Capire gli Avanzamenti – Episodio 14 –
Il passaggio a Coadiutore

Il grado di Coadiutore è il primo livello del comparto dei supervisori dell’Area Operativa.
Prima della riforma del 2016 rappresentava l’ingresso naturale dei laureati: da qui si accedeva al concorso a Funzionario di 2ª.

Oggi non è più così.

Il passaggio a Coadiutore resta importante, ma, nella struttura attuale, è diventato nei fatti un vicolo cieco: molti sforzi, pochissimi posti, passi successivi ancora più selettivi.

Questo articolo spiega come funziona lo scrutinio e dove sono le principali criticità, mentre il tema del “vicolo cieco” di carriera sarà approfondito in un episodio dedicato della serie Capire gli Avanzamenti.

Oggetto:

Il passaggio a Coadiutore

Data di riferimento:

25 Novembre 2025

Episodio:

14

Notizia:

Link alla notizia

I fattori che confluiscono nello scrutinio a Coadiutore

Accedono allo scrutinio (se hanno superato la prova orale integrativa):

  • Primi Assistenti e Assistenti Superiori, oppure
  • Assistenti con 6 anni nel grado

Nello scrutinio si attribuiscono un massimo di 100 punti così suddivisi:

Categoria di Titoli Punteggio massimo Soglia minima Verificabilità per il dipendente Note
1. Prova orale integrativa 35 punti ≥ 21 punti (obbligatoria) Parzialmente verificabile Voto comunicato a fine prova, ma prova non pubblica, nessun verbale pubblicato, nessuna griglia ufficiale di punteggio/criteri. Validità 3 anni; max 3 tentativi in 5 anni; vale sempre l’ultimo risultato.
2. Qualità del servizio prestato 26 punti
(su due anni)
≥ 13 punti (obbligatoria) Verificabile Basata sui giudizi annuali (Mod. 184 – “bollettino di valutazione”), con griglie numeriche ufficiali.
3. Preparazione professionale 11 punti
(su due anni)
Nessuna soglia Verificabile Anch’essa ricavata dai giudizi annuali, con fattori e punteggi definiti.
4. Requisiti attitudinali 22 punti ≥ 11 punti (obbligatoria) Parzialmente verificabile Conversione discrezionale della Giunta sulla base di criteri da essa stessa definiti (senza pesi). Concorrono vari elementi, tra cui i giudizi attitudinali in forma libera del Capo struttura. Motivazione obbligatoria solo in alcuni casi:

  • Se il punteggio attitudinale è insufficiente.
  • Se è molto elevato (≥17 punti): motivazioni rafforzate.
5. Anzianità nel profilo 5 punti Nessuna soglia Parzialmente verificabile Il Regolamento indica solo il valore massimo (5). I criteri di conversione sono definiti dalla Giunta, non in norma primaria. Tavola di conversione indicata dalla Giunta del 2025.
6. Possesso laurea 1 punto Nessuna soglia Verificabile Dato oggettivo del fascicolo: laurea specialistica/magistrale/o vecchio ordinamento. Un punto può essere decisivo in graduatorie molto affollate.

La soglia minima è il punteggio che si deve raggiungere nella singola categoria per non essere esclusi automaticamente dallo scrutinio (indipendentemente dal totale).

Si è considerati idonei con un minimo di 50 punti complessivi su 100, più il rispetto delle soglie obbligatorie (prova orale, qualità del servizio, attitudinali).

Chi valuta

La Giunta di Scrutinio è un organo distinto dalla Commissione della prova orale ed è incaricata di indicare i criteri (tra i quali quelli per l’anzianità), calcolare i punti dei bollettini, assegnare i punti dei Requisiti attitudinali e stilare la graduatoria definitiva. È istituita dall’Art. 76 del Regolamento del Personale e la sua composizione è formalizzata e resa pubblica tramite Messaggio amministrativo.

