Servizio Comunicazione: Operai senza futuro

È motivo di seria preoccupazione che agli operai del Servizio Comunicazione, un settore cruciale per l’immagine della Banca e della sua dirigenza (in particolare del Governatore e degli altri membri del Direttorio), gli sia negata una prospettiva di carriera.

Operai di un centro stampa e comunicazione con tutti i macchinari

Oggetto:

Servizio Comunicazione: Operai senza futuro

Data di riferimento:

5 Maggio 2025

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Le difficoltà degli operai del Servizio Comunicazione: una questione che investe l'avvenire dell'intera categoria.

Il Servizio Comunicazione, pilastro fondamentale per l’accountability e l’immagine della Banca, in primis del Governatore e del Direttorio, si trova ad affrontare una questione preoccupante: la prospettiva di carriera negata ai suoi operai.

L’unica “opportunità” offerta a questi lavoratori è una transizione di ruolo da “operaio” ad “amministrativo” che comporta la perdita completa dell’anzianità maturata, nonostante continuino a svolgere le medesime mansioni, nella stessa sede e con la stessa retribuzione.

È necessario fare chiarezza e garantire pari diritti per tutti!

Nel Servizio Comunicazione operano 95 persone, di cui 17 sono inquadrate come operai. Questi professionisti sono attivi in diverse aree cruciali: relazioni con i media, web e multimedia, editoria e stampa. Nonostante il loro contributo essenziale, la Banca sembra precludere loro qualsiasi possibilità di avanzamento professionale.

 

Coloro che hanno aderito ai “job posting“ – ai quali era stato detto che dopo tre anni avrebbero potuto scegliere tra la permanenza nella carriera operaia e il passaggio a quella amministrativa – si trovano ora di fronte a un blocco totale della loro progressione di carriera come operai. Questa situazione genera inevitabilmente demotivazione e un mancato riconoscimento del loro valore. Nei piani della Banca, infatti, non sono previsti sviluppi di carriera per questa categoria di lavoratori.

I nodi critici

  1. Assenza di trasparenza: l’Amministrazione non ha mai informato i colleghi operai che la partecipazione ai job posting avrebbe comportato il blocco della crescita nella carriera operaia, spingendo i lavoratori verso il passaggio a quella amministrativa.
  2. Parità di mansioni, disparità di trattamento: chi ha accettato il job posting svolge lo stesso lavoro di prima, ma con un inquadramento diverso che lo penalizza in termini di progressione di carriera e, di conseguenza, di prospettive economiche, ma con un ampliamento mansionistico.
  3. Appiattimento delle categorie: operai con differenti livelli di esperienza e responsabilità vengono uniformati in un unico grado nella nuova carriera amministrativa, senza alcun riconoscimento della loro professionalità. Un operaio di II o I categoria, un Capo reparto e persino un Capo officina, figure con quattro diverse responsabilità funzionali, passando al ruolo amministrativo diventerebbero semplicemente Assistenti.
  4. Perdita dell’anzianità: chi accetta il job posting si ritrova a ripartire da zero, posizionandosi in fondo alle graduatorie, dietro a colleghi con minore esperienza.
  5. Tempi di crescita allungati: ad esempio, un operaio di prima categoria con 5 o 6 anni di esperienza, che potrebbe legittimamente aspirare alla categoria I super o al ruolo di capo reparto in 1 o 2 anni, si vedrebbe costretto ad attendere almeno 6 anni per un nuovo avanzamento di livello.
  6. Incongruenze negli inquadramenti: mentre il concorso del 2022 per personale specializzato in progettazione grafica e multimediale ha portato nuove assunzioni con il grado di Assistente Tecnico, i colleghi già operativi nello stesso settore, accettando il job posting, verrebbero inquadrati come amministrativi, creando una palese disparità di trattamento.

Un futuro incerto per tutti

La situazione è resa ancora più critica dalla grave carenza di personale e dalla mancanza di un adeguato ricambio generazionale. Nei prossimi due anni, almeno quattro Capi Reparto andranno in pensione, di cui due solo nel cruciale reparto di Progettazione grafica e Prestampa. Il rischio concreto è un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio offerto dalla Banca.

Le richieste della FABI

  • Un chiarimento ufficiale e definitivo da parte della Banca in merito alla preclusione della crescita nella carriera operaia per chi ha partecipato o parteciperà ai job posting  e non intende accettare (in quanto opzionale) l’ampliamento delle mansioni e il conseguente passaggio alla carriera amministrativa. Una preclusione applicata ormai da tre anni.
  • Una revisione urgente delle regole di inquadramento che garantisca una reale valorizzazione dell’esperienza e delle competenze acquisite.
  • Una pianificazione chiara e trasparente del turn over del personale per evitare pericolose carenze di organico che penalizzano sia i lavoratori che l’efficienza del servizio.
  • Pari opportunità di crescita professionale per tutti i dipendenti, senza ingiustificate discriminazioni tra le diverse carriere.

 

Non permettiamo che il futuro degli operai del Servizio Comunicazione sia compromesso!

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3 risposte

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