Buoni pasto per il telelavoro: aggiornamento sulla richiesta della FABI di negoziazione

La FABI ha recentemente intensificato le iniziative per ottenere il riconoscimento dei buoni pasto ai dipendenti in telelavoro. Ecco i principali sviluppi:

  • 7 febbraio 2025: La FABI ha inviato una formale richiesta alla Banca d’Italia, sottolineando la disparità di trattamento tra i lavoratori in telelavoro e quelli in altre modalità di lavoro a distanza, come il lavoro ibrido, per i quali i buoni pasto sono già riconosciuti.

  • 25 febbraio 2025: La Banca d’Italia ha risposto, affermando che le normative interne, concordate con le organizzazioni sindacali (e quindi negoziabili), non prevedono l’erogazione dei buoni pasto per il telelavoro e che non è possibile applicare per analogia le disposizioni relative al lavoro da remoto.

  • 16 aprile 2025: La FABI ha reiterato la richiesta, evidenziando l’importanza di affrontare la questione in sede negoziale, considerando l’evoluzione normativa e giurisprudenziale in materia.

  • 12 maggio 2025: La Banca d’Italia ha manifestato disponibilità a valutare la richiesta della FABI, indicando la possibilità di affrontare il tema in un contesto negoziale più ampio, tenendo conto delle altre priorità.

  • 15 maggio 2025: La FABI ha inviato una comunicazione via PEC, chiedendo di conoscere i tempi entro i quali la Banca d’Italia intende calendarizzare la negoziazione, alla luce delle numerose richieste pervenute dai colleghi interessati.

Sui tempi di risposta torneremo presto ad aggiornare lo schema riepilogativo già pubblicato il 20 gennaio, che metteva in luce il numero crescente di tavoli aperti, ritardi e risposte rinviate. Un quadro chiaro di come l’Amministrazione spesso prenda tempo, mentre i lavoratori attendono risposte concrete.

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4 risposte

  1. Propongo a questo punto in maniera netta e decisa di “portare allo scoperto” tutte le altre sigle sindacali, coinvolgendole anche, se fosse necessario, ad una presa di posizione scritta su questo problema.
    I colleghi telelavoristi devono sapere la verità e soprattutto con chi hanno a che fare ….

    1. Buongiorno Nicola,
      grazie del commento. Sicuramente dopo la risposta della Banca che stiamo attendendo sarà nostra cura coinvolgere attivamente tutti i sindacati e non penso che ci saranno problemi di adesione all’iniziativa.

  2. Grazie mille per il lavoro che state svolgendo su questa tematica. A questo punto bisogna continuare a insistere; se poi tutte le sigle sindacali procedessero insieme, l’azione avrebbe sicuramente maggiore forza.

    1. Ciao Cristiana,
      grazie del tuo sostegno all’iniziativa. Appena l’amministrazione ci risponderà all’ultima richiesta dei tempi cercheremo di coinvolgere tutte le altre sigle sinfdacali. Penso che sull’argomento nessuna sigla si tirerà indietro visto che si tratta di un palese discriminazione. Comunque terremo aperta anche la possibilità di vie legali.

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