Trattativa

Riorganizzazione Rete Territoriale: resoconto dell’incontro del 2 Luglio

Il 2 luglio abbiamo incontrato la Delegazione aziendale per affrontare nel merito le misure necessarie per l’attuazione della nuova organizzazione territoriale. Prima di iniziare la discussione, abbiamo chiesto spiegazioni sul perché fossero già state diffuse notizie su decisioni non ancora definitive e in corso di negoziazione.

Oggetto:

Riorganizzazione Rete Territoriale: resoconto dell’incontro del 2 Luglio

Ultimo incontro:

2 Luglio 2025

N° incontri

4

Note

Discussione:

Un inizio in salita: comunicazioni aziendali premature

Prima ancora di iniziare, come FABI BI abbiamo espresso la nostra perplessità per una serie di comunicazioni aziendali che sembravano dare per scontato l’esito della trattativa. Nello specifico, abbiamo contestato:

  • Un messaggio dell’Organizzazione (Prot. 1315417 del 27 giugno) che già descriveva come attuare la riforma.
  • La notizia, contenuta nello stesso messaggio, della creazione di una nuova Divisione Antiriciclaggio (AML) a Milano, una modifica non prevista nel piano originale.
  • Due messaggi sulla intranet aziendale che annunciavano webinar di riorientamento e specializzazione relativi al progetto, di cui uno si era già tenuto il 1° luglio.
  • Articoli di stampa (ANSA e Milano Finanza) che il 1° luglio riportavano un comunicato aziendale del 30 giugno che parlava già di “attuazione del piano”.

Il Segretario Generale ha riconosciuto subito che sicuramente c’è stata una “mancata comunicazione”, assicurando maggiore attenzione in futuro, ma specificando che si trattava comunque di temi organizzativi di competenza aziendale. Pur apprezzando la risposta, abbiamo ribadito che anticipare i contenuti di un piano ancora in fase di negoziazione crea solo confusione e ansia per i colleghi e ostacola il dialogo.

Le nostre richieste sul metodo: prima le persone, poi i numeri

Superato il primo punto, abbiamo iniziato ad analizzare le slide presentate dall’Azienda, ribadendo due concetti fondamentali sul metodo:

  1. Documentazione in anticipo: è necessario ricevere i documenti prima degli incontri per poter negoziare in modo preparato, efficiente ed efficace.
  2. Priorità alle misure di uscita: non è accettabile che non siano state ancora definite nel dettaglio le misure di accompagnamento all’uscita (incentivi, prepensionamenti, ecc.). I colleghi delle filiali in chiusura devono conoscere queste opzioni per poter fare scelte di vita fondamentali.

Con riferimento al secondo punto il Segretario Generale ha precisato che le misure di accompagnamento all’uscita saranno definite ed inserite nell’accordo insieme alle altre.

Inoltre, abbiamo espresso contrarietà per la frase inserita proprio nella sezione delle “Misure di accompagnamento all’uscita” circa la “complessiva sostenibilità economica” delle misure stesse. Questo ci fa temere che, se i costi per la mobilità del personale fossero alti, l’Amministrazione potrebbe decidere di ridurre le tutele per chi sceglierà di uscire. Per noi, le misure di accompagnamento all’uscita vengono prima di tutto il resto.

Le nostre controproposte punto per punto

Abbiamo poi analizzato le prime proposte aziendali, che per ora riguardano solo sei filiali. Abbiamo subito chiarito che le tutele previste dovranno essere estese a tutte le filiali che subiranno riduzioni di personale e/o riduzione di funzioni o trasformazioni delle stesse.

Ecco le nostre posizioni sui singoli temi:

  • Accorpamento Segreterie-GSP e costituzione di settori:
    • Azienda: prevede la costituzione di settori solo per alcune filiali.
    • FABI BI: la costituzione di settori deve essere attuato in tutte le filiali dove avviene l’accorpamento.
  • Indennità di Trasferimento:
    • Azienda: propone di riutilizzare gli accordi del 2015.
    • FABI BI: proposta insufficiente. Sono passati 10 anni, le condizioni non sono più adeguate.
  • Agevolazioni per la Nuova Sede:
    • Contributo pendolarismo: l’aumento proposto ci sembra inadeguato.
    • Contributo per i figli: va esteso fino ai 18 anni non compiuti, semplicemente perché il carico economico per le famiglie non finisce all’età di 14 anni (o 16 anni per chi ha già subito precedenti riforme).
    • Accesso al credito: oltre all’anticipo a tasso agevolato dell’IFR (che sono soldi propri dei colleghi), abbiamo proposto un mutuo a tasso agevolato con un contributo aziendale sugli interessi per un periodo di almeno 10 anni.

Lavoro Ibrido e Telelavoro: la nostra visione è molto diversa

Siamo totalmente in disaccordo con le proposte aziendali sul lavoro agile, che sono restrittive e non rispondono alle necessità create da questa riorganizzazione.

  • Lavoro ibrido (per le due filiali in chiusura)
    • FABI BI: qui la nostra richiesta è chiara e forte. Serve un utilizzo ampio del lavoro ibrido, che per noi significa: possibilità di lavorare da remoto per tutto il mese, con un solo rientro obbligatorio presso la filiale più comoda per il collega, senza alcuna scadenza.
  • Lavoro Ibrido (per chi NON aderisce a mobilità straordinaria):
    • Azienda: propone un leggero aumento dei giorni di lavoro da remoto per massimo 3 anni.
    • FABI-BI: proposta insufficiente. Chiediamo un aumento più significativo (es: da 13gg a 15gg, da 8gg a 10gg e nei GSP da 2gg a 5gg) e per una durata di almeno 5 anni.
  • Lavoro Ibrido (per chi ADERISCE a mobilità straordinaria):
    • Azienda: propone un leggerissimo aumento dei giorni di lavoro da remoto per massimo 1 anno.
    • FABI-BI: proposta insufficiente. Chiediamo un aumento più significativo (es: da 12gg a 13gg, da 7gg a 8gg e nei GSP da 1gg a 3gg) e per una durata di almeno 3 anni.
  • Telelavoro:
    • FABI BI: va esteso a tutti i colleghi (non solo ai beneficiari della L. 104), senza scadenza e con un solo giorno di rientro al mese. Cogliamo l’occasione per eliminare una sgradevole disuguaglianza: anche chi è in telelavoro deve ricevere il buono pasto.

Prossimi Passi

Siamo stati convocati per un nuovo incontro ibrido (in presenza o online) il 9 luglio, dove discuteremo nel dettaglio le misure di accompagnamento all’uscita e le altre proposte sindacali.

Ci auguriamo un confronto aperto e costruttivo. Le proposte di FABI BI sono improntate al buon senso e siamo fiduciosi che possano trovare l’accoglimento dell’Amministrazione e la condivisione degli altri sindacati, nell’interesse di tutti i colleghi.

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