A metà luglio 2026 si è chiuso il percorso di consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore creditizio e finanziario sulla piattaforma per il rinnovo del CCNL 2026-2028. Il risultato non lascia margini di ambiguità: 99,8% di voti favorevoli, a fronte dello 0,1% di contrari e dello 0,1% di astenuti, in oltre mille assemblee organizzate capillarmente in tutta Italia tra il 4 maggio e il 10 luglio.
La piattaforma, elaborata unitariamente da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, è stata presentata ufficialmente ad ABI il 16 luglio, dando così avvio al tavolo negoziale per il nuovo contratto nazionale.

Al centro delle richieste figura un aumento retributivo medio di 518 euro mensili per la figura di riferimento del settore, accompagnato dalla riduzione dell’orario settimanale da 37 a 35 ore a parità di retribuzione. La piattaforma chiede inoltre il rafforzamento della previdenza complementare e della Long Term Care, estesa ai familiari, maggiore trasparenza sui premi aziendali e sui sistemi incentivanti, l’allargamento dell’area contrattuale con limiti certi alle attività appaltabili, e una regolamentazione esplicita dell’uso dei sistemi di intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro.
Il negoziato con ABI è ora nel vivo. Il testo condiviso dalle federazioni parla di un contratto chiamato a governare le trasformazioni digitali del settore, tutelando allo stesso tempo retribuzioni, diritti e occupazione delle colleghe e dei colleghi del credito.