Mensa aziendale: lettere inviate e parte la campagna “100 segnalazioni”

Abbiamo inviato due lettere formali all’Amministrazione e alla Commissione mensa per chiedere la verifica dell’applicazione del capitolato e maggiori garanzie su salute, inclusione e qualità del servizio.
Abbiamo chiesto chiarimenti sugli strumenti di segnalazione previsti dal contratto e sui dati relativi ai reclami già ricevuti.

Nel frattempo lanciamo la campagna “100 segnalazioni”: se il menù non offre alternative vegetariane complete o propone un eccesso strutturale di carne e formaggi, è legittimo segnalarlo.

La qualità della mensa si cambia applicando il contratto.

Leggi l’articolo completo e scopri come partecipare.

Oggetto:

Mensa

Data di riferimento:

3 Marzo 2026

Episodio:

3

Notizia:

Link alla notizia

Cosa abbiamo chiesto

Abbiamo inviato due comunicazioni formali:

  1. una all’Amministrazione;

  2. una alle Commissioni di controllo mensa.

Nella lettera all’Amministrazione abbiamo richiesto:

  • verifica dell’effettiva presenza di un pasto vegetariano nutrizionalmente equilibrato (non ridotto a soli contorni o cereali sconditi);

  • presenza quotidiana di alternative complete prive di carne/pesce e senza latticini nei condimenti (latte, panna, formaggi), perché oggi questi ingredienti sono spesso “ovunque” e riducono la reale possibilità di scelta;

  • attenzione agli allergeni maggiori (es. molluschi e crostacei);

  • dati sulle segnalazioni ricevute e sulle eventuali azioni correttive attivate;

  • chiarimenti sugli strumenti ufficiali di segnalazione e customer satisfaction previsti dal contratto (oltre al Modulo CS-MENSA).

Alla Commissione di controllo mensa abbiamo chiesto un monitoraggio puntuale sulla composizione dell’offerta, a partire dall’opzione vegetariana e dalla presenza di proteine vegetali.

L’obiettivo è semplice: verificare la corretta applicazione del capitolato vigente e chiedere miglioramenti concreti, nel perimetro del contratto in essere, per rendere l’offerta mensa più coerente con salute, inclusione e sostenibilità.

Non è una questione ideologica. È una questione di qualità del servizio e di rispetto di regole già previste.

Perché lo chiediamo

Lo chiediamo per tre ragioni concrete, tutte legate a diritti e strumenti già esistenti:

  1. Tutela della salute di colleghe e colleghi
    La mensa aziendale non è solo “ristorazione”: è un servizio che incide sulle abitudini quotidiane e quindi su prevenzione e benessere. Per questo chiediamo alternative complete e bilanciate, con maggiore presenza di legumi, cereali e verdure, e con una composizione più coerente con la prevenzione (moderazione di sale, carni lavorate e grassi saturi).

  2. Attivare le misure di miglioramento previste dal contratto attuale
    Il contratto e gli allegati tecnici non si limitano a definire il menu: prevedono anche strumenti di controllo e miglioramento (segnalazioni, monitoraggi, azioni correttive, eventuali revisioni in caso di criticità ricorrenti). Chiediamo che questi strumenti siano davvero operativi, tracciabili e trasparenti, perché senza dati e procedure la qualità resta una promessa.

  3. Preparare un capitolato migliore per la prossima gara
    L’appalto attuale scade nel 2027 (salvo proroghe). Se vogliamo alzare gli standard in modo strutturale, serve iniziare ora a definire criteri più chiari e misurabili per il prossimo capitolato: equilibrio nutrizionale, alternative vegetali strutturate, gestione inclusiva delle esigenze alimentari, sostenibilità e requisiti ambientali.

Su cosa ci basiamo: fonti pubbliche e istituzionali

Quando parliamo di “linee guida” non intendiamo mode o opinioni, ma indicazioni consolidate di enti pubblici e organismi internazionali:

  • CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ente pubblico italiano): cura le Linee guida per una sana alimentazione, che promuovono un modello vicino alla dieta mediterranea (più alimenti vegetali, legumi e cereali — meglio se integrali — e moderazione di sale, carni lavorate e grassi saturi).

  • OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, agenzia ONU): raccomanda di ridurre eccessi di sale, grassi saturi e zuccheri e di aumentare alimenti vegetali (frutta, verdura, legumi) per la prevenzione delle malattie croniche.

  • CAM (Criteri Ambientali Minimi negli appalti pubblici): se richiamati nel contratto, la sostenibilità è un requisito di servizio (sprechi, filiere, impatto ambientale), non un elemento opzionale.

