

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