Siamo partiti da ciò che riteniamo più importante: le criticità da affrontare e le proposte che come FABI-BI mettiamo sul tavolo.
Va premesso che in questi ultimi trent’anni abbiamo visto l’avvio di molte piattaforme, sia da parte dell’Amministrazione sia nei precedenti tavoli sindacali, tutte naufragate per non aver tenuto conto delle legittime aspettative delle colleghe e dei colleghi.
Le indicazioni finora emerse dalla delegazione aziendale [slide] restano insufficienti e non completamente valutabili:
- la maggiore flessibilità nell’utilizzo del personale viene proposta senza una chiara definizione delle mansioni;
- non è stata presentata una struttura di carriera compiuta;
- mancano indicazioni sulle risorse economiche;
- è stata proposta una scala stipendiale per l’intera vita lavorativa con una componente aggiuntiva collegata a una crescita professionale non meglio definita;
- il passaggio all’Area manageriale continua a essere configurato come un percorso selettivo analogo ai concorsi esterni, senza un reale sviluppo interno.
In queste condizioni, il rischio è evidente: maggiore flessibilità senza tutele, senza riconoscimenti e senza prospettive.
Il contesto è noto: innovazione tecnologica, trasformazioni organizzative, nuove funzioni istituzionali e allungamento della vita lavorativa. Proprio per questo servono strumenti adeguati, non soluzioni indeterminate.
Per essere chiari: senza una definizione puntuale di percorsi, criteri e risorse, non esiste una riforma, ma solo un contenitore vuoto.
Per questo riteniamo imprescindibile che il confronto evolva rapidamente verso proposte concrete, verificabili e sostenibili.
Diversamente, non sarà possibile riconoscere in questa iniziativa una reale volontà di affrontare i problemi strutturali dell’Area operativa.