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Accordo Banconote: verifica semestrale

Il confronto del 13 luglio ha fatto il punto sull’accordo del 23 dicembre 2025 [Accordo AO, Accordo AM] per il personale tecnico-operativo del Servizio Banconote: risultati positivi, ma servono mansioni più chiare e una correzione al limite delle tre settimane.

Oggetto:

Accordo Servizio Banconote

Ultimo incontro:

13 Luglio 2026

N° incontri

1

Note

Incontro semestrale di verifica dell’accordo sottoscritto a dicembre 2025

Discussione:

A che punto siamo?

Come stabilito nell’accordo che abbiamo firmato a dicembre, è arrivato il momento di fare la prima verifica per capire come sta andando la sperimentazione sul campo.

I primi sei mesi di sperimentazione sul lavoro

Il 13 luglio 2026 si è svolto l’incontro di informativa semestrale sull’accordo Banconote del 23 dicembre 2025, che ha introdotto per il 2026 la sperimentazione del temporaneo e volontario utilizzo in compiti ulteriori del personale tecnico-operativo del Servizio Banconote.

Si tratta di uno strumento specifico del Servizio Banconote: riguarda il personale inquadrato almeno nel grado di Operaio di 3ª, ha carattere volontario, prevede esperienze temporanee presso altre Strutture e ha come ambito la circolazione monetaria, in particolare la contazione meccanizzata.

L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione è rispondere alle esigenze operative delle Filiali, soprattutto delle strutture specializzate nel trattamento del contante, dove le carenze di personale incidono direttamente sull’attività di contazione. Come FABI-BI riteniamo positivo che l’accordo Banconote abbia aperto nuove possibilità di esperienza per il personale tecnico-operativo e abbia consentito di dare supporto ad alcune Filiali in difficoltà. Proprio i primi mesi di applicazione, però, mostrano che l’impianto deve essere corretto: serve un perimetro più chiaro sulle mansioni e va superato, con criterio, il limite rigido delle tre settimane.

I dati dei primi sei mesi

Al 13 luglio 2026, la platea potenziale era composta da 103 persone. Gli aspiranti registrati sono stati 18, gli addetti effettivamente coinvolti 14.

Nel complesso sono state effettuate 11 tranche, per un totale di 160 giornate/persona, distribuite su 5 sedi di impiego.

Le Filiali che hanno ricevuto personale in missione sono state:

  • Padova, 11 settimane;
  • Piacenza, 9 settimane;
  • Foggia, 6 settimane;
  • Arezzo, 5 settimane;
  • Roma CDM, 2 settimane.

Sono numeri ancora contenuti, ma già sufficienti per capire che la sperimentazione intercetta un bisogno reale delle Filiali. Allo stesso tempo, mostrano alcuni limiti dell’impianto attuale.

Mansioni: il perimetro deve restare chiaro

Il primo punto riguarda le attività da svolgere.

Per la FABI-BI il personale tecnico-operativo impiegato in questa sperimentazione deve essere utilizzato in compiti strettamente collegati alla circolazione monetaria, con particolare riferimento alla contazione e alle attività direttamente connesse.

L’accordo Banconote non può essere letto come una delega generica a spostare mansioni tra profili diversi. È una sperimentazione circoscritta, nata dentro il Servizio Banconote e collegata alla circolazione monetaria.

Per questo non condividiamo l’assegnazione al personale operaio di mansioni genericamente amministrative o riconducibili, nei fatti, a figure impiegatizie.

Serve una definizione puntuale dei compiti. I profili devono rimanere distinguibili, le responsabilità devono essere chiare e non devono crearsi sovrapposizioni di ruolo tra personale operaio e personale impiegatizio.

Questo punto è particolarmente delicato perché la sperimentazione è stata più volte collegata alla futura riforma dell’Area Operativa. Proprio per questo, formule troppo ampie o ambigue rischiano di diventare domani un precedente. E i precedenti, quando sono scritti male, poi camminano da soli.

Il limite delle tre settimane oggi crea un problema

L’accordo prevede un limite massimo di tre settimane all’anno per persona.

Questo limite nasce con una finalità comprensibile: garantire rotazione e alternanza tra gli addetti. La selezione, infatti, prevede priorità per chi non ha già svolto esperienze simili e, a parità di condizioni, per chi ha maggiore permanenza presso il Servizio.

Nella pratica, però, il tetto rigido delle tre settimane sta producendo effetti poco funzionali.