Presenza sindacale: sì, ed è significativa

Alle sedute possono assistere:

  • un rappresentante per ogni Organizzazione Sindacale,

  • più un eventuale sostituto.

Hanno diritto a:

  • assistere ai lavori;

  • visionare la documentazione nell’ora successiva alla seduta;

  • presentare osservazioni scritte al Direttore Generale.

È il solo momento in cui la trasparenza è normativamente garantita.

Primo sbarramento: la prova orale integrativa

La prova orale è uno snodo centrale del percorso (vale 35 punti su 100) e funziona come sbarramento d’accesso allo scrutinio, ma è anche uno degli elementi meno trasparenti.

Cosa viene chiesto
  • il lavoro svolto, anche negli aspetti giuridici ed economici;
  • il collegamento con le attività della Banca;
  • l’organizzazione dell’Istituto;
  • per i profili tecnici: quesiti specifici sul settore.
Chi la valuta

La Commissione della prova orale è un organo formalmente previsto dal Regolamento del Personale.
La sua composizione viene definita e comunicata dall’Amministrazione con Messaggio amministrativo.

Non è prevista alcuna partecipazione sindacale.

Prima criticità strutturale

La prova orale è opaca.
Il verbale non è accessibile automaticamente; il punteggio non deve essere motivato individualmente; non esiste ricorso individuale contro l’esito.

Prova orale — criticità

Perché la prova orale resta un punto debole dello scrutinio

  • Diritto di assistere, ma non esercitabile: i candidati possono assistere alle prove degli altri candidati della giornata, ma nella pratica spesso vengono scoraggiati (“ci sono colleghi timidi”, “restiamo tra noi”, ecc.).
    Chi sta per essere valutato non è in condizione di opporsi a chi lo esaminerà poco dopo.
  • Nessuna pubblicità delle sedute: le prove non sono aperte al pubblico né ai rappresentanti dei lavoratori.
    Mancano terzietà e garanzie di omogeneità come nei concorsi pubblici.
  • Verbale non accessibile automaticamente:
    non viene rilasciato in automatico e non contiene criteri applicati al singolo. L’accesso è possibile solo tramite richiesta formale.
  • Punteggio non motivato:
    il voto non è accompagnato da criteri, sottopunteggi o motivazioni individuali, rendendo impossibile verificare la coerenza delle valutazioni.
  • Nessun ricorso interno dedicato:
    non esiste una procedura di revisione. L’unica tutela effettiva è il ricorso al TAR, sproporzionato per un avanzamento interno.
  • Prova centrale ma opaca:
    vale 35 punti e determina l’accesso allo scrutinio, ma è priva delle garanzie di trasparenza che caratterizzano gli esami pubblici.

I titoli “verificabili”: bollettini e laurea

I punteggi di:

  • Qualità del servizio prestato (26 punti)
  • Preparazione professionale (11 punti)

derivano dal Rapporto valutativo annuale, consegnato ogni anno al personale. Seguono griglie numeriche ufficiali e possono essere oggetto di ricorso interno.

Vi invitiamo però a fare attenzione a un aspetto poco intuitivo:
dietro ai giudizi del bollettino (Insufficiente – 1 – 2 – 3) si nascondono pesi molto diversi per ciascun fattore.

  • un “3” può valere il doppio di un altro “3”,
  • due persone con distribuzione nei giudizi identici sul bollettino possono differire anche di 3–4 punti,
  • la differenza si raddoppia, perché si considerano due anni di valutazione.

Il giudizio annuale è trasparente, ma la sua conversione in punti non è immediatamente leggibile, per questo vi abbiamo fornito sopra la griglia numerica ufficiale con cui poter convertire le informazioni dei bollettini nel punteggio valido ai fini dello scrutinio.

Il fattore Possesso laurea è invece lineare: il possesso di uno o più titoli di laurea (specialistica, magistrale o vecchio ordinamento) assegna 1 punto, che in graduatoria può fare la differenza.

