Capire gli Avanzamenti – Episodio 13 –
Due gradini lunghi vent’anni

Nell’Area Operativa della Banca d’Italia, la carriera non è fatta di scatti rapidi ma di attese interminabili. Chi parte come Assistente deve affrontare una vera maratona: 8 anni per diventare Assistente Superiore e altri 12 anni per arrivare a Primo Assistente.

Vent’anni per due soli gradini, che alla fine non portano nuove mansioni o responsabilità diverse. Un percorso che assomiglia più a una lunga resistenza che a una crescita professionale.

Oggetto:

Capire gli Avanzamenti: un gradino ogni decennio (o quasi)

Data di riferimento:

15 Ottobre 2025

Episodio:

13

Notizia:

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Le regole del gioco

I due passaggi – ad Assistente Superiore e a Primo Assistente – avvengono entrambi esclusivamente per selezione di merito e per titoli.
I criteri sono gli stessi descritti nell’episodio dedicato ai Vice Assistenti a cui si rimanda per i dettagli e le avvertenze.

  • Merito (fino a 25 punti): valutato sugli ultimi cinque rapporti annuali.

  • Titoli di studio (fino a 3 punti): 1,5 punti per diploma, 3 per laurea.

  • Assiduità (fino a 2 punti): presenze negli ultimi quattro anni.

  • Deontologia (fino a 3 punti): assenza di provvedimenti disciplinari o richiami negli ultimi due anni.

La vera differenza riguarda il peso dell’anzianità oltre il minimo richiesto:

  • per l’Assistente Superiore, +0,50 punti per anno (fino a 4 anni) e +1,50 punti dal 5° anno in poi;

  • per il Primo Assistente, +0,50 punti per ogni anno oltre i 12.

Tempi lunghi e posti pochi

Otto anni, più dodici. Venti anni in tutto.
In pratica anche di più: non tutti riescono a passare al primo tentativo, e la carriera resta ferma mentre gli anni scorrono.

Chi arriva a Primo Assistente, dopo due decenni di attesa, scopre che le mansioni restano le stesse, la valorizzazione professionale non arriva, e la motivazione inevitabilmente si logora.

Posti pochi, numeri impietosi

A complicare tutto c’è la scarsità dei posti disponibili. I numeri ufficiali 2025 parlano chiaro:

  • Assistente Superiore: 24 promossi su 180 scrutinabili (13,3%).

  • Primo Assistente: 18 promossi su 368 scrutinabili (4,9%).

Significa che soltanto 1 su 8 Assistenti riesce a diventare Assistente Superiore, e appena 1 su 20 Assistenti Superiori raggiunge il grado di Primo Assistente.

Con percentuali così basse, anche valutazioni eccellenti non bastano: il merito rischia di essere soffocato da un imbuto numerico.

La fotografia è chiara: due passaggi di carriera che, sommati, richiedono oltre vent’anni e offrono poco in cambio. Un sistema che non valorizza davvero le competenze e che, anzi, rischia di demotivare.

La trappola del 31 dicembre

Sul passaggio ad Assistente superiore può pesare la cosiddetta trappola del 31 dicembre, se si è diventati Assistenti per anzianità oppure se si è stati assunti nel grado di assistente, in questi casi gli 8 anni potrebbero diventare 9.
Un meccanismo che colpisce soprattutto chi entra come Vice Assistente e per il quale abbiamo pubblicato un approfondimento a parte.

Le criticità comuni ai due passaggi

Le difficoltà che incontrano gli Assistenti non sono diverse da quelle già viste per i Vice Assistenti: cambiano i gradi, ma le logiche restano le stesse.

    1. Valutazione soggettiva del bollettino
      I criteri sono chiari e la graduatoria viene pubblicata, ma la base di partenza è la valutazione annuale. Qui pesa la discrezionalità: il punteggio assegnato dal capo struttura può fare la differenza e, sebbene sia impugnabile con ricorso interno, resta il vero punto debole del sistema.

    2. Disparità tra strutture
      Non tutti partono dallo stesso livello: nelle Filiali i punteggi medi sono spesso più bassi che in Amministrazione centrale. Questo genera una disparità strutturale, penalizzando interi gruppi di colleghi senza ragioni oggettive.

    3. Il nodo dei posti disponibili
      I posti messi a concorso non seguono percentuali fisse: l’Amministrazione decide ogni anno quanti promuoverne. Fa eccezione solo il periodo immediatamente successivo alla riforma del 2017, quando furono previste aliquote di promozione prestabilite. Oggi la scelta discrezionale crea incertezza: il merito conta, ma fino a un certo punto.

    4. Un percorso poco valorizzato
      Dopo vent’anni di attesa e di selezioni, il grado di Primo Assistente non assegna mansioni nuove o responsabilità aggiuntive rispetto all’Assistente Superiore. Un traguardo più simbolico che reale.

La FABI-BI c'è

Tu che ne pensi? Hai vissuto in prima persona la lunga attesa per arrivare ad Assistente Superiore o Primo Assistente?

Raccontaci la tua esperienza e le tue idee e lascia un commento o scrivici a segreteria@fabi-bi.it.

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