A guardare i grafici, la percentuale di promossi per merito oscilla tra il 40% del 2023 e il 56% del 2024, con anni più o meno favorevoli. Potrebbe sembrare che i meritevoli siano di più o di meno a seconda del periodo.

Punteggi promozione Assistente
| Anno |
Punteggio minimo |
Punteggio medio |
| 2015 |
28,5 |
29,34 |
| 2016 |
28,05 |
29,53 |
| 2017 |
27,05 |
28,35 |
| 2018 |
28,25 |
29,64 |
| 2019 |
28,55 |
29,69 |
| 2020 |
27,75 |
29,42 |
| 2021 |
27,15 |
28,91 |
| 2022 |
28,55 |
29,49 |
| 2023 |
30 |
30,69 |
| 2024 |
30,05 |
30,96 |
| 2025 |
31,5 |
32,33 |
In realtà, il numero dei posti viene deciso
a monte dall’Amministrazione, prima ancora di valutare i candidati. Questo significa che un anno possono passare solo il 40% dei meritevoli e l’anno dopo oltre il 50%, ma non perché i punteggi fossero diversi: semplicemente perché erano già stati stabiliti i posti disponibili.
Paradossalmente, può accadere che in un anno di “magra” i promossi abbiano punteggi medi più alti di quelli in un anno “ricco”.
I punteggi minimi in crescita
Dal 2015 al 2022 le soglie minime sono rimaste stabili intorno ai 27–28 punti, con una media vicina a 29,5.
Dal 2023 in poi la soglia è salita bruscamente: 30 punti nel 2023, 30,05 nel 2024, fino a 31,5 nel 2025, con una media dei promossi oltre i 32 punti.
Risultato: parlare di “peso del merito” ha poco senso. Il merito entra in gioco solo entro il numero di posti fissati dall’Amministrazione e diventa una corsa sempre più selettiva, con soglie in crescita, ma senza relazione diretta con la qualità dei candidati.