Trattativa

FABI: contrattazione, sciopero e tutele per le Lavoratrici e i Lavoratori alla luce della Riforma della Rete Territoriale

Nell’incontro del 20 gennaio 2025 la Delegazione aziendale ha consegnato la versione definitiva del progetto. In quel momento, tutte le sigle sindacali ritenevano concluso il percorso comune. Il giorno prima dell’approvazione del piano da parte del Consiglio superiore, è stata convocata un’intersindacale per discutere nuovamente la possibilità di un raffreddamento e successivo sciopero.

La FABI si è resa disponibile a proclamare lo sciopero solo se fosse stata definita chiaramente l’intera strategia: le modalità di attuazione, le strutture da coinvolgere e le azioni successive allo sciopero. La risposta è stata “facciamo un passo per volta” senza un piano concreto.

La FABI ha quindi deciso di incontrare l’Amministrazione per garantire le migliori tutele alle colleghe e ai colleghi coinvolti, contrattare misure adeguate per tutti coloro che sono colpiti da questa riforma, difendere i diritti e le prospettive di carriera di tutte e tutti.

Oggetto:

Contrattazione sulla Riforma della Rete Territoriale

Ultimo incontro:

18 Febbraio 2025

N° incontri

1

Note

Primo incontro negoziale sulla Riforma della Rete territoriale

Discussione:

A che punto siamo?

Prova di recap del tema con link agli articoli. Ne abbiamo parlato in un approfondimento sul telelavoro…

Premessa

Prima di decidere di incontrare il Governatore, quando era chiaro che il progetto non avrebbe subito modifiche rilevanti, avevamo proposto e condiviso con le altre sigle la possibilità di indire uno sciopero. L’intento era quello di contrastare non solo la riforma della rete territoriale, ma anche l’atteggiamento della nuova amministrazione che sembra focalizzarsi unicamente sul risparmio a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori. Questo atteggiamento è evidente in tutti gli ambiti in discussione, come l’Ipca, l’Efficienza aziendale, l’Assicurazione sanitaria, il Welfare, la finta Riforma dell’Area operativa, la questione della Scuola materna di Roma ed altro ancora.

Per rafforzare il fronte sindacale, come richiesto da molte colleghe e molti colleghi, abbiamo deciso di aderire alla proposta di incontrare il Governatore insieme alle altre sette organizzazioni sindacali. Gli obiettivi erano, far assumere al Governatore la responsabilità del progetto presentato e ottenere i dati che la Delegazione aziendale ci aveva rifiutato durante le trattative sindacali, dati fondamentali per una valutazione adeguata del progetto stesso.

Durante l’incontro del 20 gennaio 2025 – ultimo degli incontri previsti – la Delegazione aziendale ha consegnato la versione definitiva del progetto. In quel momento, nessuna sigla sindacale aveva manifestato la volontà di proseguire un percorso comune che, come da accordi precedenti, si riteneva concluso. Solo successivamente, il 30 gennaio 2025, giorno antecedente l’approvazione del piano da parte del Consiglio superiore, è stata convocata un’intersindacale per riprendere il tema dello sciopero, reso pressoché inevitabile dall’approvazione del progetto. La FABI si è dichiarata disponibile a proclamare lo sciopero ma solo previa definizione chiara della strategia: le modalità di attuazione, le strutture da coinvolgere e le azioni successive allo sciopero. La risposta è stata “facciamo un passo per volta”, senza un piano concreto.

Lo sciopero: la posizione della FABI

La FABI considera lo sciopero lo strumento di protesta più forte a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori. Tuttavia riteniamo che il momento più opportuno per rilanciare una mobilitazione efficace fosse già passato. Inoltre, avevamo già chiarito che, per principio, non avremmo partecipato a scioperi indetti in giornate che ne avrebbero potuto comprometterne la portata. Poiché tali condizioni non si sono verificate, non abbiamo ritenuto opportuno di aderire alla richiesta di raffreddamento proposta e abbiamo deciso di attendere la convocazione dell’Amministrazione per avviare la nuova fase negoziale.