Alcune persone, dopo aver già svolto l’esperienza ed essersi rese disponibili a ripartire, non hanno potuto farlo perché avevano raggiunto il limite massimo. In altri momenti, invece, alcune tranche sono rimaste senza candidature.

Il caso più evidente è quello della tranche dal 29 giugno al 10 luglio per la quale erano state comunicate le piazze di Piacenza, Padova e Foggia, ma non è arrivata nessuna candidatura.

Il risultato è poco razionale: da una parte ci sono Filiali che hanno bisogno di supporto, dall’altra ci sono persone già formate e disponibili che non possono essere utilizzate.

Formazione: tre settimane sono poche

Il problema è ancora più evidente se si guarda alla formazione.

La contazione meccanizzata richiede preparazione specifica. Le slide dell’Amministrazione indicano che il ciclo addestrativo-formativo riguarda la gestione del contante, le funzioni delle macchine BPS/IPS, il bricchettaggio del triturato, l’uso delle attrezzature, la safety, la security e, in alcuni casi, la CSR.

Questo significa che una parte rilevante del periodo di missione serve necessariamente all’apprendimento e all’affiancamento.

Se il limite massimo resta fermo a tre settimane, si rischia un effetto paradossale: la persona viene formata, inizia a essere pienamente operativa, ma deve rientrare proprio quando potrebbe dare il contributo maggiore.

Così si disperdono tempo, addestramento e competenze. E le Filiali, che dovrebbero ricevere aiuto, rischiano di ottenere un supporto meno efficace di quello possibile.

La proposta: superare il limite, ma solo quando serve

Durante l’incontro è stata quindi discussa la possibilità di superare il limite delle tre settimane.

La proposta è consentire a chi ha già partecipato alla sperimentazione di candidarsi nuovamente, ma solo quando per quello specifico turno non vi siano altre colleghe o altri colleghi disponibili che non abbiano ancora svolto l’esperienza.

Per la FABI-BI questa impostazione è ragionevole.

Mantiene fermo il principio della rotazione, perché la priorità resta a chi non ha ancora partecipato. Allo stesso tempo, evita che il limite formale delle tre settimane impedisca di utilizzare personale già addestrato quando non ci sono nuove candidature.

In sostanza: prima si garantisce a tutte e tutti la possibilità di partecipare; se però nessun’altra persona si candida, non ha senso lasciare scoperto il turno mentre ci sono colleghe e colleghi disponibili e già formati.

Una spia di un problema più ampio

Il dato sul temporaneo utilizzo va letto anche dentro un quadro più generale.

Dalle slide emerge che, oltre alle 160 giornate/persona legate a questa sperimentazione, risultano anche altre missioni per 145 giornate/persona e ulteriori impegni collegati alle commissioni di concorso, per un totale complessivo di 377 giornate/persona e 53 addetti coinvolti.

Questo dato non va caricato oltre misura, ma segnala una questione: le missioni stanno diventando una leva sempre più utilizzata per rispondere a esigenze organizzative e carenze operative.

Per questo servono regole trasparenti, mansioni definite e criteri verificabili. Altrimenti il rischio è che strumenti nati come eccezione o sperimentazione finiscano per coprire problemi strutturali senza affrontarli davvero.

Prima di firmare, vogliamo ascoltare il personale

Prima di procedere a qualunque modifica dell’accordo Banconote, riteniamo fondamentale confrontarci direttamente con voi.

Chiediamo quindi a tutto il personale interessato cosa pensa della proposta di superare il limite delle tre settimane (nei soli casi in cui non vi siano nuove candidature disponibili), invitandovi a lasciare un commento in fondo a questo articolo o scrivendoci a segreteria@fabi-bi.it.

Se questa proposta sarà condivisa da chi lavora, procederemo al confronto con l’Amministrazione per integrare l’accordo, con l’obiettivo di arrivare alla firma entro la fine di luglio.

La posizione della FABI-BI resta chiarissima: sì a strumenti che aiutano concretamente le Filiali e valorizzano la disponibilità del personale; sì alla rotazione e alla partecipazione volontaria; no a mansioni ambigue, sovrapposizioni improprie e soluzioni temporanee che rischiano di diventare scorciatoie organizzative.

Coinvolgere direttamente il personale non è un semplice passaggio formale. È l’unico modo corretto per decidere, insieme, se e come modificare una sperimentazione che riguarda il lavoro concreto delle colleghe e dei colleghi del Servizio Banconote.

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