Tag: buono pasto

FABI-BI ha chiesto chiarimenti su mensa, controlli, app, offerta vegetariana, legumi, buoni pasto e uso dell’olio. In più casi la risposta della Banca non entra nel merito, rinvia ad altri o cambia domanda.
Da oltre un anno la FABI-BI chiede il riconoscimento del buono pasto al personale in telelavoro. Nel frattempo la Corte di Cassazione ha ulteriormente rafforzato i principi a tutela della retribuzione durante le ferie, includendo anche il ticket mensa. Una questione nata per eliminare una disparità nel lavoro da remoto coinvolge oggi potenzialmente tutto il personale. Per questo abbiamo chiesto all'Amministrazione di intervenire senza ulteriori rinvii.
Siamo a marzo 2026 e molti colleghi non hanno ancora ricevuto i buoni pasto del nuovo appalto. In diverse strutture mancano perfino i caricamenti arretrati di dicembre 2025. Abbiamo scritto all’Amministrazione per chiedere risposte immediate, trasparenza e tutele concrete.
Il Congresso del 23 gennaio apre il 2026 della FABI-BI con una linea chiara: priorità negoziali definite, metodo di lavoro più rigoroso e risultati verificabili. Il clima con l’Amministrazione è migliorato e nel 2025 sono arrivati risultati importanti, ma ora servono attuazione rapida degli accordi, impegni scritti con scadenze e indicatori, e un confronto sindacale più serio e rispettoso. La FABI-BI propone Tavolo Unico e un Codice Deontologico tra sigle, rilancia la riforma della carriera operativa e mette al centro trasparenza dei procedimenti, welfare, salute e qualità della vita in Banca.
Due lavoratori uguali, uno con buono pasto uno senza con la scritta AGGIORNAMENTO ai piedi dei due colleghi
La FABI ha recentemente intensificato le iniziative per ottenere il riconoscimento dei buoni pasto ai dipendenti in telelavoro
La FABI presenta la richiesta di inserire nei prossimi incontri la revisione del buono pasto per il telelavoro
Buoni pasto ai telelavoristi. La FABI interessa con lettera il Segretario Generale.
persona alla scrivania a casa propria di fronte al monitor con la scritta Buono Pasto 12€ e la scritta Banca d'Italia
A fronte di una istanza nella quale la FABI ha diffusamente argomentato e dettagliato le motivazioni normative, interne ed esterne, che evidenziano la disparità di trattamento tra le diverse modalità di esecuzione a distanza della medesima prestazione lavorativa, le argomentazioni addotte dall'Amministrazione non rispondono a nessuna delle questioni sollevate ma si limitano a giustificare il discrimine riconducendo le due modalità di lavoro a una distinta contrattazione per ciascuna fattispecie. Alla luce di ciò, procederemo con un ulteriore approfondimento legale per valutare eventuali azioni da intraprendere, ma con spirito costruttivo, la FABI, chiederà di inserire nel prossimo incontro contrattuale il riconoscimento dell buono pasto per i telelavoristi.
Due lavoratori uguali, uno con buono pasto uno senza
La FABI denuncia una disparità di trattamento tra chi lavora da remoto con l’istituto del telelavoro e chi con quello del lavoro ibrido. Un primo passo per affrontare questa disuguaglianza è garantire il diritto al buono pasto per tutte e tutti.