I 22 punti attitudinali: cosa vede la Giunta e cosa non vede il dipendente

Il secondo grande punto critico è rappresentato dai requisiti attitudinali:

  • pesano fino a 22 punti;

  • hanno una soglia eliminatoria (almeno 11 punti) che può determinare da sola la non idoneità;

  • la loro conversione in punti avviene solo all’interno della Giunta.

La Giunta definisce i criteri ogni anno e li pubblica solo dopo l’approvazione delle promozioni. Questo significa che chi partecipa allo scrutinio non conosce ex ante il peso relativo dei fattori né il modo in cui saranno interpretati.

Criteri Giunta 2025

I requisiti attitudinali — sintesi

  • Qualità delle mansioni svolte: complessità, diversificazione, autonomia.
  • Incarichi: sostituzioni, surroghe, ispettivi.
  • Incarichi conferiti dal Direttorio.
  • Deleghe esercitate (art. 6/II Reg. Pers.).
  • Precedenti di carriera: curriculum professionale.
  • Prestazioni: livelli di merito, visite ispettive, elementi del fascicolo.
  • Risultati della prova orale.
  • Riferimenti sulle capacità attitudinali: capacità di giudizio, iniziativa.

Due elementi sono particolarmente delicati:

  • la “qualità delle mansioni svolte”, che usa parole come complessità, diversificazione, autonomia ma senza metriche o soglie definite;

  • le capacità attitudinali, giudizi in forma libera scritti dal/dalla Capo Struttura (capacità di giudizio, iniziativa), non tradotti in un punteggio visibile alla persona interessata.

Questi elementi, non essendo standardizzati né associati a pesi trasparenti, rendono questa parte dello scrutinio intrinsecamente opaca. Nel box critico dedicato spieghiamo in dettaglio perché.

Perché i requisiti attitudinali restano un’area poco trasparente

  • Criteri non fissati nel Regolamento:
    la Giunta li definisce anno per anno, senza una base normativa stabile e conoscibile ex ante.
  • Uso di parole astratte al posto di metriche verificabili:
    criteri come “qualità”, “complessità”, “autonomia” non hanno definizioni operative né indicatori misurabili. Senza metriche standard, la valutazione resta inevitabilmente soggettiva.
  • Nessun peso chiaro tra i fattori:
    mansioni, incarichi, deleghe, fascicolo, prova orale e riferimenti attitudinali non hanno pesi dichiarati. La valutazione resta discrezionale, esattamente come quella degli avanzamenti dell’area manageriale.
  • Prova orale conteggiata due volte:
    pesa fino a 35 punti, ma incide anche sui 22 punti, raddoppiando di fatto la sua influenza.
  • Giudizi in forma libera poco comparabili:
    sono testi descrittivi, non numerici; la loro conversione in punti è invisibile alla persona valutata.
    Strutture diverse producono testi di qualità diversa → punteggi non omogenei.
  • Soglia eliminatoria senza piena motivazione:
    sotto gli 11 punti si è “non idonei”. La motivazione è obbligatoria solo per i casi estremi.
  • Rischio di duplicazioni:
    incarichi, deleghe, curriculum e visite ispettive possono pesare più volte, in assenza di una matrice che eviti sovrapposizioni.

Cosa dicono i numeri: pochi posti, imbuto strutturale

Posti a Coadiutore dal 2023 al 2026
Anno Coadiutore – Profilo Amministrativo

(percentuale sugli scrutinabili)

Coadiutore – Profilo Tecnico

(percentuale sugli scrutinabili)

Coadiutore – Concorso Interno

profilo tecnico-operativo

(scrutinabili non indicati)

Totale Posti
2026 (Previsione) 20 (1,67% di 1.195) 7 (7,22% di 97) 2 29
2025 25 (1,97% di 1.268) 7 (6,54% di 107) 3 35
2024 26 (2,02% di 1.287) 8 (11,94% di 67) 2 36
2023 30 (2,46% di 1.217) 9 (13,64% di 66) 2 41

