Welfare Edenred: chiediamo la Commissione per verificare l’andamento dell’appalto

Abbiamo deciso di riprendere il tema del welfare aziendale perché continuano ad arrivare segnalazioni sul funzionamento del portale Edenred: prezzi superiori al mercato, commissioni poco chiare, difficoltà nell’accreditamento dei fornitori e tempi non sempre compatibili con le esigenze concrete delle persone.

Ne avevamo già parlato nei nostri precedenti approfondimenti, in particolare nell’articolo dedicato ai prezzi più alti del mercato e all’erosione del valore reale del beneficio.

Oggi torniamo sul tema con un passaggio ulteriore: abbiamo chiesto formalmente alla Banca di istituire e convocare la Commissione mista welfare prevista dagli accordi sul flexible benefit.

L’accordo prevede infatti una Commissione mista tra Banca e Organizzazioni Sindacali, con il compito di esaminare i dati statistici sull’utilizzo del credito welfare, valutare la qualità dei servizi offerti e formulare proposte migliorative sulla base dell’esperienza delle colleghe e dei colleghi.

Perché chiediamo la Commissione welfare

La Commissione mista non è un passaggio formale. È lo strumento previsto dagli accordi per monitorare il funzionamento del piano welfare e verificarne l’effettiva utilità per il personale in servizio e in quiescenza.

Serve una sede stabile in cui analizzare dati, problemi e possibili correttivi. In particolare, chiediamo che siano verificati:

  • la percentuale di utilizzo dei crediti liberi e vincolati;
  • la qualità dei servizi offerti;
  • la customer satisfaction;
  • la capillarità effettiva della rete;
  • i tempi di accreditamento dei fornitori proposti;
  • la presenza di eventuali sovrapprezzi, commissioni o condizioni meno favorevoli rispetto al mercato;
  • la coerenza tra gli impegni assunti in sede di gara e il funzionamento concreto del servizio.

Le criticità segnalate

Le segnalazioni che riceviamo non riguardano un solo aspetto del portale. Ricorrono invece alcuni problemi: prezzi più alti rispetto all’acquisto diretto, costi aggiuntivi non sempre chiari, partner unici per alcuni servizi, difficoltà nel far accreditare nuovi fornitori, rimpalli tra gestore e operatori.

Molte colleghe e molti colleghi ci hanno riferito di aver tentato di aggiungere fornitori senza successo, anche dopo mesi di attese e passaggi intermedi. Questo limita la possibilità di scegliere servizi realmente competitivi e riduce il valore effettivo del welfare.

Il punto è semplice: il welfare deve essere un beneficio pieno, non un credito nominale che perde valore nel momento in cui viene utilizzato.

Cosa chiediamo alla Banca

Chiediamo che la Commissione venga istituita e convocata senza ulteriori ritardi.

In quella sede chiederemo dati, verifiche e risposte su:

  • prezzi, commissioni e rincari applicati dal gestore o dai partner;
  • confronto tra prezzi del portale e prezzi di mercato per sport, viaggi, trasporti e altri servizi sensibili;
  • criteri di scelta dei partner esclusivi;
  • tempi effettivi di accreditamento dei fornitori indicati dalle persone;
  • andamento dell’appalto Edenred;
  • proposte concrete per correggere le criticità emerse.

Non si tratta di aprire un confronto generico. Si tratta di far funzionare uno strumento già previsto dagli accordi e necessario per controllare un servizio che incide direttamente sul benessere delle persone e delle loro famiglie.

Continueremo a informare colleghe, colleghi e pensionati

Il welfare aziendale può essere una risorsa importante. Proprio per questo deve funzionare bene, essere trasparente e mantenere il proprio valore reale.

Continueremo a raccogliere segnalazioni e a informare colleghe, colleghi e pensionati sugli sviluppi.

Per segnalarci criticità sul portale welfare: commissioni@fabi-bi.it

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