Telelavoro: stesso lavoro, stessi diritti (aggiornamento)

A seguito della nostra istanza ufficiale del 7 febbraio 2025 per il riconoscimento del buono pasto per i telelavoristi [leggi l’Istanza], l’Amministrazione ci ha fornito riscontro in data 26 febbraio 2025 [leggi la risposta].

Nella sua richiesta la FABI aveva diffusamente argomentato e dettagliato le motivazioni normative, interne ed esterne, che evidenziano la disparità di trattamento tra le diverse modalità di esecuzione a distanza della medesima prestazione lavorativa – ovvero il Lavoro Ibrido, che prevede la corresponsione del buono pasto, e il Telelavoro, che ne è invece escluso. Nella risposta dell’Amministrazione nessuna delle argomentazioni riportate affronta le questioni sollevate, limitandosi a giustificare la discriminazione come conseguenza della distinta contrattazione. Alla luce di ciò, procederemo con un ulteriore approfondimento con i nostri legali per valutare eventuali azioni da intraprendere.

Tuttavia, con spirito costruttivo e pragmatico, e in considerazione di quanto affermato dall’Amministrazione nella sua risposta, la FABI avanzerà la richiesta di inserire la discussione sul riconoscimento del buono pasto ai telelavoristi nel prossimo incontro contrattuale .

È doveroso sottolineare che, sebbene al momento dell’introduzione del Lavoro Ibrido si fosse in una fase emergenziale che richiedeva un’urgente sottoscrizione dell’accordo (firmato il 16/12/2021), oggi, grazie anche alla completa convergenza di tutte le sigle sindacali sul tema, sussistono le condizioni per rivedere il contratto e corrispondere il buono pasto anche ai telelavoristi. Diversamente l’Amministrazione dimostrerebbe la volontà di mantenere un censurabile e discriminante trattamento delle due modalità di lavoro a distanza.

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Invitiamo tutte le colleghe e i colleghi interessati, a sostenere la FABI per dare maggiore forza alla nostra azione e affrontare in modo efficace questa importante tematica contrattuale.

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Buono pasto: una battaglia iniziata per il telelavoro che oggi riguarda tutte e tutti

Da oltre un anno la FABI-BI chiede il riconoscimento del buono pasto al personale in telelavoro. Nel frattempo la Corte di Cassazione ha ulteriormente rafforzato i principi a tutela della retribuzione durante le ferie, includendo anche il ticket mensa. Una questione nata per eliminare una disparità nel lavoro da remoto coinvolge oggi potenzialmente tutto il personale. Per questo abbiamo chiesto all’Amministrazione di intervenire senza ulteriori rinvii.

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9 risposte

  1. Da telelavorista non posso che essere d’accordo e vi ringrazio per l’impegno riguardo a questa tematica.
    La risposta dell’Amministrazione purtroppo non mi stupisce: il pensiero prevalente è che la richiesta di telelavoro sia fatta per capriccio e non per necessità, quindi ogni mezzo è utile per disincentivarne l’uso.

    1. Grazie Cristiana, andremo avanti e cercheremo di fare tutto ciò che possimo per eliminare questa discriminazione.

  2. Oggi la convergenza delle sigle sindacali dovrebbe puntare a creare un ibrido tra lavoro smart e telelavoro (almeno per la carriera operativa), prendendo il meglio dei due istituti: il numero dei giorni di rientro del primo e i benefit del secondo. Purtroppo credo sia l’unica strada percorribile.

    1. Ciao Luca, noi pensiamo che mantenere i due istituti sia meglio per permettere ai colleghi di scegliere. Naturalmente il nostro tentativo è di iniziare a ridiscutere una discriminazione macro, come quella del buono pasto, ma anche di rivedere molti limiti imposti ai telelavoristi. Sicuramente il rientro settimanale è uno di questi. Ma c’è anche una forte rigidità generale nell’orario che potrebbe/dovrebbe essere rivista. Comunque un passo per volta cercheremo di migliorare sia l’istituto del telelavoro, ma di rendere maggiormente accessibili anche il lavoro ibrido. Grazie del commento. Continua a seguirci e a darci suggerimenti che sicuramente non lasceremo cadere. I vostri spunti per la FABI sono necessari per poi arrivare ad una proposta il più condivisa possibile. Buona giornata

  3. Buongiorno. Da telelavorista vedrei bene la ricerca di una osmosi dei due Istituti. Perché in remoto si può lavorare senza timbrare e in telelavoro no? Se posso verificare gli obiettivi e i risultati anche con i dipendenti che utilizzano il remoto perché non posso farlo con i telelavoristi? Togliere il rimborso mensile e aggiungere i buoni pasto. Aggiungere la fascia di disponibilità anche ai lavoratori in remoto (perché solo ai telelavoristi?). eccetera Applichiamo la fiducia e il coinvolgimento di cui tanto la Banca parla. C’è bisogno di una trattativa sindacale, allora mettiamola in campo (anche se ora ci sono altre priorità).

    1. Ciao Massimo,
      come saprai la FABI sta seguendo molto da vicino l’istituto del Telelavoro. Abbiamo iniziato scrivendo un’istanza di riconoscimento del Buono pasto ma sicuramente l’istituto va rivisto nel suo complesso e sarebbe opportuno rivederlo insieme all’altra modalità di lavoro a distanza. Quindi la FABI concorda completamente su quanto dici. Speriamo che anche gli altri sindacati condividano questa esigenza che per noi rappresenta non solo un giusto riconoscimento ma il superamento di una discriminazione tra lavoratori che svolgono in modalità diverse lo stesso lavoro.

    1. Ciao Claudio, come da impegno scritto che la FABI BI ha ottenuto nell’accordo sulla rete territoriale, parleremo del riconoscimento del buono pasto a chi svolge attività in telelavoro, durante la trattativa sull’Orario di lavoro. Appena avremo delle novità le renderemo pubbliche. Grazie per l’attenzione.

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