 

Cosa dicono davvero questi numeri?
  • Il paradosso: è più facile diventare Direttore che Coadiutore (profilo amm.).
    Il passaggio Consigliere → Direttore ha aliquote intorno al 5%: più del doppio del Coadiutore amministrativo e senza alcuna prova selettiva pur essendo un grado dirigenziale.
  • Il passaggio a Coadiutore è il più selettivo dell’intera Area Operativa.
    Le percentuali del profilo amministrativo oscillano tra l’1,67% e il 2,46%: più basse di qualsiasi altro avanzamento AO, perfino più basse del passaggio a Coadiutore principale o Primo Assistente.
  • Pochissimi posti, e in diminuzione, per platee enormi.
    Negli ultimi anni i posti sono scesi da 41 (2023) a 29 (prev. 2026), mentre gli scrutinabili amministrativi restano attorno a 1.200 persone. Significa: 1 promozione ogni 50–60 colleghi. Il sistema non regge la crescita operativa dell’AO e non offre prospettive.
  • Un imbuto di sistema.
    Il Coadiutore è diventato un collo di bottiglia: posti pochi, requisiti severi, più soglie eliminatorie e concorrenza tra persone tutte pienamente idonee. È il punto più stretto della carriera AO.
  • Meno opportunità all’interno dell’AO, spinta forte verso l’AM.
    Nel 2026 i posti previsti a Coadiutore sono 29, mentre i posti per diventare Esperto (da AO) sono 45. Il sistema spinge verso l’Area Manageriale, mentre l’AO resta bloccata.
  • Effetti sulla motivazione.
    Anche colleghi molto forti (prova orale superata, ottimi bollettini, buona anzianità) spesso non vengono promossi per mancanza di posti, non per mancanza di merito.

Le criticità dell'intero sistema e le richieste della FABI-BI

Oltre i 22 punti: cosa non funziona nello scrutinio a Coadiutore

  • Poca trasparenza sugli atti dello scrutinio: si pubblicano criteri e graduatoria finale, ma non un verbale analitico che spieghi come i criteri sono stati applicati ai singoli casi.
  • Nessun vero ricorso interno: chi non è promosso non ha una sede di riesame dedicata. La tutela passa solo dal TAR o dall’intervento sindacale sulle operazioni della Giunta.
  • Prova orale centrale ma poco trasparente: pesa fino a 35 punti ed è uno sbarramento, ma le sedute non sono pubbliche, i verbali non sono regolati e non esiste una reale pubblicità delle prove.
  • Anzianità non normata: la conversione dei 5 punti di anzianità non è fissata nel Regolamento, ma definita dalla Giunta.
  • Pesi sbilanciati: tra prova orale, valutazioni annuali e attitudinali, oltre la metà del punteggio finale si gioca su elementi non pienamente verificabili dalla persona interessata.
  • Nessuna garanzia reale di omogeneità tra strutture: stili valutativi diversi, bollettini non standardizzati e giudizi descrittivi eterogenei rendono impossibile qualsiasi comparazione nazionale.
  • Numero di posti totalmente inadeguato.

Lo diciamo con chiarezza: il sistema è diventato così complesso da risultare quasi indecifrabile anche per chi lo studia nel dettaglio. La descrizione ha richiesto un lavoro di analisi fuori scala per un articolo: il sistema è talmente complicato che, anche sintetizzando e usando tabelle e infografiche, non siamo riusciti a coprire tutto.

Il problema non è la spiegazione: il problema è il sistema.

La nostra prima proposta è semplice:

Semplificare l’intero impianto: meno livelli, meno tecnicismi, meno sovrapposizioni.

Un sistema di avanzamento deve essere comprensibile per chi lo vive, non solo per chi lo amministra.

