Il Congresso del 23 gennaio segna l’avvio delle attività 2026 della FABI-BI. È il momento in cui definiamo la linea, presentiamo la squadra e assegniamo gli incarichi operativi.

L’obiettivo è chiaro: un mandato negoziale forte, con priorità esplicite e una distinzione netta tra ciò che è trattabile e ciò che per noi resta non negoziabile.

Relazioni sindacali: un cambio di passo da consolidare

Il contesto aziendale è cambiato. La nomina del nuovo Segretario Generale, dott. Massimo Doria, ha favorito un clima più costruttivo: la Banca ha abbandonato il “muro contro muro” e ha riaperto il confronto.

In questo quadro, nel 2025 abbiamo contribuito a ottenere:

  • un riconoscimento economico strutturale;

  • la chiusura di tre trienni contrattuali;

  • l’accordo sulla Rete Territoriale.

Cosa manca ancora

Toni più distesi non significano risultati automatici. Il cambio di passo deve tradursi in fatti.

  • Efficienza operativa. Il Dipartimento Risorse umane, infomazione e produzione banconote (RIB) deve accelerare l’attuazione degli accordi. A oggi, nell’Area Manageriale mancano ancora i moduli per esprimere le aspirazioni e non ci sono certezze sulle mobilità incentivate: informazioni essenziali per chi deve pianificare traslochi e scelte scolastiche.

  • Impegni scritti e verificabili. La disponibilità al dialogo, pur necessaria, non basta. Servono un’agenda condivisa, scadenze verificabili, indicatori di avanzamento sui contenuti e risultati concreti per tutte e tutti su lavoro, carriera e conciliazione vita-lavoro.

La nostra proposta: Tavolo Unico e Codice deontologico

L’attuale frammentazione delle trattative disperde energie e produce ritardi che paga tutto il personale. Un esempio è la Rete territoriale: un anno perso per un accordo che, con un metodo diverso, si sarebbe potuto chiudere in tempi molto più brevi.

  • Tavolo Unico. Proponiamo una contrattazione unitaria e pragmatica: maggioranze reali sui singoli temi, obiettivi misurabili, meno riti e più soluzioni.

  • Rispetto tra sigle. Basta attacchi personali. Il “divide et impera” conviene solo all’Amministrazione: è improduttivo, allontana colleghe e colleghi dalla vita sindacale e finisce per penalizzare noi tutti. Il confronto deve restare sui contenuti e sulle soluzioni concrete per migliorare le condizioni complessive del personale.

  • Codice Deontologico. La FABI-BI sta preparando una bozza di autoregolamentazione basata su trasparenza, rispetto e serietà, da condividere con le altre sigle: meno rumore, più risultati.

Nuovo metodo operativo

Richieste tracciate, resoconti sintetici, verifiche periodiche.
Chiarezza del linguaggio: basta burocratese e giri di parole. Useremo un linguaggio semplice e diretto, spiegando cosa chiediamo, cosa otteniamo e cosa resta aperto, con elementi verificabili. E contrasteremo tutto ciò che non è chiaro e che, con parole vuote, finisce per coprire decisioni arbitrarie.

Metodo basato sui fatti: non ci fermiamo agli slogan né alle dichiarazioni di principio. Il nostro lavoro parte da dati, documenti, regole interne e norme esterne. Dove possibile, riportiamo riscontri oggettivi e confronti puntuali. Da lì costruiamo critiche fondate, proposte credibili e soluzioni praticabili: non chiacchiere, ma lavoro serio.
La credibilità sindacale non si dichiara: si dimostra.

Trattative e risultati: il punto

Accordi chiusi

  • Produzione banconote: premio stabile per 6 anni; indennità giornaliera di 11€; possibilità di missioni operative nei periodi di bassa produttività.

Trattative in corso

  • Orario di lavoro e smart working: lavoro mirato per chi non può utilizzare il lavoro a distanza. La FABI-BI ha ottenuto l’impegno scritto a discutere il buono pasto per il personale in telelavoro, per sanare un’ingiustizia evidente.

  • Lump Sum: proposta orientata alla sostenibilità del fondo. Con una platea ampia di colleghe e colleghi pre-93 vicina alla pensione entro il 2031, l’obiettivo è garantire continuità e tutela anche alle nuove generazioni.

Impegni per il futuro (già previsti nell’Accordo sulla Rete Territoriale)

  • Riforma della carriera operativa. Serve una riforma per circa 3.200 colleghi e colleghe (45,5% del personale) dell’Area Operativa, attesa da troppo tempo. Successivamente andrà affrontata anche la ridefinizione della carriera manageriale.
    Da oggi, quando parleremo dell’attuale Area Manageriale/Alte professionalità, supereremo il riferimento ai “Professional”, una figura rimasta priva di reale valorizzazione.

Webinar in arrivo. Organizzeremo a breve incontri online sulla riforma della carriera operativa per raccogliere idee e costruire insieme la piattaforma rivendicativa.

Trasparenza: la condizione per fiducia, correttezza e merito

La trasparenza non è un optional. È la base della fiducia e della correttezza nei processi che incidono sulla vita professionale di tutte e tutti. Per questo chiediamo regole chiare e criteri conoscibili su nomine, commissioni, esami, avanzamenti, assegnazioni e attribuzione dei livelli.

Più trasparenza significa meno arbitrarietà percepita, meno sfiducia e meno disaffezione. Significa anche più fidelizzazione e senso di appartenenza, un clima di lavoro migliore e maggiore benessere organizzativo. E sì: è anche il modo più serio per avvicinare le scelte al merito. Ma la trasparenza non può fermarsi alle regole scritte: serve anche trasparenza dei procedimenti, cioè la possibilità di vedere e verificare che regole e principi siano applicati correttamente, in modo coerente e non discrezionale. Senza criteri espliciti e senza tracciabilità delle decisioni, il merito resta una parola comoda, ma vuota.

Altri fronti 2026: qualità della vita e assetti professionali in Banca

  • Area manageriale: intendiamo aprire una trattativa sulla revisione dell’attuale assetto, alla luce delle numerose criticità emerse negli ultimi anni e approfondite nella serie Capire gli Avanzamenti. L’obiettivo è superare opacità e distorsioni che incidono su equità, motivazione e fiducia nel sistema.

  • Salute e welfare: analisi dei dati sull’assicurazione sanitaria; prevenzione (Lipoproteina(a)); attivazione della Commissione Welfare (prevista annualmente e attesa: convocazione probabile entro metà febbraio 2026).

  • Ambiente di lavoro: postazioni più adeguate e una mensa più sana e inclusiva.


La vostra voce conta. Segnalazioni e suggerimenti: segreteria@fabi-bi.it.
Vuoi approfondire la proposta sulla Lump Sum o partecipare ai webinar sulle carriere? Segui il sito.

FABI-BI — Un sindacato autonomo e libero che ascolta, valuta e agisce.

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