In sintesi

Non chiediamo che “tutti mangino uguale”.
Chiediamo che una mensa collettiva garantisca alternative reali, complete e sane, e che gli strumenti contrattuali per migliorare il servizio siano attivati e resi trasparenti, anche in vista della prossima gara.

Parte la campagna “100 segnalazioni”

Il contratto prevede strumenti per raccogliere segnalazioni e, in presenza di un numero significativo di feedback, attivare una revisione.

Strumenti digitali: cosa prevede il contratto

Dalla documentazione contrattuale risultano previsti strumenti digitali per:

  • consultare i menu;
  • prenotare i pasti;
  • inviare osservazioni e segnalazioni;
  • comunicare con il gestore tramite canali dedicati.

Abbiamo chiesto all’Amministrazione di chiarire formalmente:

  • se l’applicazione web/mobile prevista sia stata attivata;
  • quali siano i canali ufficiali di segnalazione;
  • quali tempi di risposta siano garantiti.

Ad oggi risulta disponibile il Modulo CS-MENSA, ma non sono pubblicamente note le tempistiche di risposta né lo stato di eventuali altri strumenti digitali previsti dal contratto.
Attendiamo un riscontro ufficiale.

Per questo lanciamo una campagna semplice: 100 segnalazioni.

Non servono lamentele generiche. Servono segnalazioni motivate e tracciabili.

Usa il Modulo CS-MENSA, da inviare a LOS.SGBC.Ristorazione (e se vuoi, metti in cc: commissioni@fabi-bi.it)

Segnala, in modo concreto, quando:

  • manca un’alternativa vegetariana con proteine vegetali (legumi o piatti equivalenti);

  • l’unica alternativa è “pasta/riso in bianco” (non è una proposta completa);

  • i condimenti contengono sistematicamente latticini (panna, latte, formaggi), riducendo la reale scelta;

  • non è disponibile un’opzione adeguata per allergie/intolleranze (quando non ci sono alternative equivalenti).

Da contratto dovrebbero essere disponibili anche ulteriori strumenti digitali (applicazioni web e mobile) per inviare osservazioni e segnalazioni. Abbiamo chiesto chiarimenti formali all’Amministrazione sull’effettiva attivazione di tali strumenti, sulle modalità di accesso e sui tempi di risposta garantiti.

Aggiorneremo la campagna alla luce del riscontro che riceveremo.

Nel frattempo, utilizziamo lo strumento attualmente disponibile:
ogni segnalazione motivata contribuisce a rendere misurabile il problema e ad attivare le clausole di revisione previste dal contratto.

100 segnalazioni sono un obiettivo realistico.
Se partecipiamo in modo consapevole, il cambiamento diventa procedurale, non episodico.

Perchè “100 segnalazioni”

Quando parliamo della regola delle “100 segnalazioni” non è una soglia “a sentimento”: è un impegno scritto nell’Offerta Tecnica presentata da G.S.I. SRL in gara (documento:
“Allegato O – Offerta tecnica.pdf”), nella sezione sulle azioni di miglioramento, voce “Varietà insoddisfacente del menu proposto”.

  • Se si accumulano 100 segnalazioni in un trimestre (conteggiate su tutti gli impianti) sulla composizione dei menu, il gestore deve attivare l’Ufficio Nutrizionale per predisporre un nuovo menu.
  • L’Offerta Tecnica prevede anche la procedura: questionario straordinario (online e cartaceo) e successiva elaborazione di 3 proposte di menu da sottoporre all’Amministrazione per la scelta.
In pratica: questa clausola serve a far scattare un percorso obbligato di revisione del menu quando le segnalazioni sulla varietà diventano ricorrenti.

FABI-BI c'è

Abbiamo fatto la nostra parte con due lettere formali.
Ora è importante che anche il personale utilizzi gli strumenti disponibili per rendere visibile, in modo misurabile, ciò che non funziona.

La qualità della mensa non si cambia con uno slogan. Si cambia applicando il contratto e facendo emergere i dati.

Noi di FABI-BI continueremo a seguire la questione e vi aggiorneremo sugli sviluppi.

 

Se hai dubbi, esigenze specifiche o vuoi segnalarci criticità (allergie, intolleranze anche gravi, esigenze mediche, scelte etiche o religiose),

scrivici: raccogliamo le segnalazioni per rappresentarle in modo strutturato nelle sedi competenti.

Contattaci: segreteria@fabi-bi.it

Approfondimenti collegati

Può interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi questa informazione

Partecipa alla discussione: