Prima, durante e dopo la selezione
Prima della vacancy: criteri e ponderazioni di riferimento per famiglie omogenee di posizioni; motivazione preventiva degli scostamenti; definizione del profilo prima di qualsiasi ricognizione nominativa delle persone potenzialmente interessate; un vaglio indipendente sulla coerenza tra funzioni da svolgere e requisiti richiesti quando il profilo viene definito dalla struttura direttamente interessata.
Durante la selezione: sotto-criteri sufficientemente chiari, domande comparabili, griglie compilate contestualmente, verbalizzazione adeguata, tracciabilità del colloquio e presenza di una figura terza che controlli il metodo.
Dopo la selezione: chiarezza sul rapporto tra punteggi, short list e proposta finale e pubblicazione periodica di dati aggregati sul funzionamento delle vacancy.
Quante candidature riceve mediamente una vacancy? In quanti casi viene proposta la persona che ha ottenuto il punteggio più elevato? Quante volte viene scelta una persona che già ricopriva quella posizione ad interim o temporaneamente?
Sono dati che consentono di controllare il sistema senza mettere in piazza le persone.
Se le vacancy garantiscono realmente competizione e merito, i numeri lo confermeranno.
Una rilevazione che esiste già
Rilevazioni di questo tipo la Banca le realizza da tempo. Nella intranet, alla pagina «I numeri del personale», il Servizio del personale pubblica ogni anno le posizioni messe a bando, quelle per cui la selezione si è conclusa, il numero delle candidature e la loro composizione di genere, insieme alla composizione di genere di chi ottiene la posizione. Un approfondimento dedicato ricostruisce gli stessi dati per l’intero periodo a partire dal 1° luglio 2016.
Esiste quindi un archivio strutturato che collega posizione, candidature ed esito, e qualcuno lo interroga con regolarità. È un elemento positivo, e va detto.
Ci sono però due questioni.
La prima riguarda l’aggiornamento. A settembre 2026 i dati pubblicati si fermano al 2024. Una rilevazione utile a comprendere come sta funzionando il sistema dovrebbe essere disponibile con cadenza annuale.
La seconda riguarda che cosa viene misurato. Le statistiche disponibili descrivono la partecipazione: quante persone si candidano, chi sono, chi ottiene la posizione. Descrivono molto meno il funzionamento della selezione.
Restano fuori, ad esempio, la distribuzione delle candidature — quante vacancy ne ricevono una sola, quante due, quante dieci — che dice sulla concorrenza reale molto più di una media; le vacancy che si chiudono senza attribuire la posizione e le ragioni per cui accade; il rapporto tra punteggio conseguito, ingresso in short list e proposta finale; la frequenza con cui la posizione viene attribuita a chi già la ricopriva a interim o temporaneamente; e i criteri utilizzati, con l’indicazione di quante volte ci si discosta dagli schemi ricorrenti e sulla base di quale motivazione.
Chiediamo quindi di completare una rilevazione che la Banca già produce, aggiungendo le variabili che permettono di analizzare non soltanto chi partecipa, ma come si decide.
La vacancy è l’inizio, non la fine
Il percorso è lineare.
Senza vacancy, una persona più competente può non avere neppure la possibilità di partecipare.
Con una vacancy costruita sul profilo di una persona già individuata, la competizione può essere indirizzata prima di iniziare.
Con criteri vaghi o valutazioni non verificabili, la discrezionalità può spostarsi dalla scrittura del bando alla selezione.
Alla Banca resta la scelta. Chiediamo che quella scelta possa essere spiegata e verificata.
Il merito si garantisce quando le regole vengono prima delle persone, tutte e tutti possono competere realmente e le decisioni lasciano una traccia controllabile.
2 risposte
Grazie, parole sante. Verissimo che la vacancy è solo l’inizio…
ma se poi si arriva, nell’appunto al Direttorio, a retrodatare di un anno l’esperienza specifica nella Tutela della clientela del collega predestinato alla Titolarità di una Divisione di Tutela (altrimenti sarebbe stato ancora più difficile attribuire il punteggio massimo a fronte di soli 4 mesi 4 di esperienza specifica…)
…allora la vacancy è un inizio che finisce lì 🙂
Grazie, Maria, per il tuo contributo. Siamo contenti di poter ascoltare la tua voce e fare tesoro della tua esperienza. Speriamo di poter lavorare per migliorare il sistema delle vacancy e non solo quello.