Se non si vuole semplificare, almeno si può migliorare

 

Le proposte FABI-BI

Come migliorare lo scrutinio a Coadiutore

  • Regole scritte nel Regolamento:
    criteri fissi per l’anzianità e pesi definiti per tutti i fattori di valutazione.
  • Verbali completi e accessibili:
    contenuto minimo obbligatorio delle decisioni della Giunta, come avviene nei concorsi pubblici.
  • Capacità attitudinali:
    inserirle nel Rapporto valutativo annuale insieme alla Qualità del servizio prestato e alla Preparazione professionale,
    definendo chiaramente i pesi di ogni categoria.
  • Un ricorso interno semplificato:
    una sede di riesame distinta dalla Giunta, con tempi e modalità chiare.
  • Maggiore pubblicità delle prove orali:
    sedute più trasparenti, verbali consultabili, criteri di valutazione esplicitati.
  • Maggiore chiarezza sui punteggi individuali:
    accesso semplice al dettaglio dei 100 punti (per tutti i fattori), per permettere a ogni persona di verificare il proprio percorso.
  • Incremento significativo del numero di posti.

Un Coadiutore che prospettive ha?

L’accesso ai gradi successivi (Coadiutore principale) e, soprattutto, le possibilità — limitate e molto selettive — di avanzare verso l’Area Manageriale meritano un esame a parte.

La riforma del 2016 ha infatti previsto:

  • un canale transitorio (oggi chiuso),

  • concorsi specifici (Consigliere, Esperto),

  • vincoli e barriere tra Area Operativa e Area Manageriale.

Questo quadro complesso sarà affrontato in un episodio dedicato della serie Capire gli Avanzamenti.

Perché questo lavoro non finisce qui — e perché serve anche la tua voce

In questo articolo abbiamo affrontato solo una parte del quadro: per ragioni di spazio non è stato possibile approfondire tutti gli elementi che rendono il percorso ancora più lungo, disomogeneo e difficile da interpretare.
Ne parleremo in un prossimo episodio della serie Capire gli Avanzamenti, dedicato alle ulteriori criticità di questo specifico avanzamento, in particolare:

  • graduatorie, scorrimenti e problemi che emergono in caso di passaggio ad Assistente Superiore;

  • peso dell’anzianità rispetto al merito (fino a 2 punti: è un equilibrio corretto?);

  • il rapporto tra assenze e valutazione annuale (art. 60): come si formano i bollettini in presenza di assenze lunghe;

  • le residenze amministrative e la mobilità: restrizioni, penalizzazioni e impatti sugli avanzamenti.

Sono aspetti decisivi per comprendere davvero la progressione nella nostra Area Operativa e richiedono un’analisi dedicata.

La FABI-BI può continuare ad approfondire, analizzare, proporre e chiedere trasparenza.
Ma per cambiare davvero le cose servono anche le esperienze di chi vive il sistema ogni giorno.

Per questo, ti invitiamo a:

  • Segnalare anomalie nelle procedure di scrutinio, nelle modalità della prova orale, nell’accesso agli atti, nei giudizi annuali o nelle comunicazioni ricevute.

  • Raccontare la tua esperienza — positiva o negativa — sul percorso verso Coadiutore: cosa ha funzionato, cosa non ha funzionato, dove si inceppa il sistema.

  • Condividere dubbi e domande: ci aiuteranno a costruire nuovi approfondimenti e a presentare richieste mirate all’Amministrazione.

  • Partecipare attivamente: ogni testimonianza è importante per rendere più trasparente un meccanismo che oggi appare difficile da leggere, anche per chi lo studia nel dettaglio.

Scrivi a: segreteria@fabi-bi.it
(indica se desideri restare anonimə nelle nostre analisi)

Il progetto Capire gli Avanzamenti nasce proprio così: mettendo insieme dati, norme e soprattutto le voci delle persone.
È l’unico modo per far evolvere un sistema che oggi chiede molto, ma restituisce poco.