Ci teniamo a sottolineare che la FABI non criticherà mai le scelte delle altre sigle sindacali anche se diverse dalle sue, poiché riteniamo che attaccare le altre organizzazioni, oltre ad essere un attacco diretto alle lavoratrici e ai lavoratori, indebolisca l’intero movimento sindacale, rafforzando così la controparte, e rappresenti un segno di debolezza. Il diritto di sciopero è indiscutibile, ma riteniamo che, in questa particolare circostanza, la contrattazione sia la strategia migliore per tutelare le colleghe e i colleghi.

La contrattazione: le richieste della FABI

La FABI ha quindi deciso di incontrare l’Amministrazione per garantire le migliori tutele alle colleghe e ai colleghi coinvolti, contrattare misure adeguate per tutti coloro che saranno colpiti da questa riforma, difendere i diritti e le prospettive di carriera di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori.

Il 18 febbraio 2025 si è tenuto il primo incontro per definire le misure attuative del progetto definito dall’Amministrazione e approvato dal Consiglio superiore il 31 gennaio 2025, i quali ne rimangono gli unici responsabili, segnando il passaggio dalla fase informativa a quella contrattuale.

Durante l’incontro l’Amministrazione ha proposto interventi parcellizzati su cluster di Filiali (vedi allegato), ma la FABI ritiene che si debba lavorare per un accordo complessivo e organico che includa tutti gli strumenti applicabili.

Nel ribadire che la presente fase di riassetto territoriale è molto più impattante che non le precedenti, la FABI ritiene necessario definire misure di supporto anche per i colleghi delle altre filiali ed ha presentato una serie di richieste per iniziare a definire il proprio quadro di riferimento.

In particolare, ha chiesto di:

  1. Definire una scaletta degli interventi con tempi di attuazione precisi, per offrire certezze ai lavoratori;
  2. Raccogliere formalmente le aspirazioni dei colleghi (come già avvenuto negli accordi del 2008), dandone conto ai sindacati nel rispetto della privacy.  I contatti individuali dovrebbero avvenire solo dopo la firma degli accordi.
  3. Garantire i trasferimenti volontari e incentivati, senza l’uso di job posting o vacancy, per garantire libertà di scelta alle lavoratrici e ai lavoratori, da attuare previa esaurimento degli elenchi di priorità.
  4. Garantire il lavoro a distanza (ibrido o telelavoro), come scelta personale, senza essere imposto dall’Amministrazione. Le giornate di lavoro da remoto dovranno riguardare tutte le giornate lavorative e senza limiti di tempo e in caso di rientro in sede questo dovrà avvenire una volta al mese nella Filiale scelta dal collega. Questa sarà anche l’occasione per risolvere la disparità nel non riconoscimento dei buoni pasto per i telelavoristi, già segnalata dalla FABI con lettera al Segretario Generale il 7 febbraio 2025.
  5. Garantire alle filiali rimodulate avanzamenti di carriera e incentivi economici, con un buon numero di passaggi all’Area manageriale/Alte professionalità per le colleghe e i colleghi dell’Area operativa e un numero adeguato di bonus, passaggi di livello per gli appartenenti all’Area manageriale/Alte professionalità.
  6. Revisione degli incentivi economici e ridefinizione dei tempi delle misure attualmente previste, estendendole anche alle altre filiali coinvolte.
  7. Garantire piani formativi specifici per chi dovesse subire un cambiamento professionale.

Conclusioni

La nostra priorità resta la tutela dei colleghi attraverso un confronto costruttivo e soluzioni concrete. Continueremo a monitorare l’evoluzione della riforma e a negoziare per ottenere le migliori condizioni possibili.

Siamo sempre disponibili al dialogo e invitiamo tutti i colleghi a condividere le proprie segnalazioni, affinché la loro voce sia rappresentata al meglio nel processo contrattuale.

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