E, come sempre: partecipare è la forma più concreta di tutela.

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4 risposte

  1. Eh del tutto vero. Ho avuto una azienda mia, ma il mio punteggio attitudinale non è mai stato considerato granché. Sono un informatico ma lavoro in ufficio dove sono tutti giuristi: le domande che mi vengono fatte sono o estremamente nozionistiche o comunque molto lontane dalla mia formazione. Ho scritto un programma gestionale per il mio ufficio, ci fosse stato uno che mia avesse chiesto come funziona, che vantaggi porta e soprattutto, visto lo scopo dell’esame, come impatta a livello organizzativo dell’ufficio.

    Niente di tutto questo, solo un esamino molto capzioso, basato su domande relative a dettagli normativi lontanissimi dalla propria esperienza professionale.

    Deludente

    1. Ciao Carlo, grazie della tua condivisione dell’analisi e della tua esperienza che rafforza quanto da noi espresso. Come avrai potuto notare dall’analisi approfondita che abbiamo svolto il concorso a Coadiutore è talmente articolato e con aree di completa discrezionalità che, in aggiunta agli esigui posti messi a concorso, è diventato un vero e proprio “vicolo cieco”. La FABI-BI farà tutto ciò che può per modificare radicalmente questo sistema.

  2. La soluzione a tutto ciò sarebbe quasi banale:
    – riapertura immediata del canale provvisorio per tutti coloro che hanno sostenuto e superato la prova a Coadiutore (con eventuale colloquio in lingua), per sanare la profonda ingiustizia subita da chi ha studiato fino all’inverosimile, ha atteso normativamente almeno 15 anni per poterla svolgere, ed è rimasto una specie di Primo Assistente Senior Super.
    – eliminazione dei gradi di Coadiutori, Coadiutori Principali e Expert e trasformazione nel grado unico di ‘Supervisore’
    – conservazione di un’unica prova d’esame per Supervisore, certamente selettiva ma più trasparente, cui possono partecipare tutti con almeno 5 anni di anzianità.
    – unificazione delle carriere che eliminerebbe l’attuale binario morto e mortificante.

    I benefici immediati sarebbero:
    1) risparmio immediato per la banca e a costo zero per i lavoratori, perché non ci sarebbe riduzione dei livelli stipendiali (è identico tra Coadiutore ed Expert) ma non verrebbero più pagati gli straordinari attualmente pagati ai Coadiutori (piccolo sacrificio in cambio dell’accesso alla dirigenza).
    2) notevole incentivo motivazionale per gli attuali Coadiutori, finalmente utilizzabili come Supervisori di Aree.

    1. Ciao Giovanni,
      grazie mille per la tua condivisione. È la prova che le proposte per migliorare la condizione dei Coadiutori ci sono, dobbiamo solo iniziare a parlarne seriamente.
      Quello che proponi tu va proprio nella direzione in cui FABI-BI si muove da tempo: per noi, la migliore riforma dell’Area Operativa è unificare le carriere, prevedendo una tutela specifica (una “salvaguardia”) per i Coadiutori e Coadiutori principali.
      I Coadiutori e Coadiutori principali appartengono all’unico grado dell’Area raggiunto con concorso (come abbiamo spiegato nell’analisi proposta nell’articolo). Al momento, svolgono attività simili a quelle dell’Expert, e a volte anche con maggiori responsabilità. Nonostante la riforma dell’Area Manageriale di 10 anni fa, i ruoli di Coadiutore/Coadiutore principale e Expert sono rimasti invariati e sostanzialmente uguali.
      La tua proposta di salvaguardia è un ottimo spunto. FABI-BI ne terrà sicuramente conto nel proporre le proprie richieste ufficiali per la Riforma della carriera dell’Area Operativa.
      Grazie ancora per il tuo contributo. Se vuoi continuare a darci una mano attivamente per definire una seria piattaforma rivendicativa, contattami pure.
      A presto,

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